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04 Marzo, 2005
Lodigiano. 190 occupati in piu' nel 2007
L’economia italiana è impegnata da tempo in un processo di cambiamento per ritrovare competitività e rispondere alle sfide che provengono dall’economia globale.

PREVISIONI OCCUPAZIONALI DEL LODIGIANO-2060 assunzioni contro1870 uscite. Nel privato previsti  a fine 2007 190 occupati in più.

L’economia italiana è impegnata da tempo in un processo di cambiamento per ritrovare competitività e rispondere alle sfide che provengono dall’economia globale. Si tratta di un processo che ha come obiettivo principale la crescita della produttività e che richiede alle imprese uno sforzo consistente nell’innovazione (dei prodotti e dei processi produttivi), negli assetti organizzativi e, in definitiva, nel capitale umano. L’indagine Excelsior - attività particolarmente qualificante del sistema camerale sul tema del mercato del lavoro -, contribuisce da una decina d’anni a conoscere e a esplorare attraverso una ricca raccolta di dati, le previsioni di assunzione e i fabbisogni professionali delle imprese (esclusa l’agricoltura).

Il monitoraggio dei risultati emersi dalle interviste delle imprese locali di tutti i settori economici e di tutte le tipologie dimensionali, condotto dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Lodi in collaborazione con Unioncamere regionale, prospetta per fine 2007 un saldo di 190 unità tra entrate e uscite sul mercato del lavoro provinciale.

CHI ENTRA E CHI ESCE – Le previsioni di assunzione previste dalle imprese private dell’alaudense nel 2007 sono 2060, a fronte di circa 1870 uscite (per pensionamento o scadenza di contratto). Il saldo di 190 unità è in diminuzione (-24%) rispetto al saldo del 2006 che era risultato di 250 unità.

Con un tasso in uscita del 5,3% (4,6% lo scorso anno) e un tasso in entrata del 5,8% (5,3% nel 2006) il tasso di crescita è quest’anno pari allo 0,5%, inferiore quindi allo 0,7% dichiarato nel 2006.

Rispetto ai tassi di crescita regionale (0,6%) e nazionale(0,8%), - anch’essi in lieve decelerazione rispetto allo scorso anno - il lodigiano esibisce un più evidente rallentamento.

Sia dai dati regionali che da quelli provinciali trova conferma la frenata occupazionale prevista dagli esperti quale effetto dei processi di ristrutturazione e selezione che interessano il tessuto della piccola e piccolissima impresa, storicamente serbatoio di posti di lavoro.

E’ da tenere in ogni caso presente che le caratteristiche strutturali e di settore delle imprese del lodigiano possono avere determinato una maggior cautela nella programmazione delle assunzioni. Ciò nonostante, rispetto alle previsioni di flessione risultate negli anni 2005 e 2006 (che facevano seguito alla punta massima di 2.250 assunzioni annunciate nel 2004), le previsioni di quest’anno riportano le "entrate" sopra la quota delle duemila unità. Tale orientamento rafforza la percezione di una maggiore propensione delle aziende a effettuare assunzioni non solo per sostituire il personale che per vari motivi lascia il proprio posto di lavoro, ma anche per diversificare o ampliare il proprio organico.

Il movimento delle "entrate", considerato per livello di inquadramento, attribuisce una percentuale del 37,6% a quadri, impiegati e tecnici, il 62,3% a operai, personale generico e apprendisti e lo 0,1% ai dirigenti. Delle 2060 assunzioni complessivamente previste il 47,8% è destinato a sostituire una analoga figura nell’impresa.

Dalla ricerca emerge inoltre in crescita la quota delle assunzioni part-time. Nel triennio 2004-2006 il part-time nel lodigiano costituiva mediamente il 13,5%, mentre nella previsioni l’anno in corso raggiunge il 16%.

Disaggregando il dato delle entrate per grandi gruppi professionali (classificazione Istat) le quote maggiori sono destinate a impiegati, addetti alle vendite e servizi (35,6%) e a operai specializzati, conduttori di impianti, addetti al montaggio (29,7%). Dirigenti, professionisti ad elevata specializzazione e tecnici sfiorano insieme il 21%, mentre la quota restante del 13,7% è destinata a incarichi non qualificati.

PIU’ OPPORTUNITA’ PER DIPLOMATI E LAUREATI- Un dato interessante che consente di verificare l’evoluzione della domanda di capitale umano espressa dalle imprese lodigiane attraverso l’analisi dei livelli professionali in entrata, evidenzia in prima battuta come il titolo universitario, che nell’ultimo triennio non aveva superato il 7% della quota media, nelle ultime rilevazioni Excelsior ha raggiunto quota 11,4%.

Incrociato con la domanda di diploma di scuola superiore, che dal 33,7% passa al 40,4%, e con la quota in incremento dei dirigenti e tecnici con elevata specializzazione, il dato potrebbe significare che, sia pure lentamente e in modo circoscritto sono presenti adattamenti e razionalizzazioni (o ristrutturazioni) aziendali con ricorso a professioni high skill, e, all’interno di questa tipologia un ricorso più ampio a professioni tecniche legate a gestione, processi produttivi, controllo qualità, ecc.

Delle oltre duemila assunzioni previste, infatti, la quota destinata a dirigenti, professioni intellettuali e scientifiche altamente specializzate e professioni tecniche è di circa il 21%.

I CONTRATTI PIU’ UTILIZZATI – Altro capitolo, la flessibilità: le assunzioni a tempo indeterminato dovrebbero essere a fine 2007 il 45,2% del totale, mentre quelle a tempo determinato rappresenteranno il 39,8% (nel 2006 erano, rispettivamente, il 48% e 37,2%).

Le distanze tra i due contratti si sono accorciate: nel 2006 il gap era di quasi 11 punti percentuali, nel 2007 la differenza è scesa a 5,4 punti percentuali.

Dall’indagine emergono, tra l’altro, una minore difficoltà degli imprenditori ad applicare i contratti di apprendistato e il contratto di inserimento, rispetto alla Lombardia e all’Italia. Nel lodigiano esso si attesta all’11,5% della quota totale, percentuale più alta di due punti rispetto al 9,6% della quota della Lombardia e dell’Italia.

I dati evidenziano inoltre che in Italia i contratti a tempo indeterminato perdono peso nelle preferenze degli imprenditori e scendono al 45,4% (dal 60% che erano alcuni anni fa), mentre in Lombardia essi "tengono" e costituiscono il 49,7% della quota complessiva.

Va in ogni caso tenuto conto che tali dati, facendo riferimento alle sole previsioni di assunzione, vanno intesi come indicazioni di "contratti in ingresso", ossia di tipologie contrattuali che le imprese ritengono idonee per le sole figure da assumere. Una parte di questi contratti, "flessibili" in ingresso, si possono poi spostare nel percorso lavorativo dell’individuo verso un diverso carattere.

• IN QUALI SETTORI SI CRESCE DI PIU’? – Con un tasso di lavoratori in entrata del 6,7% e in uscita del 5,7% i maggiori incrementi sono destinati nel 2007 al settore Servizi: complessivamente 1300 entrate contro 1140 uscite e un saldo di 200 unità. La disaggregazione del dato evidenzia che i maggiori incrementi provengono dalle attività di Trasporto, servizi alle imprese, credito e assicurazioni, sanità e istruzione che mettono a segno un miglioramento totale a saldo dell’1,3%, pari a 150 unità lavorative risultate da una previsione di 680 assunzioni e 530 uscite dal lavoro.

Il commercio al dettaglio e all’ingrosso (comprensivi della Grande Distribuzione Organizzata e della Grande Distribuzione Specializzata) e le attività di riparazione prevedono dal canto loro una crescita dell1,1%, pari a un totale di 60 unità lavorative (date da 450 assunzioni e 380 uscite). Per contro denunciano l’orientamento a diminuire personale Alberghi, bar e servizi di ristorazione (30 unità in meno), una perdita che viene in parte compensata dal saldo attivo di 20 unità degli Altri servizi alle persone.

Un tasso di variazione tra entrate e uscite dello 0,1% è infine segnalato da Industria e Costruzioni. La disaggregazione permette di cogliere un saldo negativo (-1,3%) delle Costruzioni (pari a 40 unità lavorative), mentre l’Industria manifatturiera ( industrie alimentari, tessile-abbigliamento, mobili-legno, carta-editoria e industrie dei metalli) prevede un saldo superiore al punto percentuale. In valori unitari:+10 unità lavorative le industria del metallo e +20 unità le altre.

Camera di Commercio di Lodi – Ufficio Stampa&Comunicazione – rif. ALDO CASERINI +

 


       


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