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 Dall'Europa

04 Marzo, 2005
Il bilancio del vertice Russia-UE
L’articolo del giornalista di “RIA Novosti” è apparso recentemente nel sito di “Reseau Voltaire”

www.resistenze.org - osservatorio - mondo multipolare - 28-06-07

da: www.voltairenet.org/article149040.html
 
Il bilancio del vertice Russia-UE
 
di Andrei Varva
 
11 giugno 2007
 
L’articolo del giornalista di “RIA Novosti” è apparso recentemente nel sito di “Reseau Voltaire”
 
I risultati del vertice Russia-Unione Europea sono molto magri. Le due parti non hanno raggiunto alcun accordo, in ragione di un’incomprensione a senso unico: gli Europei non la smettono di giudicare la Russia con dei parametri che rifiutano di applicare a sé medesimi. Ma, prima o poi, gli interessi reciproci dovranno avere la meglio sui cliché della propaganda atlantista.
 
L’ultimo vertice Russia-UE è terminato senza risultati concreti almeno nella forma di documenti siglati. Esso ha suscitato valutazioni e interpretazioni diametralmente opposte. Per qualcuno, ha dimostrato che i rapporti tra le due parti si trovano in una fase di stallo. Per altri, i progressi sono nonostante tutto evidenti, poiché la perseveranza nel proseguire il dialogo testimonierebbe della volontà delle due parti di rimuovere tutte le divergenze e le contraddizioni oggi esistenti.
 
La Russia aveva avvertito alla vigilia del vertice che, sebbene non fosse prevista la stipula di accordi, ciò non avrebbe avuto affatto il significato di uno scacco. Nel corso dei colloqui e alla loro conclusione, Vladimir Putin si è detto soddisfatto dei lavori del vertice, citando gli accordi intervenuti (sulla cooperazione transfrontaliera, le dogane, nel campo della lotta contro la criminalità, contro il traffico di stupefacenti, ecc.) I suoi partner hanno ugualmente sottolineato i progressi evidenti registrati nei rapporti UE-Russia.
 
Certamente, i diplomatici sanno meglio delle persone comuni trovare formule evasive e sfumate per coprire lo stato reale delle cose. Ma non c’è dubbio che, nell’insieme, il vertice ha messo in evidenza una volontà di proseguimento del dialogo, di ricerca di soluzioni ai problemi oggetto di contesa. Ciò rappresenta l’essenziale.
 
Nelle condizioni dell’intensificazione inevitabile della cooperazione e dell’influenza reciproca, non esistono alternative ragionevoli al regolamento dei problemi oggetto di contesa. I due partner sono troppo interdipendenti. L’avvicinamento avrà luogo, probabilmente a piccoli passi, ma ci sarà.
 
Di conseguenza, l’assenza di documenti e di trattati di grande respiro al termine del vertice non è drammatica. Dal momento che esiste il dialogo, ci sarà un avvicinamento nella ricerca di risposte ai problemi esistenti e a quelli che si presenteranno. Ma, occorre anche ammettere che, malgrado il riconoscimento del fatto che la Russia è una parte incontestabile e legittima dell’Europa, l’incomprensione continua a complicare i nostri rapporti.
 
Si tratta, da un lato, dell’assenza di fatti certi e di prove irrefutabili, ad esempio nel caso degli affari Politkovskaia e Litvinenko, e, dall’altro, di un atteggiamento negativo verso il potere russo, da parte del quale sembrerebbe ci si possa attendere qualsiasi crimine.
 
Le affermazioni di Vladimir Putin, secondo cui è inammissibile e scorretto vedere un legame tra la morte di Anna Politkovskaia e quella di Aleksandr Litvinenko, e secondo cui occorrerebbe attendere la fine dell’inchiesta che stabilirà chi sono i colpevoli, non hanno trovato alcuna eco tra gli interlocutori.
 
Si è potuto constatare, per l’ennesima volta, che la menzione dell’esistenza evidente di doppi standard non è stata sufficiente a convincere gli Europei. Gli argomenti di Putin, secondo cui le cose inammissibili commesse nei paesi che non perdono occasione di criticare la Russia passano inosservate, rimangono senza effetto alcuno. Il presidente russo può anche ripetere le sue argomentazioni, ma esse non vengono intese. E’ gioco forza riconoscere che non servono altro che ad un uso interno.
 
Un sistema di identificazione “i nostri/gli altri” viene adottato nei rapporti tra l’UE e la Russia. In altre parole, le regole di comportamento verso i “nostri” e gli “altri” sono differenti. Ciò che è ammissibile nei contatti con i vicini è assolutamente inammissibile nei contatti con gli altri. Riguardo ai primi, si dà prova di comprensione, di tolleranza, di benevolenza, della volontà di riconoscere le circostanze attenuanti. Riguardo agli altri, non ci si può attendere che una severità che si pretende imparziale e oggettiva.
 
Il potere russo deve lottare energicamente contro questa parzialità, questa divisione dell’Europa in “nostri” e “altri”. Purtroppo, la logica formale secondo cui i problemi non esistono solo in Russia in questo caso si dimostra inefficace.
 
Questo lavoro non deve essere effettuato solo dal potere ufficiale, a cui sono indirizzate tutte queste ripetute accuse. Tale obiettivo si deve raggiungere nel quadro di una cooperazione intensa delle strutture non governative o, più semplicemente, dei cittadini dei nostri Stati. Al contrario, sarà impossibile ottenere che ci considerino come “nostri”.
 
Il Presidente russo ne è ben cosciente, e ciò è molto importante.
 
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
fonte: www.resistenze.org
 


       


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