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 Dall'Europa

04 Marzo, 2005
Durbach. Toni Vetrano,italiano, è stato eletto sindaco.
Toni Vetrano è il primo sindaco italiano in Germania, anche se di acquisita cittadinanza tedesca.Conviene, ora, presentarlo, intervistarlo, lasciarlo parlare direttamente di questa sua esperienza

Intervista a Toni Vetrano, Italiano di Caltabellotta, Bürgermaister di Durbach

Di Antonio Vetrano, Toni per gli amici, e ne ha tanti, abbiamo fugacemente accennato in occasione della festività nazionale del 2 Giugno, svoltasi a Freiburg, quando il Console De Bernardini gli ha consegnato l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana, conferitagli dal Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano.

 Toni Vetrano è il primo sindaco italiano in Germania, anche se di acquisita cittadinanza tedesca. Conviene, ora, presentarlo, intervistarlo, lasciarlo parlare direttamente di questa sua esperienza, fargli esporre i programmi attuati e da attuare, nel personale sistema di coinvolgere direttamente i suoi am-ministrati, affinché vengano in luce i reali bisogni della popolazione.

Presentiamo in apertura un essenziale Curriculum vitae del Vetrano:

 

Toni Vetrano, nasce il 12. Marzo 1964 a Caltabellotta, Prov. Agrigento. Nel 1965 emigra in Germania con i genitori.

1970 – 1978 : Grund- und Hauptschule Offenburg (Scuola media)

1979 – 1985: Wirtschaftsschule (Mittlere Reife); Wirtschaftsgymnasium (Abitur) (Maturità); Corsi di lingua e cultura italiana ad Offenburg e corsi per corrispondenza a Bonn ( Lingua Italiana).

1985 – 1989: Katholische Fachhochschule für Sozialwesen a Freiburg, Studi di pedagogia  ed Assistente Sociale (Dipl. -Sozialarbeiter FH)

1990 – 1991: Servizio sociale presso la Caritasverband für Württemberg a Stoccarda

1991 – 2001: Assistente Sociale ed incarichi amministrativi presso la Landratsamt Ortenaukreis su diversi settori sociali.

1995 – 1999: Studio di scienze economiche alla Verwaltungs- und Wirtschaftsakademie a Freiburg. (Betrieb-swirt Verwaltungsdiplom)

1999 – 2001: Presidente della CDU di Offenburg

1999 – 2001: Consigliere comunale ad Offenburg.

Dal dicembre 2001 Sindaco a Durbach;  dall’ottobre 2004 Consigliere alla Provincia (Membro del Kreistag Ortenaukreis), e dall’Aprile 2006 Presidente delle associazioni delle bande musicali dell’Ortenaukreis (Präsident des Blasmusikverbandes Ortenaukreis, ca. 20.000 membri).

________

 

Quali sono state le reazioni della popolazione locale di fronte al fatto che un italiano, anche se di cittadinanza tedesca acquisita, sia stato eletto alla massima carica cittadina?

Il fatto che io sia stato eletto al primo turno, ha sorpreso anche quelli, che mi hanno votato. Le reazio-ni, riguardo alla mia provenienza, almeno da parte della popolazione di Durbach, sono state relative, anche perché, se dubbi sussistevano, sono riuscito a rimuoverli nel corso della campagna elettorale.

La fiducia e stata data alla persona e non alla sua provenienza.

 

Trovi qualche difficoltà nell'amministrare i cittadini di Durbach, i connazionali ed i componenti delle diverse etnie, ivi residenti?

Dove c’é movimento ed evoluzione ci sono anche difficoltà. Tutto sommato, sono questioni di caratte-re generale, che si affrontano e si superano con gli strumenti democratici. Oramai sono già al sesto anno della mia amministrazione. Insieme con il consiglio comunale abbiamo portato avanti tanti pro-getti. Il fatturato degli investimenti assomma, negli ultimi cinque anni, a ca. 7 milioni di Euro. Investi-re per la comunità non è solo materia di ragioneria e di bilanci, quanto creazione di un comune e vitale futuro.

A Durbach attualmente non ci sono italiani residenti.

 

Qual è il tuo programma di lavoro per la Comunità, che ti ha eletto, e come lo stai attuando?

Attualmente abbiamo concluso un progetto stradale abbastanza grande. Si tratta della strada provincia-le che attraversa il paese.

Poi è in preparazione il rinnovamento e l’ingrandimento dell’edificio, in cui ha sede l’Hauptschule.  La riuscita di tale progetto dipende dall’esito dell’attuale dibattito politico sul futuro del nostro ordi-namento scolastico. In proposito, vi sono due correnti: una che vorrebbe una radicale ristrutturazione dell’Hauptschule, l’altra che chiede la fine del sistema scolastico in atto.

Stiamo anche lavorando sull’ingrandimento dell’asilo nido, punto d’assistenza per bambini a partire da 2 anni, in considerazione delle tante richieste da parte dei genitori. Altri progetti si riferiscono al so-stegno del turismo, cioè investimenti su posti pubblici.

Un’altra grande sfida è attualmente e sarà nei prossimi anni lo slargo della fogna cittadina.

I programmi sono attuati da parte mia, entrando in diretto dialogo con la popolazione. Trovo democra-ticamente corretto questo mio modo di agire, ascoltando e comunicando, per poi passare a scelte e decisioni, finalizzate al successo dei progetti intrapresi, tenendo sempre in massimo conto il bene della comunità.

 

La stampa locale si occupa spesso di te, riportando gli esiti positivi della tua amministrazione. Vi sono voci discordi sul tuo operato?

 

 I desideri e la realtà non sono sempre coincidenti. Questo vale per ogni comunità e per tutti sistemi socializzati, come nella famiglia, nelle associazioni ecc. Quindi ci saranno sempre quelli con non sono contenti di un risultato.  Questo però fa anche parte del nostro sistema democratico, che nessuno di noi vorrebbe mai cambiare. Il successo dunque non si definisce su una singola azione, bensì sullo sviluppo a lunga scadenza.

 

In Sicilia, a Caltabellotta, come è stata accolta la notizia della tua elezione a sindaco di una città tedesca?

Con tanto orgoglio e tanta gioia. Le reazioni sono state stupende. Non tanto per le parole che sono state dette, ma per la stima e il calore che mi hanno fatto provare e sentire.

 

Mantieni regolari rapporti con gli amministratori ed i compaesani della tua Città d'origine?

Si, e mi fa anche tanto piacere. Proprio l’anno scorso il mio paese di origine si è presentato alla Fiera di Offenburg con prodotti locali siciliani. Quest’anno andrò in Sicilia con una delegazione del consi-glio provinciale. Ma più che i rapporti con l’amministrazione tengo molto alle amicizie, che curavo già da bambino, quando andavamo in vacanza a trovare i nonni.

Mi danno tanta forza anche per il mio agire qui in Germania e sono una ricchezza riguardo alla mia personalità.

Parlare più di una lingua è, secondo me, un capitale, che offre maggiori possibilità. Ma oltre questo, vivere, sentire e praticare due culture dentro di sé costituisce una ricchezza enorme, anche se molto difficile da esprimere. Ma vi garantisco, è un bellissimo sentimento.

 

 

Conclusioni, saluti, ecc.

Per me essere sindaco, commendatore, presidente o avere qualunque incarico ha solo un valore se ci si rende conto, che non c’è un “io” senza il “noi”. Evoluzione, crescita e vitalità possono solo esistere se si costruisce insieme, con pieno rispetto per il prossimo.

Ringrazio, quindi, tutti quelli che mi hanno accompagnato, anche con voce critica, fino ad oggi, segna-lando con particolare riguardo la mia famiglia.

 

A cura di Vito d’Adamo

Haslach/K. – Inviato il 26  luglio 2007

 

 


       


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