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 Cronaca Lombarda

04 Marzo, 2005
Anci Lombardia. Ordine del giorno sui vincoli del patto di stabilità interna 2007.
Da una prima valutazione dell’andamento della spesa degli enti locali nel primo semestre del corrente anno, si è avuto conferma che il patto di stabilità interno, introdotto con la finanziaria 2007, fissava in termini di saldo finanziario di cassa.

O.d.G. del Consiglio Direttivo Regionale di Anci Lombardia

sui vincoli del patto di stabilità interna 2007

e sull’utilizzo degli avanzi di amministrazione 2006.

 

Il Consiglio Direttivo Regionale di ANCI Lombardia, a fronte di continue e costanti segnalazioni in merito alla impossibilità di rispettare i vincoli derivanti dal patto di stabilità interno, provenienti dai Comuni della nostra Regione, con particolare riferimento ai saldi di cassa ed all’utilizzo degli avanzi di amministrazione 2006, sentita la relazione del Presidente Lorenzo Guerini, gli interventi del Coordinatore del Dipartimento Finanza Locale, Personale e Sicurezza, Massimo Pollini e di numerosi Sindaci, sottopone al Governo ed al Parlamento il seguente O.d.G.:

 

Da una prima valutazione dell’andamento della spesa degli enti locali nel primo semestre del corrente anno, si è avuto conferma delle gravi preoccupazioni che, con precedenti prese di posizione ANCI Lombardia, avevamo sollevato circa gli obbiettivi che il patto di stabilità interno, introdotto con la finanziaria 2007, fissava in termini di saldo finanziario di cassa.

Risulta evidente che in molti casi non sarà possibile conseguire quanto prefissato e ciò indipendentemente dalla volontà e dalla possibilità d’intervento degli amministratori locali, perchè si è in presenza di atti obbligati in relazione ad impegni di spesa assunti negli anni precedenti.

In alcune situazioni, anche rinunciando ad ogni impegno non strettamente necessario, si è nell’impossibilità di rispettare il patto di stabilità, considerato che non è possibile rimandare i pagamenti oltre un termine di tempo ragionevole, senza incorrere nell’obbligo di riconoscere ai creditori gli interessi dovuti. Il che costituirebbe un danno erariale per l’ente con possibile rivalsa sugli amministratori, considerati  responsabili del danno, che sarebbero chiamati a risponderne personalmente.

Risulta pertanto necessario un intervento del Governo per sanare questa situazione, anche precisando le misure, per ora rimaste indefinite, dei provvedimenti cha il Presidente del Consiglio dei Ministri dovrà assumere. Sarebbe utile differenziarle a secondo delle violazioni al patto di stabilità imputabili ai singoli enti e ridurle nel caso del solo mancato raggiungimento degli obbiettivi in termini di competenza oppure solo in termini di cassa, in modo specifico quando ciò avvenga in conseguenza ad obblighi di spesa correlati ad investimenti contratti negli anni precedenti  il 2007.

Un primo importante passo nella direzione del nuovo sistema di finanziamento delle istituzioni regionali e locali è stato compiuto con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno di legge delega sul federalismo fiscale il 28 giugno 2007. L’importanza del provvedimento e la complessità dei problemi e degli interessi coinvolti richiederà un congruo periodo di tempo per completare i necessari confronti istituzionali e l’iter parlamentare. Si pone pertanto il problema di come intervenire ed operare in questo, probabilmente lungo, intervallo di tempo che ci separa dall’attuazione della riforma.

 

Il rapporto IFEL 2007 (Istituto per la finanza e l’economia locale) dimostra quanto ancora sia viziato d’iniquità il sistema dei trasferimenti erariali che penalizza in modo particolare la Lombardia sia in senso assoluto (trasferimenti erariali pro capite), sia in senso relativo (enti locali sottomedia per Regione).

Oltre il 90 per  cento dei comuni della Lombardia risulta ricevano dallo Stato centrale trasferimenti in misura inferiore alla media nazionale per fasce demografiche.  Questi dati indicano quanto non sia più rinviabile un processo di riequilibrio dei trasferimenti erariali che abbia un respiro pluriennale e che dia il segno della volontà del Governo di ridurre questa sperequazione, in attesa dell’entrata in vigore del federalismo fiscale.

 

In coerenza ed a sostegno delle considerazioni espresse, si propone :

 

1.         di migliorare in via sostanziale il D.L. n. 81/2007, poiché le modifiche apportate

dal Governo al testo originario sono del tutto insufficienti, anche se viene positivamente valutata la recente apertura interpretativa del Ministero dell’Economia e delle Finanze circa la possibilità di utilizzare l’avanzo di amministrazione per finanziare investimenti per un eventuale differenziale fra obiettivo da raggiungere in termini di competenza e situazione di bilancio (vedasi Sole24ore del 23 luglio 2007, pag. 39);

2.         di prendere in considerazione le difficoltà di cassa, agli effetti del Patto di Stabilità,

derivante da investimenti approvati in esercizi precedenti il cui debito viene a maturazione nel 2007. La situazione riguarda molti Comuni che, in tal modo, si trovano in condizioni o di non rispettare il Patto di Stabilità, oppure di violare i contratti di appalto ricorrendo in responsabilità erariali (vedasi art. 133 D.Lgs 163/2006 e D.Lgs 231/2002);

3.         di escludere dal Patto di Stabilità e, per i Comuni minori, dai limiti di spesa, gli o neri

di assunzione di personale nel campo della sicurezza, considerate le pressanti necessità in tale ambito;

4.         di escludere dal Patto di Stabilità le spese di personale derivanti dai contratti di lavoro,

che vengono firmati a livello centrale e subiti dagli enti locali.

5.         di considerare, in materia di federalismo fiscale, la specificità del riequilibrio delle risorse assegnate alle Regioni del nord del Paese, finanziando adeguatamente, a partire dalla prossima finanziaria, il fondo integrativo per gli enti sottomedia e applicando un metodo di riparto che permetta un recupero maggiore per gli enti che più sono stati penalizzati negli scorsi anni.

 

Il Presidente ANCI Lombardia

Lorenzo Guerrini

 

Milano 27 luglio 2007.

 

COMUNICATO STAMPA

Disegno di legge sui Costi della Politica: UPI e ANCI non interverranno alla Conferenza Unificata

Domenici e Melilli “Il Governo non ha rispettato l’accordo sottoscritto con Province e Comuni”

 

Upi ed Anci, ribadendo la sospensione delle relazioni istituzionali con il Governo stabilita dagli organismi direttivi delle Associazioni nelle scorse settimane,  rendono noto che non interverranno alle riunioni tecniche né alla Conferenza unificata convocata dal Governo per la prossima settimana, per esprimere il parere sul Disegno di legge sui Costi della Politica licenziato dal Consiglio dei Ministri.

Quanto al testo, il Presidente dell’Anci, Leonardo Domenici, e il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, dichiarano che “nel Disegno di legge per il contenimento dei costi delle istituzioni, approvato dal Consiglio dei Ministri, il Governo non ha rispettato l’accordo sottoscritto con Anci e Upi. Nel testo uscito dal Consiglio dei Ministri – aggiungono i due Presidenti -  si interviene infatti con tagli solo sugli Enti locali, lasciando inalterati quelli che sono i veri sprechi della politica.

“Come accade ormai da qualche anno a questa parte – dicono Domenici e Melilli -  ancora una volta a pagare il peso e la responsabilità della tenuta del Paese sono chiamati in causa solo le Province e i Comuni.

Apprendiamo infatti che, nel disegno di legge approvato dal Governo, le uniche istituzioni i cui amministratori dovranno immediatamente essere ridotti sia nel numero che nelle retribuzioni sono i Comuni e le Province. Di tutto ciò nell’accordo sottoscritto nelle scorse settimane, e che avrebbe dovuto, nelle intenzioni dichiarate, rappresentare la base su cui tracciare il disegno di legge, ovviamente non c’era traccia.

Apprezziamo il segnale lanciato dal Presidente del Senato Franco Marini e dal Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che responsabilmente hanno voluto, insieme, dare un primo contributo al dibattito. Tuttavia – concludono i Presidenti –  dobbiamo prendere atto che con questo Disegno di legge il Governo ha dimostrato di volere con gli Enti locali una concertazione solo di facciata”.  

 

fonte: Anci Lombardia

nella foto il Presidente Lorenzo Guerini

 


       


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