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 Da Cremona

04 Marzo, 2005
Cremona.Riunitasi la Commissione ambiente “La centrale a oli vegetali di Martignana”
Impegno della Provincia e della Commissione Ambiente ad incontrare l’Azienda titolare dell’autorizzazione per un ragionamento a 360°.

Riunitasi la Commissione ambiente “La centrale a oli vegetali di Martignana”

Impegno della Provincia e della Commissione Ambiente  ad incontrare l’Azienda titolare dell’autorizzazione per un ragionamento a 360°.

Il progetto della Centrale ad olii vegetali a Martignana Po è stata affrontata nel corso della seconda riunione della Commissione Consiliare “ambiente”, indetta dal suo presidente, Andrea Ladina.

Presenti il presidente della Provincia, o n. Giuseppe Torchio, l’assessore provinciale Giovanni Biondi con la dirigente Mara Pesaro, il presidente del Consiglio provinciale, Roberto Mariani, i consiglieri Fermo Borini, Walter Longhino, Giampaolo Dusi,  Sandro Gugliermetto, Carlo Rusca, Nicoletta Massobrio, Anna Riccardi e Giuseppe Redegalli,l’assessore del Comune di Martignana Po, Luigi Vezzosi, i rappresentanti del Comitato contro, Michele Vigliotti e Maria Anna Albanese.

“Alla luce sia delle spinte verso l’utilizzo di fonti alternative e rinnovabili energetiche e di forti contrasti nati sul territorio per una centrale ad olii a Martignana, abbiamo voluto dedicare una apposita seduta per capire lo stato dell’arte” – ha precisato il presidente della Commissione provinciale all’ambiente, Andrea Ladina. L’assessore Biondi ha illustrato i termini della questione: “E’ necessario un momento di confronto, come questo, anche dopo l’assemblea pubblica. Con il presidente Torchio abbiamo proprio ieri incontrato alcuni rappresentanti del Comitato. La questione parte tempo addietro, con un’assemblea pubblica di un anno fa. Ribadii in tal contesto, come le fonti energetiche rinnovabili siano una opportunità per il territorio, purchè tutte le innovazioni siano compatibili con l’ambiente e con la pianificazione complessiva, pur avendo una mera competenza tecnica. La proposta della centrale fu autorizzata tecnicamente due mesi dopo l’assemblea pubblica, proprio su richiesta del Comune di Martignana. Da allora più nulla. Ad un anno di distanza, invece, registriamo il Comitato contro, chiedendo ad oggi di non realizzare tale intervento, partito dalla volontà locale”.

Ha continuato Biondi: “Dobbiamo analizzare lo stato dell’arte, sulla base della richiesta fatta e delle autorizzazione data. Credo che dobbiamo capire, con tutti i soggetti, se vi sono le condizioni dove fare, eventualmente altrove, l’intervento con un iter concertativo allargato o realizzarla sul territorio di Martignana con quali compensazioni, come magari il teleriscaldamento, che riduca i costi delle bollette. Dobbiamo trovare il percorso meno dirompente possibile. Siamo a disposizione perché la questione sia governata al meglio e nel rispetto di tutti”.

L’assessore Vezzosi ha fatto presente come l’assemblea di un anno fa (ottobre 2006) fu poco partecipata, nonostante la pubblicizzazione; tuttavia il Comitato è nato ora e la minoranza in Comune astenuta o assente su tale questione ad oggi. Certamente il Comune poteva fare di più per la divulgazione. Siamo per trovare una soluzione Comune e disponibili anche a fare un passo indietro, ma vogliamo prima capire le ricadute negative in tal caso. Viceversa è possibile trovare delle compensazioni per i cittadini, realizzando l’opera.

La dirigente Pesaro ha fatto presente come il progetto per la centrale ha avuto l’autorizzazione con procedura unica, secondo la legge 387; l’istanza è il 27 luglio 2006/03 ed il diretto interlocutore è il Comune di Martignana, che non presentato alcuna obiezione sull’intervento neppure durante la Conferenza dei Servizi. Come sempre in questi casi, non essendo emerse alcune tensioni territoriali, il tutto è rimasto sul livello tecnico.

Secondo il presidente o n. Torchio, che ieri aveva già incontrato il Comitato stesso, per reperire 200 Mw di energia alternativa a livello territoriale, in luogo della centrale a turbogas prevista dal Piano Energetico ed esclusa dalla Provincia, bisognerà affrontare la questione nella sua complessità, un parte la può reperire dal Po, con un discorso però  in fieri, ma il rimanente va trovato altrove. La situazione in termini economici, se non daremo risposte a qualcuno, porterà a reiterare una centrale a turbogas anche per il ritardo nell’introduzione delle energie alternative. Quindi valutare tutto il contesto complessivamente, sia dal punto di vista tecnico che politico ed istituzionale. Occorre sentire quindi tutte le componenti ed i portatori di interessi della questione. Analizzare criticità ed opportunità, come ribadito ieri al Comitato, cogliendo anche la presa di posizione del Sindaco, che ridimensiona quanto affermato sui giornali. Faccio presente, inoltre, come siamo gli ultimi in Europa in fatto di energie alternative.

L’assessore comunale Vezzosi ha voluto puntualizzare rispetto ai toni polemici emersi sui giornali: “non rispondo per il Sindaco, ma ho mandato una lettera ai giornali chiarificatoria: se il progetto della centrale è così catastrofico non avrebbe avuto certamente una approvazione della Provincia e i Verdi si sarebbero mossi da subito.”Al contempo non vogliamo realizzare un’opera che non ha il consenso della gente. In consiglio comunale è stata approvata anche una convenzione che disciplinerà i rapporti con la Ditta che realizzerà l’opera”.

E’ stato fatto presente come siano trascorsi i tempi per cui impugnare l’atto della Conferenza dei servizi e le motivazioni per una revoca dell’atto, devono essere concreti e molti seri.

Nessun Ente invitato alla Conferenza dei Servizi ha posto veti, tenendo presente, inoltre, che vi sono nell’atto, precise e oggettive prescrizioni ulteriori, a fini garantistici.

Il presidente del Consiglio provinciale Roberto Mariani, nel rispetto da quanto emerso a livello di assemblea pubblica, ha voluto sottolineare come tale situazione, senza cercare responsabili, sia chiara e definita, che assolve a tutti i dettami di legge. Probabilmente il percorso da seguire a monte doveva essere un altro a livello di concertazione comunale. Innanzitutto è fondamentale ora parlare con la Ditta proponente rispetto alla situazione creatasi oggi e poi vedere quali sono i margini compensativi nella seconda opzione.

Il consigliere Dusi era presente all’assemblea, capendo e cogliendo le perplessità del Comitato e della cittadinanza: secondo il consigliere non è possibile una centrale così potente, in relazione alle necessità locali, soprattutto rispetto a quanto emerso da parte di alcuni tecnici relativamente al riassetto agricolo del territorio e della qualità dell’aria.

Sandro Gugliermetto ha fatto presente la discussione fatta su Cella Dati, facendo emergere la lontana di comunicazione locale, perché dopo un anno dopo l’autorizzazione non si è più saputo nulla. Discorso a parte va fatto sulle politiche agroenergetiche e fonti rinnovabili, dove le diverse questioni vanno affrontate passo passo, affinché non sia solo una questione di business in altre parti del pianeta con materiali provenienti da Paesi Terzi, ma si tratti di vero sviluppo sostenibile.

Il Comitato ha fatto presente lo sviluppo urbanistico locale residenziale ed il sito dove verrà realizzato tale centrale, oltre a sopportare una sicura sottovalutazione delle nostre case, con danno economico diretto e dove tanti cittadini hanno investito per i buoni costi anche del terreno, calcolando anche le garanzie legate ai mutui richiesti. Per queste sono già state attivate le perizie immobiliari.

 

Fonte: Provincia di Cremona

 


       


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