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 Ultimissime dalla Lombardia

04 Marzo, 2005
L'Associazione per il PD di Riccardo Sarfatti si presenta alle primarie del 14 ottobre.
Appello ai cittadini che vogliono riformare la politica, al vasto mondo dell’associazionismo ulivista e democratico, al popolo delle primarie.

RIFORMIAMO INNANZITUTTO LA POLITICA

Di seguito il materiale che verrà presentato in Conferenza Stampa , a Milano,  con Riccardo Sarfatti ed altri importanti rappresentanti di Associazioni entro prossimo il 25 luglio

 

Appello ai cittadini che vogliono riformare  la politica,  al vasto mondo dell’associazionismo ulivista e democratico, al popolo delle primarie.

 

Il 14 ottobre, giorno in cui si eleggeranno coloro che, con la Costituente, daranno vita al Partito Democratico, è un appuntamento storico non solo per il centrosinistra, ma per l’intero Paese. Dopo il 14 ottobre la politica italiana potrà essere diversa. Ma la svolta potrà essere più o meno profonda in dipendenza di quanto il progetto del Partito nuovo avrà saputo interessare e coinvolgere i cittadini e non solo il  popolo del centrosinistra. Nelle regioni del Nord ciò è indispensabile.

 

I tempi sono strettissimi, le risorse limitate. Noi, con questo appello, ci proponiamo di accelerare e facilitare  questo processo, mettendo a disposizione, con spirito di servizio, quanto in questi anni abbiamo costruito, e quanto abbiamo imparato stando a fianco e dentro la politica italiana.

 

Proponiamo alla nostra Federazione delle Associazioni per il Partito Democratico,  a tutte le Associazioni, ai Comitati e alle realtà di base, alle Liste civiche, di fare tesoro delle singole esperienze di ognuno di noi e, nello stesso tempo, di lasciarle dietro le nostre spalle, per affrontare insieme la storica occasione, impegnativa e, forse, irripetibile

 

Questo é il momento di mettersi in gioco, di spendersi con generosità.

 

Proponiamo alle donne ed agli uomini che in questi anni hanno guardato con simpatia – e spesso con qualche apprensione – alle sorti dell’Ulivo, di non mancare questo appuntamento e di mettere a disposizione della nuova e decisiva esperienza, le proprie storie, le proprie speranze, i propri volti.

 

Ma lo proponiamo anche a tutti i cittadini che vogliono una politica diversa, che siano iscritti o non iscritti a qualche partito, che siano di centro, di destra, di sinistra.

 

Proponiamo di dare vita a liste elettorali, da presentare nel maggior numero possibile di collegi, che si richiamino alla più necessaria e condivisa riforma di quelle indispensabili per il nostro paese: la riforma della politica.

 

Costruiamo le liste  “Riformiamo innanzitutto la Politica”. Costruiamole sulla base di un documento politico le cui tracce, mossi esclusivamente dall’urgenza dei tempi. ci sentiamo di proporre qui a tutti voi.

 

Costruiamole insieme alle cittadine ed ai cittadini che devono essere il vero punto di riferimento di questa iniziativa, attraverso elezioni Primarie, o – laddove risulti impossibile per tempi e difficoltà insormontabili – attraverso modalità largamente democratiche, partecipate e condivise.

 

Noi vogliamo provarci. Ma per la riuscita del progetto sarà di grande significato il più largo accordo tra le Associazioni importanti che oggi operano nei nostri territori.

 

Noi sentiamo l’urgenza e la necessità di tentare di percorrere questa strada , anche se  – per l’esiguità dei mezzi e per la gracilità delle nostre organizzazioni, rispetto al peso ancora solido dei partiti politici – può apparire improba. Ma che vale la pena di tentare, se siamo convinti che i nostri obiettivi non riguardano la nostra convenienza, ma si riferiscono agli interessi più complessivi dell’intero Paese.

 

I rischi di una destra prepotente e di un berlusconismo ancora peggiore di quello che il Paese ha già provato possono essere evitati se il 14 di ottobre il PD nascerà “forte e partecipato”. Le liste “Riformiamo innanzitutto la Politica” potranno essere un contributo importante per dare al PD, già da quel giorno, maggior forza e maggior partecipazione.

 

 

APD Lombardia                                                                                                  15 luglio 2007

 

RIFORMIAMO INNANZITUTTO LA POLITICA

 

Il 14 ottobre nasce il Partito Democratico con l’elezione diretta del Segretario nazionale, di quello regionale e delle Assemblee Costituenti nazionali e regionalì.

 

 Se saremo in tanti, tantissimi, a partecipare a queste vere e proprie elezioni, dopo il 14 ottobre la politica italiana non sarà più la stessa .

 

Con le liste "Riformiamo innanzitutto la Politica" proponiamo a tutte le Associazioni, a Comitati e realtà di base, alle Liste civiche, di lasciare dietro alle spalle le nostre singole esperienze e di affrontare insieme la nuova sfida del futuro.

 

Ci rivolgiamo a tutti i cittadini, con particolare riguardo alle donne ed ai giovani e al vasto mondo dell’associazionismo politico, innanzitutto a quello che ha vissuto la lunga esperienza di questi anni dell’Ulivo di base e democratico, che ha consentito quel  valore aggiunto, che sempre ha permesso al simbolo unitario di prevalere su quelli dei singoli partiti.

 

Costruiamo insieme, in ogni collegio, le liste  “Riformiamo innanzitutto la Politica”. Costruiamole insieme alle cittadine ed ai cittadini utilizzando lo strumento delle Primarie di lista o comunque attraverso modalità largamente democratiche, partecipate e condivise.

 

Ci riconosciamo nell’intervento tenuto da Walter Veltroni al Lingotto di Torino mercoledì 27 giugno 2007 ed apprezziamo le posizioni espresse in questa fase anche da altri leader del centrosinistra.

 

Siamo portatori di queste proposte di innovazione:

 

·         una profonda riforma della politica deve esser vissuta e praticata come servizio per la collettività, fuori da ogni interesse personale e deve dialogare continuamente col cittadino, vero ed unico depositario dell’art. 49 della Costituzione;

·         l’Italia ha bisogno di una nuova legge elettorale che salvaguardi il bipolarismo e produca una maggioranza sicura e la governabilità del Paese e delle Istituzioni. Le alleanze politiche vanno decise prima delle elezioni così che siano effettivamente gli elettori a scegliersi da chi devono essere governati, così come deve essere il cittadino elettore a scegliere, con il voto, il proprio Parlamentare.

·         il Paese ha bisogno di una riforma che permetta al governo di governare, all’opposizione di controllare  ed ai cittadini di giudicarne consapevolmente l’operato;

·         a tal fine occorrerà prendere in esame modifiche di alcuni titoli della Carta Costituzionale che possano snellire procedure e liberalizzare la politica (ruolo del Presidente del Consiglio, superamento del Bicameralismo perfetto, Senato delle Regioni, diminuzione del numero dei Parlamentari);

·         il necessario ma oculato finanziamento della politica deve essere reso trasparente, leggibile, ridotto in tutti i suoi sprechi  continuando sulle norme che regolano il Parlamento ciò che il governo ha già iniziato per quanto in suo potere;

·         va resa esplicita la misura che preveda la non eleggibilità - a qualsiasi livello - di persone condannate con condanna passata in giudicato per reati gravi e contro la pubblica amministrazione ed il pubblico interesse;

·         l’eleggibilità va limitata a due legislature per tutte le cariche;

·         ogni carica politica deve essere considerata contendibile. La competizione ed il merito vanno valorizzati come elementi vitali per la politica e per il Paese;

·         nel Partito Democratico dovranno essere largamente utilizzate  le Primarie per selezionare e scegliere i candidati per il Parlamento, i Presidenti di Regione, Provincia e i Sindaci;

·         anche le liste per l’elezione nelle assemblee elettive dovranno essere definite attraverso meccanismi democratici e di larga partecipazione e condivisione;

·         la contendibilità politica deve essere accompagnata da pari opportunità di partecipazione. Tutti devono avere la possibilità di partecipare con pari strumenti alle Primarie;

·         vogliamo costruire un Partito nuovo, che nello Statuto preveda nello Statuto: consultazioni referendarie di iscritti e elettori su scelte di valore strategico; voto segreto per gli incarichi direttivi; limiti temporali di mandato; assise programmatiche annuali, rendiconto di fine mandato dei gruppi dirigenti misurato sul programma sul quale avevano ricevuto il consenso dagli iscritti;

·         le liste “Riformiamo innanzitutto la Politica” offrono un’occasione concreta di rinnovamento della classe dirigente del Partito Democratico. Vogliamo promuovere una classe dirigente aperta all’innovazione, selezionata su merito ed esperienza, evitando promozioni e cooptazioni prive delle necessarie capacità. Una classe dirigente - formata da donne ed uomini, giovani e meno giovani - competente, in grado di prendere decisioni con coraggio e senso di condivisione, con senso di legalità e di responsabilità pubblica, in grado di ripristinare fiducia nel rapporto con i cittadini e di invertire un concetto di pubblico interesse che la destra ha fatto scadere a spazio utile a soli interessi privati.

·         vogliamo costruire un Partito nel quale valga il metodo della trasparenza, in termini di garanzie di circolazione adeguata dell’informazione e della diffusione di una cultura politica più franca e meno reticente in materia di ambizioni personali; nel quale sia praticato il contrasto alla oligarchia, imponendo vincoli all’accumulo delle cariche, alla loro riconferma prolungata; vogliamo costruire un Partito nel quale la conflittualità interna - che non dev’essere temuta ma considerata come una ricchezza a patto che non diventi distruttiva - venga governata con saggezza ed intelligenza.

 

Vogliamo infine un Partito Democratico federale, ben radicato nei territori e che sappia parlare all'Italia ed agli italiani in maniera chiara, diretta e comprensibile.

 

Per questo ci candidiamo per rappresentare queste idee nelle Assemblee Costituenti nazionali e regionali. Noi vogliamo provarci.  Vale la pena tentare perché siamo convinti che i nostri obiettivi non riguardano qualche piccola convenienza, ma si riferiscono agli interessi più complessivi dell’intero Paese.

 


       


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