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 Da Lodi

04 Marzo, 2005
Lodi. Il piano agricolo triennale.
1500 aziende. 38 ettari di dimensione media. Il 58% dei terreni coltivati a mais. 113mila bovini. 463mila suini. 4,2 milioni di quintali di latte prodotto nel 2006.

500 AZIENDE; 38 ETTARI DI DIMENSIONE MEDIA; IL 58% DEI TERRENI COLTIVATI A MAIS; 113MILA BOVINI; 463MILA SUINI; 4,2 MILIONI DI QUINTALI DI LATTE PRODOTTO NEL 2006, SONO I NUMERI DELL’AGRICOLTURA LODIGIANA CONTENUTI NEL PIANO AGRICOLO TRIENNALE.

1500 aziende. 38 ettari di dimensione media. Il 58% dei terreni coltivati a mais. 113mila bovini. 463mila suini. 4,2 milioni di quintali di latte prodotto nel 2006.

Sono questi i numeri principali dell’agricoltura lodigiana, contenuti nel Piano Agricolo Triennale della Provincia di Lodi che mercoledì pomeriggio a Codogno, durante la prima delle sedute itineranti, sarà sottoposto all’attenzione del Consiglio provinciale.

Un’istantanea sul mondo rurale Lodigiano che evidenzia lo stato dell’arte e propone solchi orientativi per lo sviluppo dell’agricoltura in 4 filoni che confermano l’andamento delle linee programmate dall’Assessorato provinciale all’agricoltura: il rafforzamento del distretto del latte, la produzione di energia alternativa, la costruzione di nuovi sistemi verdi e il rafforzamento del marchio di qualità Lodigiano Terra Buona.

I dati raccolti dal servizio politiche agricole della Provincia di Lodi, evidenziano il buono stato di salute del settore primario lodigiano. Sono circa 1500 le imprese agricole in provincia di Lodi, tra queste, un migliaio circa operano su superfici superiori ai 10 ettari di terreno. La dimensione media, pari a 38 ettari, delle imprese agricole lodigiane è la più alta in Lombardia. Considerando solo le imprese “professionali”, ovvero superiori ai 10 ettari (che nel loro insieme) occupano il 97% del suolo agrario, la media sale fino a 58 ettari di terreno.

Negli ultimi 25 anni la superficie agraria utile è diminuita del 12% e sono circa mille le aziende che si sono estinte o confluite in altre aziende più grandi.

Oggi esistono in Provincia di Lodi 5 modelli di impresa prevalenti: l’impresa agronomica, l’impresa zootecnica che produce latte, l’allevamento di suini a ciclo chiuso, gli ingrassatori di maiali (ossia coloro che comprano suinetti e li portano ad un peso utile a produrre prosciutto crudo), infine, l’impresa zootecnica ad indirizzo misto bovino-suino.

Circa la metà delle aziende sono del primo tipo. La loro dimensione media si attesta intorno ai 44 ettari. Tra i tipi di coltivazioni, il mais la fa da padrone con il 56% della superficie destinata alle coltivazioni annuali. A seguire con il 14% abbiamo il prato stabile, il frumento (5%), orzo e riso, quest’ultimo in ripresa, al 4%.

La produzione di latte è un vero e proprio fiore all’occhiello dell’agricoltura lodigiana. Le mandrie superano mediamente i 230 capi. Mentre gli allevamenti di suini hanno una media di 2000 capi per azienda.

Il Piano Agricolo triennale ha certificato che nel Lodigiano operano 434 aziende dedite all’allevamento dei soli bovini, 99 allevano esclusivamente bovini, mentre 80 sono aziende miste. Queste ultime sono delle vere e proprie corazzate che sposano la filosofia produttiva ad alta intensità ed coltivano mediamente 100 ettari di terreno.

Nel 2006 il numero complessivo di bovini in provincia di Lodi era pari a 113mila unità, delle quali 49.00 erano vacche da latte (che hanno assicurato la produzione di 4,2 quintali di prodotto, il 4% dell’intera produzione nazionale), mentre i suini risultavano essere 463mila.

Esistono anche 41 imprese con indirizzi zootecnici particolari che allevano ovaiole, fagiani, quaglie, anguille, o altro.

(12-11-2007, Provincia di Lodi, Ufficio Stampa e Comunicazione)

 


       


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