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 Sociale in Europa

04 Marzo, 2005
Spagna. Seminario su Spagna-Italia sull'immigrazione.
Esperienze passate ed iniziative future nel quadro europeo.

Il 23 maggio si è tenuto nella sede della Fundación Carlos Amberes, un Seminario dal titolo “Dialogo Spagna-Italia sull’immigrazione: esperienze passate ed iniziative future nel quadro europeo”, nato dalla collaborazione fra il Real Instituto Elcano di Madrid e l’Istituto Affari Internazionali di Roma, che ha visto alternarsi ai tavoli numerosi esperti italiani, spagnoli e di altri Paesi europei.
A livello governativo sono intervenuti come invitati d’onore, per l’Italia, il Sottosegretario agli Esteri per i Paesi dell’Europa, Famiano Crucianelli, e, per la Spagna, il Sottosegretario per l’Immigrazione, Consuelo Rumí.
L’On. Crucianelli ha voluto evidenziare la dimensione europea del fenomeno migratorio ed il contributo dato da Italia e Spagna all’accelerazione di una linea di azione che ha registrato progressi molto significativi con l’approvazione dell’“Approccio globale”, delle Conclusioni del Consiglio Europeo di dicembre. Sul piano delle iniziative concrete, l’On. Crucianelli ha ricordato quelle tendenti a favorire un rapporto di solidarietà e responsabilità con i Paesi di origine e transito, quali i pattugliamenti congiunti di Frontex ed il pacchetto di misure sull’immigrazione recentemente varato dalla Commissione Europea. Tale orientamento, ha ricordato l’On. Crucianelli, si riflette anche nel progetto di riforma della legge italiana sull’immigrazione varato dal Governo lo scorso aprile. Il Sottosegretario Consuelo Rumì, dopo aver illustrato i passi intrapresi sinora dal Governo Zapatero in materia di politica migratoria, è tornata sulla collaborazione Italia-Spagna nell’ambito dell’Operazione Hera III di Frontex, assicurando, come già fatto pubblicamente negli ultimi giorni, che la Spagna “riconosce ed apprezza l’apporto dell’Italia”.

Il 23 maggio si è tenuto nella sede della Fundación Carlos Amberes, un Seminario dal titolo “Dialogo Spagna-Italia sull’immigrazione: esperienze passate ed iniziative future nel quadro europeo”, nato dalla collaborazione fra il Real Instituto Elcano di Madrid e l’Istituto Affari Internazionali di Roma, che ha visto alternarsi ai tavoli numerosi esperti italiani, spagnoli e di altri Paesi europei.
A livello governativo sono intervenuti come invitati d’onore, per l’Italia, il Sottosegretario agli Esteri per i Paesi dell’Europa, Famiano Crucianelli, e, per la Spagna, il Sottosegretario per l’Immigrazione, Consuelo Rumí.
L’On. Crucianelli ha voluto evidenziare la dimensione europea del fenomeno migratorio ed il contributo dato da Italia e Spagna all’accelerazione di una linea di azione che ha registrato progressi molto significativi con l’approvazione dell’“Approccio globale”, delle Conclusioni del Consiglio Europeo di dicembre. Sul piano delle iniziative concrete, l’On. Crucianelli ha ricordato quelle tendenti a favorire un rapporto di solidarietà e responsabilità con i Paesi di origine e transito, quali i pattugliamenti congiunti di Frontex ed il pacchetto di misure sull’immigrazione recentemente varato dalla Commissione Europea. Tale orientamento, ha ricordato l’On. Crucianelli, si riflette anche nel progetto di riforma della legge italiana sull’immigrazione varato dal Governo lo scorso aprile. Il Sottosegretario Consuelo Rumì, dopo aver illustrato i passi intrapresi sinora dal Governo Zapatero in materia di politica migratoria, è tornata sulla collaborazione Italia-Spagna nell’ambito dell’Operazione Hera III di Frontex, assicurando, come già fatto pubblicamente negli ultimi giorni, che la Spagna “riconosce ed apprezza l’apporto dell’Italia”.

La prima sessione dei lavori si è focalizzata sulle caratteristiche della presenza migratoria in Italia e Spagna, rilevando come la posizione geografica comune nel Mediterraneo e una “storia migratoria” per certi versi simile, hanno determinato numerose analogie. Tra queste, la rispondenza dei flussi crescenti alle esigenze dello sviluppo economico; la rapida trasformazione verso una società multiculturale, che rende urgente approntare soluzioni adeguate, in particolare a livello territoriale; l’immigrazione come principale fattore di trasformazione del mercato del lavoro, cui gli stranieri partecipano secondo uno schema che li vede occupare prevalentemente i lavori privi di qualificazione, indipendentemente dal livello di formazione. Sono state messe in risalto però anche alcune differenze nelle situazioni nazionali, quali ad esempio, in Italia, la maggiore diversificazione geografica delle presenze straniere o le conseguenze di una politica d’accesso basata sulle quote.
Il secondo panel è stato dedicato alla cooperazione di Italia e Spagna con i Paesi terzi, ed in particolare con quelli di origine e transito del Mediterraneo e dell’Africa sub-sahariana. Sono state ripercorse le tappe della strategia adottata dall’Italia dapprima con l’Albania e, successivamente, con altri Paesi del Mediterraneo tra cui Egitto e Tunisia, per soffermarsi poi sul rapporto con la Libia e sulla prevedibile necessità, nel breve futuro, di giungere ad accordi con Paesi quali Cina ed Ucraina.
Nell’ultima sessione, dedicata all’inserimento dell’iniziativa italiana e spagnola nella politica comunitaria, hanno preso parte anche un rappresentante dell’Ufficio federale tedesco per le Migrazioni ed i Rifugiati ed il Vice Direttore dell’Unità di immigrazione ed asilo della DG Giustizia, Libertà e Sicurezza della Commissione Europea.
Dal dibattito sono emersi alcuni ambiti per un più intenso coordinamento tra Italia e Spagna in funzione di un’azione di sensibilizzazione congiunta a Bruxelles: esaltare le potenzialità del fenomeno migratorio in chiave di sviluppo; approfondire la riflessione in atto nei due Paesi sulle regole ed i principi per l’integrazione dei migranti, come base per una futura politica di integrazione a livello comunitario; mettere a punto progetti specifici, eventualmente coordinati tra Roma e Madrid, per migliorare l’informazione sui Paesi di accoglienza destinata ai cittadini di Paesi terzi; valorizzare l’esperienza delle politiche di integrazione maturata a livello di enti locali; orientare la conduzione della politica migratoria della UE con i Paesi di origine e transito, alla luce della strategia e delle risorse che l’Unione si è data negli ultimi anni, ma anche della sensibilità etica e umanitaria che Italia e Spagna condividono riguardo all’adozione di misure per il rimpatrio.
 rilevando come la posizione geografica comune nel Mediterraneo e una “storia migratoria” per certi versi simile, hanno determinato numerose analogie. Tra queste, la rispondenza dei flussi crescenti alle esigenze dello sviluppo economico; la rapida trasformazione verso una società multiculturale, che rende urgente approntare soluzioni adeguate, in particolare a livello territoriale; l’immigrazione come principale fattore di trasformazione del mercato del lavoro, cui gli stranieri partecipano secondo uno schema che li vede occupare prevalentemente i lavori privi di qualificazione, indipendentemente dal livello di formazione. Sono state messe in risalto però anche alcune differenze nelle situazioni nazionali, quali ad esempio, in Italia, la maggiore diversificazione geografica delle presenze straniere o le conseguenze di una politica d’accesso basata sulle quote.
Il secondo panel è stato dedicato alla cooperazione di Italia e Spagna con i Paesi terzi, ed in particolare con quelli di origine e transito del Mediterraneo e dell’Africa sub-sahariana. Sono state ripercorse le tappe della strategia adottata dall’Italia dapprima con l’Albania e, successivamente, con altri Paesi del Mediterraneo tra cui Egitto e Tunisia, per soffermarsi poi sul rapporto con la Libia e sulla prevedibile necessità, nel breve futuro, di giungere ad accordi con Paesi quali Cina ed Ucraina.
Nell’ultima sessione, dedicata all’inserimento dell’iniziativa italiana e spagnola nella politica comunitaria, hanno preso parte anche un rappresentante dell’Ufficio federale tedesco per le Migrazioni ed i Rifugiati ed il Vice Direttore dell’Unità di immigrazione ed asilo della DG Giustizia, Libertà e Sicurezza della Commissione Europea.
Dal dibattito sono emersi alcuni ambiti per un più intenso coordinamento tra Italia e Spagna in funzione di un’azione di sensibilizzazione congiunta a Bruxelles: esaltare le potenzialità del fenomeno migratorio in chiave di sviluppo; approfondire la riflessione in atto nei due Paesi sulle regole ed i principi per l’integrazione dei migranti, come base per una futura politica di integrazione a livello comunitario; mettere a punto progetti specifici, eventualmente coordinati tra Roma e Madrid, per migliorare l’informazione sui Paesi di accoglienza destinata ai cittadini di Paesi terzi; valorizzare l’esperienza delle politiche di integrazione maturata a livello di enti locali; orientare la conduzione della politica migratoria della UE con i Paesi di origine e transito, alla luce della strategia e delle risorse che l’Unione si è data negli ultimi anni, ma anche della sensibilità etica e umanitaria che Italia e Spagna condividono riguardo all’adozione di misure per il rimpatrio.
 


       


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