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 Volontariato

04 Marzo, 2005
Tessile: Il futuro italiano ed europeo
4° Congresso della Federazione Sindacale Europea Tessile Abbigliamento Calzaturieri

“Quattro anni di cambiamenti, quelli trascorsi dal Congresso di Toledo del 2001 ad oggi, che rendono irriconoscibile lo scenario d’azione per i sindacati tessili di tutto il mondo ed europei in primo luogo”. Questo il contesto in cui si sta svolgendo il 4° Congresso della Federazione Sindacale Europea Tessile Abbigliamento Calzaturieri, che si è aperto questa mattina a Sofia con la rielezione della Presidente Valeria Fedeli (Segretaria generale della Filtea-Cgil).
Nel suo discorso introduttivo, la Presidente di ETUF : TCL, ha invocato una riforma urgente delle istituzioni internazionali, tra cui l’Organizzazione Mondiale per il Commercio, che hanno mostrato i loro limiti nell’affrontare l’impatto della globalizzazione.
“Costruire un’Europa - ha detto Fedeli - che sappia mettere in atto politiche sociali, industriali e commerciali che le permettano di essere protagonista nel governo della globalizzazione. Occorre realizzare una politica industriale europea, che consenta di superare la crisi dei modelli di sviluppo industriali nazionali, sapendo che le soluzioni alle contraddizioni dei processi di globalizzazione in atto non sono a livello nazionale. Occorre più Europa: politica, economica, industriale, sociale, sindacale. È alla politica, è ai governi, che spetta trovare e condividere soluzioni, indicare la strada. Per porre fine alle fantasie immaginifiche del potere assoluto del mercato e alle follie irresponsabili di ogni progetto di chiusura o inasprimento dei dazi doganali. E occorre una forte azione sindacale europea, comune e congiunta, per affermare come modello comunitario quello di uno sviluppo eticamente sostenibile, in Europa e nel mondo”.
“L’Ue – ha aggiunto - è l’unico ente sovranazionale che può avere oggi la storia, la credibilità, la forza diplomatica e politica per proporsi come modello e guida per i percorsi dell’economia globale. L’unico soggetto capace di valorizzare e immettere nella propria azione politica e nelle regole del commercio internazionale il rispetto dei diritti sociali, ambientali, del lavoro, umani. È decisivo anche che l’Europa dia un chiaro segnale ai paesi membri di puntare su innovazione, ricerca e formazione: le condizioni di base per affrontare la propria internazionalizzazione e la presenza nei mercati, a partire proprio da Cina e India. Apertura dei mercati, reciprocità, rilancio del rispetto dei diritti sociali, definizione di codici di condotta: queste le priorità che il sistema delle imprese deve darsi e condividere con le parti sociali, con piena assunzione della responsabilità di affermare e rispettare le regole di uno sviluppo sostenibile, ovunque avvenga la produzione”.
“Ma l’Europa - ha sottolineato Fedeli - è una sfida anche per il sindacato, che si trova davanti a scelte decisive per il proprio futuro. Le azioni di confronto e di negoziato locale e nazionale devono trovare una più ampia cornice strategica a livello europeo, per dare forza, visibilità e strumenti ad un sindacato europeo e democratico, capace di rappresentare tutti i lavoratori e forte nel chiedere alle parti datoriali di individuare forme di rappresentanza e dialogo comunitarie. Per coordinare difesa e sviluppo dei diritti sociali, politiche salariali, informazione preventiva sui cambiamenti delle imprese, processi di qualificazione delle risorse umane. Per avere contratti europei. Perché il futuro della competitività dell’Europa è nell’Europa, non solo nei singoli stati nazionali. La battaglia comune del sindacato europeo deve essere rivolta anche al rafforzamento della presenza del sindacato in tutti i territori dell’Unione, per mettere in campo un ruolo diffuso di costruzione di prospettive di sviluppo, tutela dei diritti, negoziazione, immaginazione e messa in campo di processi di crescita della qualità della vita”.
“Il sistema industriale - ha concluso - è di fronte a scelte di prospettiva decisive per recuperare il ritardo accumulato. Occorre guardare al futuro con la consapevolezza delle contraddizioni che presenta il mondo globalizzato e con la determinazione di chi vuole governare la transizione. Il tessile è un paradigma esplicativo e significativo. E le soluzioni non sono solo a livello di settore, ma a livello di sistema. Ancora una volta i sindacati, italiano ed europeo, lanciano ad istituzioni ed imprese la sfida del futuro della competitività europea. A partire dal tessile, a difesa del lavoro, dell’occupazione, del futuro benessere di tutti”.

 

 

mt

 


       CommentoFonte: Ufficio Stampa CGIL


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