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 Sociale in Europa

04 Marzo, 2005
Delinquenza giovanile:occorre una strategia integrata di P.Locatelli
Una piaga che aumenta in modo allarmante. Per il PE favorire gli strumenti di prevenzione e limitare il ricorso a pene detentive

DELINQUENZA GIOVANILE: OCCORRE UNA STRATEGIA INTEGRATA

Una piaga che aumenta in modo allarmante. Per il PE favorire gli strumenti di prevenzione e limitare il ricorso a pene detentive (di Pia Locatelli)

In molti Paesi europei vi è la diffusa percezione che la delinquenza giovanile sia aumentata in modo allarmante. Percezione confermata  da statistiche nazionali e studi internazionali che indicano che il fenomeno ha proporzioni notevoli e sta assumendo nuove, preoccupanti caratteristiche. Si sta abbassando l'età dell'"entrata" nella delinquenza, sono molto più numerosi i reati commessi da ragazzi che non hanno ancora tredici anni, è aumentata la crudeltà degli atti violenti.

Sappiamo tutti che all'origine della violenza giovanile stanno la povertà, la disoccupazione, l'esclusione sociale, il razzismo. A queste cause che tutti conosciamo se ne aggiungono altre, di origine più recente e di cui si parla con maggiore reticenza: la mancanza di punti di riferimento; l'assenza di comunicazione e valorizzazione di modelli adeguati all'interno delle famiglie; le violenze e gli abusi sessuali da parte di persone dell'ambiente familiare; le carenze dei sistemi educativi nella trasmissione dei valori sociali; i modelli, spesso diffusi dai mezzi di comunicazione, che esaltano la violenza anche gratuita. Vi sono nuove cause così come vi sono forme nuove di violenza giovanile, che vedono la costituzione di bande, il fenomeno del bullismo sempre più presente  nelle scuole, lo "happy slapping" cioè la diffusione su internet di scene di violenza riprese con i cellulari.

Il Parlamento europeo ha affrontato questo problema in un rapporto, di cui è autrice la socialista greca Katerina Batzeli, che sollecita la Commissione europea a definire una strategia integrata a livello nazionale ed europeo, che combini misure di prevenzione, di inclusione sociale e di gestione legislativa.

La gestione della delinquenza ed il suo controllo sociale si sono evoluti e l'obiettivo delle misure adottate per contrastare la delinquenza giovanile è l'educazione attraverso la responsabilità, anche coinvolgendo le stesse vittime nella riconciliazione delle parti, rimediando al danno.

La prevenzione dovrebbe comunque costituire il primo e principale strumento di lotta alla delinquenza minorile, ma ad essa si preferisce spesso la repressione perché le politiche di prevenzione sono a lungo termine, non danno riscontri immediati a chi le decide e sono molto costose.

Allo stesso tempo il sistema penale è rigido nei confronti dei minori e il procedimento è, nel migliore dei casi, inadeguato, nel peggiore certamente non idoneo alla reintegrazione sociale. È fondamentale fornire una via d'uscita dalla delinquenza, che non può che avvenire attraverso l'integrazione e la ricostruzione della fiducia dei minori nell'ambiente sociale che li circonda.

Nella programmazione ed attuazione di una strategia nazionale integrata, il Parlamento europeo sottolinea l'importanza del coinvolgimento di tutte le parti interessate della società: Stato, Enti locali, comunità scolastiche, famiglie, società civile, in particolare le o ng giovanili di prevenzione della delinquenza; sostiene inoltre che è indispensabile disporre di risorse finanziarie sufficienti; richiama l'attenzione sul ruolo specifico assegnato alle famiglie e invita a predisporre sostegni adeguati che vanno dai  congedi parentali, agli aiuti per l'alloggio, l'accesso all'istruzione di base e al mercato del lavoro, l'offerta di consulenza psico-sociale.

Un ruolo importante viene assegnato alla scuola e alle comunità scolastiche dove il multiculturalismo e l'accentuazione delle differenze di tipo socio-economico possono contribuire a creare un ambiente ostile, scatenante la violenza.  È perciò necessario fornire un'adeguata formazione agli insegnati perché possano gestire al meglio l'eterogeneità della classi, tenendo presente che nel processo di integrazione degli immigrati pesa negativamente non l'identità culturale ma l'emarginazione sociale.

Nel rapporto del Parlamento viene rivolto un pressante invito agli Stati membri affinché ammodernino i provvedimenti giudiziari e legislativi di gestione della delinquenza giovanile. Bisogna gradualmente sostituire le misure detentive con misure alternative, ridurre al minimo i provvedimenti di reclusione parziale e totale sostituendoli con misure di carattere pedagogico, quali l'offerta di lavoro socialmente utile, il risarcimento e l'intermediazione con la vittima, corsi di formazione professionale… Qualsiasi misura di carcerazione deve avvenire solo in ultima istanza ed essere eseguita in strutture adatte ai minori, al cui potenziamento e ammodernamento devono essere destinate risorse adeguate.

Pia Locatelli

 


       


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