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 Politica

04 Marzo, 2005
Milano. Cgil-Cisl-Uil manifestano contro la Giunta di Formigoni
Cgil Cisl e Uil della Lombardia organizzano per giovedì 12 aprile una manifestazione per protestare contro le scelte della Giunta Formigoni, in particolare nel campo delle politiche sanitarie, sociali e del lavoro.

SCELTE SBAGLIATE E CONFRONTI NEGATI: MANIFESTAZIONE DI CGIL CISL UIL CONTRO LA GIUNTA REGIONALE GIOVEDÌ 12 APRILE 2007

 

concentramento alle ore 9,30 in Piazzale Lagosta  e corteo fino a Piazzale Duca D’Aosta

 

Cgil Cisl e Uil della Lombardia organizzano per giovedì 12 aprile una manifestazione per protestare contro le scelte della Giunta Formigoni, in particolare nel campo delle politiche sanitarie, sociali e del lavoro.

La Regione, senza alcun confronto con le forze sociali, nell’agosto scorso ha aumentato i ticket sanitari sulle visite specialistiche da 16 a 23 euro per la prima, e da 12 a 19 per le successive. A quelli regionali - che erano già più alti di quelli che si pagano nel resto d’Italia - si è aggiunto poi il ticket nazionale di 10 euro.

Inoltre, nei giorni scorsi ha aggravato ulteriormente la situazione a carico dei cittadini prevedendo il pagamento dei ticket sulle prestazioni ambulatoriali in area generale e geriatrica anche negli Istituti di riabilitazione prima esclusi.

E’ evidente, anche da queste scelte, la volontà della Giunta regionale di trasferire quote sempre maggiori di spesa sanitaria sulle spalle dei cittadini, per sostenere un sistema sanitario sempre più costoso.

Continuando poi a sottrarsi all’obbligo di legge di coprire le spese sanitarie sostenute per l’assistenza agli anziani ricoverati all’interno delle Rsa, la Regione determina l’aumento delle rette, scaricando sugli anziani e sulle loro famiglie o neri insostenibili.

Inoltre la proposta di riorganizzazione della rete dei servizi sociali fatta dalla Giunta Formigoni vanifica norme nazionali della Legge 328/2000, non riconosce i principi di universalità dei diritti dei cittadini lombardi in campo sociale, rende più faticoso l’accesso ai servizi per le persone più fragili e punta sostanzialmente a regolamentare un sistema di offerta, in un’ottica di mercato semi protetto.

Nei mesi scorsi Cgil Cisl Uil hanno presentato a Formigoni una piattaforma, con richieste precise per politiche sociali e del lavoro più eque su tre temi cruciali: non autosufficienza, casa e tutela dei lavoratori atipici.

In particolare si è sollecitata la Giunta a scelte precise per la costituzione del Fondo per la non autosufficienza, per il sostegno alle famiglie nella cura di disabili ed anziani; finora non abbiamo registrato alcuna disponibilità a confrontarsi sulle modalità attuative, neppure dopo la scelta della Finanziaria 2007 di stanziare risorse a tal fine.

E’ urgente l’assunzione da parte della Regione di impegni precisi per lo stanziamento di risorse per nuove case popolari e politiche di sostegno al costo degli affitti per migranti, studenti e nuove generazioni.

L’altra richiesta riguarda l’attivazione di politiche di tutela contro la precarietà e l’incertezza, per quei giovani che entrano nel mercato del lavoro dalla strettoia dei contratti atipici.

Su questi temi chiediamo a Formigoni e alla sua Giunta risposte adeguate e l’apertura immediata di un confronto con le Organizzazioni Sindacali.

 

 

 

Sesto San Giovanni  5 aprile 2007

 


 

Sistema delle relazioni tra

CGIL, CISL, UIL e Regione Lombardia

 

L’esperienza del Patto per lo sviluppo, che determina metodo e merito delle relazioni concertative in Regione Lombardia, o del sistema del partenariato, come preferisce definirlo la Giunta Regionale, non produce più risultati efficaci fin dagli ultimi mesi della passata legislatura.

 

È quindi necessario avviare una fase di ridefinizione del modello di relazioni, riaffermando la funzione delle parti sociali e distinguendo i ruoli e funzioni delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, da quelli delle autonomie funzionali e da quelli delle associazioni.

 

In questo quadro è fondamentale riprendere e concludere l’iter dell’approvazione del nuovo Statuto nel quale, come più volte CGIL CISL UIL hanno sollecitato, venga recepito il principio di concertazione con le Parti Sociali in materia di politiche economiche e sociali, lasciando poi al confronto e alla negoziazione tra le parti la definizione delle modalità e delle regole.

 

Nel frattempo vi è la necessità di ridare efficacia al sistema di relazioni, attraverso la ridefinizione dei livelli e delle regole attraverso cui si esercita la concertazione e la negoziazione.

 

Va innanzitutto istituito un livello politico, come sede del confronto sul piano programmatico e dei diversi provvedimenti: funzione che attualmente non è assolto dal tavolo di Segreteria del Patto, il quale continua a rappresentare un’ambiguità nel rapporto tra tecnico e politico.

 

In questo senso è necessario che gli Organismi che verranno definiti vedano una presenza continuativa, politicamente autorevole e rappresentativa del Governo della Regione, e siano partecipati da parti sociali effettivamente rappresentative della realtà regionale.

 

Il sistema di relazioni dovrà essere completato definendo ruoli e competenze dei tavoli assessorili, bilaterali o trilaterali a seconda delle questioni trattate, che oltre a costituire l’articolazione operativa dell’Organismo politico dovranno garantire la continuità e la stabilità del confronto.

 

Analogamente occorrerà definire una articolazione del sistema di relazioni nelle province. Infatti l’attuale modalità impedisce che vi sia una concreta concertazione di politiche territoriali nell’ambito della programmazione regionale.

 

Di un compiuto sistema di concertazione regionale, dovrà fare parte l’assunzione in Lombardia delle direttive europee in materia di partecipazione. In questo quadro la direttiva e la scelta europea sulla responsabilità sociale di impresa, non può essere letta solo in riferimento alle imprese private, ma all’insieme delle imprese, anche a quelle pubbliche o partecipate dal pubblico.

 

La Regione Lombardia ha finora interpretato il modello di governance della Direttiva Europea come elemento di partecipazione di assessori regionali alla gestione delle società regionali stesse. Riteniamo invece necessaria l’estensione del sistema duale a tutte le società controllate o partecipate della Regione, sperimentando la presenza di rappresentanti dei lavoratori nei Comitati di Sorveglianza, cui compete una funzione di indirizzo e programmatorio, distinta dalla gestione.

 

Chiediamo inoltre di aprire un confronto con l’obiettivo di costruire  un “avviso comune” della Regione e delle parti sociali, che promuova sul territorio lombardo l’applicazione della direttiva sulla responsabilità sociale di impresa

 

 

Piattaforma di CGIL CISL e UIL

 

Le segreterie regionali di CGIL CISL e UIL della Lombardia intendono aprire un confronto con la Giunta regionale su una piattaforma rivendicativa in grado di rispondere alle aspettative ed ai bisogni dei lavoratori e dei pensionati lombardi, capace di produrre risultati tangibili per gli interessi rappresentati dai sindacati confederali.

Da tempo le relazioni sindacali sono declassate dal Presidente e dalla Giunta a momenti semplicemente informativi, senza alcuna sistematicità né coerenza con quanto previsto dal Patto per lo Sviluppo.

Avviare un confronto negoziale sui temi di seguito indicati significa invertire questa tendenza per ristabilire un corretto ed efficace sistema di relazioni tra Governo Regionale e Organizzazioni Sindacali.

La piattaforma tiene conto delle nuove problematiche e dei cambiamenti avvenuti nel tessuto sociale e del mercato del lavoro e l’economia lombarda è sicuramente in grado di mobilitare le risorse per dare risposte ai problemi che provocano nuove disuguaglianze ed aree di marginalità.

Per fronteggiare tali situazioni e rispondere alle nuove domande di protezione, nel novembre del 2004 CGIL CISL e UIL della Lombardia avevano elaborato una piattaforma sul welfare regionale.

Tra i contenuti di quel documento, che restano il nostro orizzonte rivendicativo, emergono per le loro caratteristiche di urgenza, concreta fattibilità e ampiezza della platea sociale interessata, i seguenti punti:

 

 

1-      Costituzione di un fondo per la non autosufficienza per la copertura della parte non sanitaria del bisogno di cura e assistenza delle persone non autosufficienti, assistite sia a domicilio che in strutture residenziali. Il fondo dovrà essere garantito da risorse certe, comprensive di quelle già destinate allo scopo, e alimentato dalla fiscalità generale con criteri di equità e progressività, a partire dall’utilizzo di una quota parte dell’addizionale IRPEF a suo tempo introdotta per ripianare il disavanzo sanitario. Il fondo regionale dovrà articolarsi con forme gestionali a livello territoriale.

 

2-      Sulle politiche abitative è necessario considerare il soddisfacimento del diritto alla casa come uno degli obiettivi primari, sia nelle politiche di welfare sia in quelle dello sviluppo economico.

Per questo motivo e a fronte della crescita della domanda insoddisfatta di abitazioni va sviluppata l’offerta abitativa, prevedendo nel nuovo PREPR 2006-2008 una quota aggiuntiva, rispetto a quanto previsto, di 1 miliardo di Euro, capace di realizzare almeno 20.000 nuove case popolari in Lombardia,
sia a canone sociale sia a canone moderato.

 

3-      Il fenomeno del lavoro discontinuo e in particolare di quello economicamente dipendente ma non subordinato acquista, nella nostra regione, sempre più rilevanza.

L’assenza di tutele derivanti dalla contrattazione collettiva e dalla legislazione chiede di definire diritti e sicurezze economiche per chi non ne ha.
Chiediamo, per questo, che la Regione
si attivi direttamente e intervenga finanziariamente per favorire accordi tra le parti in materia di:

- sostegno al reddito per periodi di inattività

- modalità di garanzia per accedere a mutui, fidi, crediti.

 Sesto San Giovanni, 10 ottobre 2006

 

 


       


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