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 Da Lecco

04 Marzo, 2005
Lecco. In ricordo di Ernesto Che Guevara
Proiezione di un DVD sulla vita di Ernesto Guevara de La Serna, seguirà un dibattito e un confronto aperto, condotto dagli amici della Associazione di Amicizia Italia - Cuba del Circolo di Lecco.

ERNESTO “CHE” GUEVARA

“El Comandante   Amigo…..”

A 40 anni dalla morte di questo straordinario personaggio della storia contemporanea in particolare per Cuba e dell’America Latina, vogliamo ricordarlo e parlarne con i giovani che non l’hanno conosciuto e i meno giovani che l’hanno amato, della sua vita, le sue scelte, l’esempio etico e morale di una figura epica e rivoluzionaria, attraente per molti giovani e scomoda a molti potenti della terra.

LUNEDI’ 8 OTTOBRE 2007

alle ore 15,30  - replica alle ore 21,00

salone G. Di Vittorio della CGIL di Lecco Via Besonda

Proiezione di un DVD sulla vita di Ernesto Guevara de La Serna, seguirà un dibattito e un confronto aperto, condotto dagli amici della Associazione di Amicizia Italia - Cuba del Circolo di Lecco.

Per favorire la più ampia partecipazione dei giovani, studenti, nostri amici e simpatizzanti abbiamo proposto due momenti di incontro distinti.

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE !

“un mondo migliore è necessario!”

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COMANDANTE ERNESTO “CHE” GUEVARA DE LA SERNA

 

Ernesto, nasce il 14 Giugno 1928 a Rosario in Arentina, primogenito dell’architetto-ingeniere di origine irlandese Ernesto Guevara Lynch e della nobildonna cattolica di origine spagnola Celia de la Serna Llosa, nasceranno altri quattro figli: Celia, Roberto, Ana Maria e Juan Martin.   

Ernesto è presto perseguitato dall’asma, la famiglia emigra ad Alta Gracia a Còrdoba, località montana, dove vive e studia sino ai 16 anni di età.

Nel 1944, tutta la famiglia si trasferisce nella capitale Buenos Aires, nel 1945 si iscrive ad ingegneria, nel ’46 a medicina dopo la morte dell’amata nonna.

Dal 1947 al 1951 lavora come infermiere per mantenersi agli studi, nel 1952 con l’amico del cuore Alberto Granado, recentemente in visita a Lecco, viaggia per l’America Latina a bordo di una moto.

Nel 1953 si laurea in medicina a Buenos Aires con una tesi sull’asma e sulle allergie.

Nell’estate del 1953 riparte per il suo secondo viaggio, nel 1954 è in Guatemala, dove conosce Hilda Gadea Acosta, più colta politicamente e più adulta di lui, si sposeranno a Città del Messico nel 1955.  Insieme conosceranno Raul Castro e successivamente a casa di Antonia, Fidel Castro, amnistiati da Batista ed espulsi da Cuba dopo l’assalto alla caserma Moncada del 26 Luglio 1953.

Il 5 Febbraio 1956 nasce Hildita la prima figlia di Ernesto, chiede a Fidel di essere aggregato alla spedizione per la liberazione della Repubblica cubana in qualità di medico.

Sempre nel 1956 Fidel ed Ernesto vengono arrestati a Città del Messico con altri cubani per un banale permesso di soggiorno scaduto, è in questo contesto che i compagni cubani, inizieranno a chiamarlo il “Che”, è un intercalare che gli argentini usano spesso (come il “ciò” per i romagnoli e il ”pota” per i bergamaschi).   Da questo momento inizia l’epopea del “Che Guevara”, all’alba del 25 Novembre 1956, dal porto messicano di Tuxpan salpa il battello Granma “Gran Mather”.

Sbarcano il 2 Dicembre, a Las Coloradas ai piedi della Sierra Maestra, 82 “expedicionarios” capeggiati da Fidel, con loro anche l’italiano Gino Donnè, dopo le prime sconfitte, iniziano le prime vittorie contro l’esercito batistiano, nel biennio 1957-1958 con la battaglia finale a Santa Clara e il trionfo della Rivoluzione il 1° Gennaio 1959, quando il sanguinario dittatore Batista fugge da Cuba.

Nel Maggio del ’59, Ernesto divorzia dalla peruviana Hilda Gadea e si sposa con Aleida March de la Torre, da lei avrà quattro figli: Aleida (medico), Celia (veterinario), Camilo (avvocato), Ernesto (storico). Il “Che” rappresenta nei molti viaggi all’estero l’immagine della Rivoluzione, nel 1959  viene nominato Presidente del Banco Nacional de Cuba, nel 1961 diventa ministro dell’Industria, interviene all’O.N.U. per denunciare gli attacchi a Cuba degli U.S.A. (Baya Giron).

La “Crisi del Caribe” segna una linea di demarcazione, la critica contro i sovietici, porterà il “Che” a lasciare Cuba, nel 1965 Ernesto va clandestinamente in Congo per combattere il colonialismo europeo, fallisce in questo tentativo, rientra a Cuba e nel 1966 parte per la Bolivia.

Non trova appoggio per la lotta armata, nel partito comunista boliviano, non riesce a coordinare rilevanti azioni militari neanche con Haydèe Tamara, la leggendaria “Tania” come bene descrive lui stesso nei suoi “Diari in Bolivia”, unico strumento di collegamento tra i due, era la Radio boliviana.

L’8 Ottobre 1967, viene catturato sulle montagne della Quebrada del Yuro, la notte successiva viene assassinato, per ordine espresso dalla CIA, nella scuola de La Higuera all’età di 39 anni.

Il corpo del “Che” massacrato e amputato dalle mani, che verranno inviate a Cuba, viene sepolto clandestinamente con i corpi martoriati degli altri combattenti in una fossa comune.

Solo dopo trenta anni, e grazie a delle informazioni raccolte da alti ufficiali boliviani in pensione, che parteciparono alla sepoltura, si venne a sapere che il corpo del “Che” e dei suoi compagni erano stati sepolti ai bordi della pista dell’aeroporto di Vallegrande.

Malgrado i tentativi della CIA per impedire il ritrovamento dei corpi, oggi i resti del “Che” di “Tania” e dei loro compagni di lotta caduti in Bolivia, riposano in pace a Cuba, dal 1997 sono omaggiati nel grande mausoleo-memoriale di Santa Clara.

 


       


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