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 Welfare

04 Marzo, 2005
Sondrio. Sono disperato. Vendo rene e fegato.
Pensavamo fosse uno scherzo. Abbiamo telefonato al numero di telefono riportato nell'annuncio e abbiamo scoperto una triste storia umana. Il sig. Morotti ci ha inviato una mail: l'abbiamo pubblicata integralmente (Sotto).

'Sono disperato: vendo rene e fegato'. L'appello di un padre di famiglia.Dopo la pubblicazione della lettera sul nostro giornale, qualcosa si è mosso.Osvaldo Morotti nei giorni scorsi aveva lasciato un annuncio nella nostra bacheca, chiedendo di vendere il proprio rene. Pensavamo fosse uno scherzo. Abbiamo telefonato al numero di telefono riportato nell'annuncio e abbiamo scoperto una triste storia umana. Il sig. Morotti ci ha inviato una mail: l'abbiamo  pubblicata integralmente (Sotto).Nel primo pomeriggio abbiamo ricevuto una nuova mail dal sig. Morotti. Ecco che cosa è successo nella mattina odierna.

Egregio direttore, dopo la pubblicazione della mia lettera su Vaol.it, qualcosa si è mosso. Questa mattina sono stato contattato dal quotidiano La Provincia di Varese, che pubblicherà sull'uscita di domani la stessa lettera; mi hanno cercato anche dalla redazione di Rai2 per il programma della signora Deusanio (mi pare che si scriva così). Ma la cosa più bella è il commento rilasciato da una sua concittadina alla mia lettera, oltre all'offerta di lavoro che domani arriverà da parte di una cooperativa sempre tramite una sua concittadina.

Non voglio sottoscrizioni: dico grazie di cuore comunque a chi lo ha proposto. Quello che cerco è un posto dignitoso di lavoro e vendere i miei organi per salvare il salvabile sapendo benissimo di compiere un gesto estremo ma necessario. Continuerò ancora nel mio intento. La prego di non accettare nessuna sottoscrizione, perché prendere dei soldi da persone disoccupate o messe econimicamente in modo migliore rispetto a me mi farebbe ulterirmente vergognare.

Cordiali saluti

Osvaldo Morotti

 

Osvaldo Morotti.LA PRIMA LETTERA

Ero titolare di una società chiusa per fallimento, della quale ho portato personalmente i libri al tribunale di Monza, nell' ottobre 2006. Fallimento causato da un assegno protestato, dove avevo chiesto al fornitore di attendere qualche settimana in attesa di un finanziamento, anche nei suoi interessi. Il fornitore ha presentato l'assegno e al sottoscritto è caduto il mondo addosso.

Ho intrapreso con mia moglie un'attività di rappresentanza commerciale nel settore edile, visto che con la precedente esperienza producevo prodotti per l'edilizia. Alla mattina servono soldi per il carburante, potevo saltare il pasto, ma per la macchina - ricevuta in regalo - serve carburante, quindi quando potevo giravo alla ricerca di clienti per vendere i prodotti che rappresentavo.

Il mantenimento della famiglia costa molto: non potrei farvi fronte con un reddito di 200 euro al mese. C'è da pensare al vitto, alla scuola per il figlio (Statale), aiutare la figlia rovinata perché ha firmato assegni con la sua firma, quindi anche lei protestata.

La mia situazione ormai è drammatica.

Il giorno 17/07/07 io e mia moglie dovremo presentarci presso la Procura di Saronno per lo sfratto (non abbiamo pagato per due trimestri l'affitto).

Lunedì 2/7/07 hanno staccato il gas e per il momento ci arrangiamo con una bombola.

La linea telefonica 02/96780481 è attiva solo per ricevere: non abbiamo pagato la bolletta.

Grazie ad un contributo di mia sorella siamo riusciti a pagare l'utenza dell'energia elettrica,

ma devo rendere i soldi.

Mio figlio soffre di reumatismi ed è costretto a cure presso l'ospedale di Tradate. Non ho ancora chiesto l'esenzione forse perché mi vergogno come un cane randagio.

Sono mesi che invio curriculum vitae, ma ho 53 anni: chi cavolo lo prende un vecchio (sono molto più gentili quando mi rispondono che «l'azienda è orientata verso giovani di 35 anni max»). Non mi prendono neppure a pulire i gabinetti alla Stazione Centrale di Milano.

Sopravvivo senza chiedere niente a nessuno con quel poco che racimolo con le vendite.

La settimana scorsa ho ricavato 400 euro andando a rubare rame: è stata la prima e l'ultima volta, non sono cresciuto con questi valori e vorrei potermi guardare ancora allo specchio.

A gennaio di quest'anno ho iniziato a mettere in rete l'annuncio "VENDO RENE E PARTE DI FEGATO" su siti con annunci gratuiti. Ho tentato anche con E-bay ma la proposta non è stata accettata. Ho inviato e-mail a tutti i centri di trapianti italiani, agli ospedali americani, inglesi, tedeschi, a tutti gli urologi, alla Fas (Città del Vaticano) cliniche private, al Ministero della Sanità per farmi rilasciare l'autorizzazione alla vendita dei miei organi. Ho spedito mail alle Regioni, Province e da questa sera anche ai vari partiti.

Troverò prima o poi qualche persona economicamente ricca, purtroppo malata, che io possa aiutare.

Lei, direttore, è stata la terza persona che mi ha contattato.

Il primo è stato l'ospedale di Padre Pio, risposta: "Preghi".

La Regione Lombardia mi ha detto «Si rivolga al suo Comune». L'assistente sociale del mio comune mi fissa l'appuntamento per il 16/07/07 perché è molto impegnata.

Lei direttore mi ha detto che vuole dare risalto al mio problema: ben venga.

La informo che non sono solo io in queste condizioni: ormai siamo in tanti.

Lo Stato aiuta i clandestini, ladri, assassini, mentre le persone come il sottoscritto le abbandona al loro destino.

Non trovando nessun modo o nesto per campare e non riuscendo a vendere i miei organi sarò costretto a rivolgermi anche alla malavita. Speculeranno all'inverosimile, ma non vedo altre alternative.

La ringrazio per voler dare risalto al mio problema, con la presente l'autorizzo al trattamento

Dei miei dati come meglio crede.

Infinitamente grazie.

Osvaldo Morotti

Cell.3477274992

 


       


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