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 Welfare

04 Marzo, 2005
Cremona. Approvato il progetto Pronto Intervento Sociale.
Un'importante progetto, denominato Pronto Intervento Sociale, è stato approvato dall'Assemblea distrettuale dei Sindaci del Distretto di Cremona su proposta del Presidente, il Sindaco Gian Carlo Corada.

PRONTO INTERVENTO SOCIALE: L'ESPERIENZA DI CREMONA FA SCUOLA E VIENE ADOTTATA IN TUTTO IL DISTRETTO GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE CON IL TERZO SETTORE.
Un'importante progetto, denominato Pronto Intervento Sociale, è stato
approvato dall'Assemblea distrettuale dei Sindaci del Distretto di
Cremona su proposta del Presidente, il Sindaco Gian Carlo Corada.
L'Assemblea ne ha approvato i contenuti e le modalità di realizzazione
che prevedono la convenzione con realtà del terzo settore in una prima
fase, per una successiva valutazione circa percorsi di accreditamento
dei soggetti interessati. Obiettivi di questa iniziativa,  che si
colloca tra le priorità del Piano di Zona, sono: intervenire
tempestivamente a tutela di persone in situazione di emergenza sociale;
attuare azione di contenimento del rischio; individuare risposte di
primo intervento e comunicare ai servizi competenti i contenuti
dell'intervento per la successiva presa in carico.
L'attivazione di servizi quali il Pronto Intervento Sociale è prevista
dall'art.22 della legge 328/00, che lo indica quale livello essenziale
di assistenza da garantire in ogni ambito territoriale nei confronti di
soggetti che versino in situazioni di emergenza e urgenza sociale. Per
emergenza s'intende quella situazione di vita che comporta un bisogno
improcrastinabile collegato alla soddisfazione di diritti primari, di
sussistenza e relazione, in situazioni di privazione o allontanamento
dal nucleo per i minori, anziani o adulti, disabili. Tale azione deve
essere sviluppata in stretta collaborazione con le Forze dell'Ordine
presenti nel territorio. A tale riguardo il Comune di Cremona ha
avviato, da alcuni anni, il progetto sperimentale di Pronto Intervento
Sociale, con ricaduta inizialmente sul solo territorio comunale ed il
coinvolgimento delle risorse professionali in forza al Settore Affari
Sociali. In questi periodo infatti si è potuto garantire ai cittadini la
risposta a bisogni di emergenza attraverso la reperibilità degli
operatori del Settore Affari Sociali che hanno collaborato al progetto,
mediante l'organizzazione in turni di lavoro nelle fasce non coperte dal
Servizio (sabati e domeniche, giorni festivi, fasce orarie non coperte
dai servizi). Il Pronto Intervento Sociale è infatti un servizio di
reperibilità extra-time, cioè di norma dalle 16  alle 8.00 e, nel
periodo estivo, dalle 15 alle 8.
Il buon esito della sperimentazione avviata in questi anni ha fatto
emergere la necessità di potenziare l'azione d'intervento con il
coinvolgimento di attori del terzo settore radicati nel territorio e
impegnati in forme d'intervento a prevenzione e tutela del cittadino.
L'aumento delle richieste pervenute ai servizi, le problematiche sempre
più complesse che si sono evidenziate, portano oggi alla inopportunità
di pensare ad un progetto futuro basato sulle sole forze professionali
del Settore Affari Sociali, ma bensì integrato alla conoscenza ed
esperienza del terzo settore in questo ambito. Va inoltre evidenziato
che da un inizio che ha visto, qualche anno fa, solo interventi attivati
da segnalazioni della Polizia Municipale e provenienti dal territorio
comunale, si è poi inevitabilmente verificata l'emersione di bisogni
espressi dai Comuni del Distretto, peraltro meno provvisti di servizi
sociali di tutela al cittadino rispetto alla città.
Il modello che verrà sperimentato è pertanto basato sull'attivazione di
risorse che vedano il coinvolgimento di realtà accreditate nei diversi
ambiti d'intervento sociale, a cominciare dall'ambito dei minori
(senz'altro più esposti sul piano dei diritti di tutela), per poi
proseguire con anziani e persone in condizioni di disabilità, situazioni
queste ultime in progressivo aumento. L'elaborazione del nuovo progetto
ha visto la necessità di un lavoro di condivisione e approfondimento
realizzato dall'Ufficio di Piano all'inizio dell'anno, che ha visto il
coinvolgimento di assistenti sociali del Comune di Cremona, del
Distretto di Cremona, di realtà del terzo settore, con la supervisione e
la guida di figure esperte attraverso l'apporto di Gruppo Abele. Il
modello organizzativo raggiunto, che ha inoltre permesso di
differenziare situazioni specifiche quali quelle ad esempio dei minori
stranieri non accompagnati inserite in servizi di accoglienza specifici,
sarà sperimentato nel prossimo semestre.
Per poterne successivamente evidenziare tutte le necessarie modifiche ed
integrazioni, tale periodo vedrà coinvolti gli operatori comunali in
attività di raccordo e regia, nonché di presa in carico delle situazioni
segnalate a seguito di pronto intervento sociale, secondo le modalità e
i tempi previsti di norma dall'attività in servizio. Negli orari
extra-time, invece, potranno essere coinvolte figure che operano nei
servizi di terzo settore, spesso più flessibili e attivi anche in fasce
orarie ulteriori per effetto del coinvolgimento e della valorizzazione
delle attività già effettuate dai medesimi in forma ordinaria. Il
progetto inoltre vede la possibilità, sia per le Forze dell'Ordine che
per gli operatori del terzo settore, di una reperibilità telefonica
delle figure qualificate del Settore Affari Sociali per valutazioni,
supporti, consulenze in merito a situazioni particolari oltre che per un
necessario accompagnamento della fase di sperimentazione prossima e del
modello complessivo.

Cremona, 30 luglio 2007 


       


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