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 Sociale in Europa

04 Marzo, 2005
Petizione al Parlamento Europeo contro la pirateria di F.Cortiana
La pirateria e la contraffazione causano un grave danno alle economie

Se condividete, firmate, fate firmare, fate girare:
Gentili Membri del Parlamento Europeo,

La pirateria e la contraffazione causano un grave danno alle economie
dell'Unione Europea, La Commissione Europea a questo fine ha proposto una
Direttiva contro la contraffazione e la pirateria anche in relazione alle
misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di
proprieta' intellettuale. Le conseguenze e le misure di questa Direttiva
avranno a che fare con un ecosistema cognitivo particolare, quale quello
della rete digitale interconnessa di internet, che, per sua natura
costitutiva, non conosce la condizione di scarsità, consente la
condivisione della conoscenza e si configura come una impresa cognitiva
collettiva.
In modo avvertito il Consiglio d'Europa nel 2000 ha promosso l"agenda di
Lisbona" affinche' l'Europa possa diventare entro il 2010 "l'economia
basata sulla conoscenza piu' competitiva e dinamica del mondo, in grado di
realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti
di lavoro e una maggiore coesione sociale".
Nell'economia della conoscenza la condivisione della stessa costituisce un
fattore abilitante, per questo "access" e "openness" sono due dei quattro
punti che l'Onu ha posto al centro del confronto modiale nelle due
sessioni del summit WSIS (summit mondiale sulla societa'
dell'informazione-Ginevra , Tunisi) e nei successivi cinque Forum annuali
IGF (Forum sulla Governance di Internet, Atene'06, Brasilia'07, ecc.)
Quando pensiamo alle conseguenze della proposta di una direttiva, nel
"primo pilastro" (riguardante le politiche economiche, sociali ed
ambientali della comunita') dobbiamo considerare che essa introduce per la
prima volta misure penali riguardanti il livello minimo della pena che gli
stati membri dovranno recepire con specifico provvedimento legislativo
indipendentemente dalla loro legislazione. con particolare riferimento al
lavoro delle PMI europee (che rappresentano la gran parte del tessuto
economico dell'Unione), é un freno allo sviluppo stesso della nostra
economia .

Perché la possibilità da parte delle aziende, le più grandi in questo
caso, di intervenire direttamente nelle indagini di polizia è qualcosa che
non appartiene ai principi e ai valori sui quali l'Europa e i suoi stati
membri sono stati costruiti, cioè quelli di stato di diritto e monopolio
della forza.

Nella Relazione al Parlamento Europeo della Commissione Giuridica, accanto
all'introduzione di un concetto simile al "Fair Use" per i contenuti
coperti dal diritto d'autore, la distinzione tra uso commerciale e uso
personale dei contenuti scambiati per via digitale risulta ambigua e
contraddetta.

La Convenzione di Strasburgo del 2001, in vigore, sul "cyber-crime"
definisce atti criminali di violazione del copyright quelli commessi
"intenzionalmente, su scala commerciale a mezzo dei sistemi di computer"
così l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) nell' "Accordo sugli
aspetti dei Diritti di Proprieta' Intellettuale attinenti al Commercio"
(TRIPS) all'art.61 prevede sanzioni per " la contraffazione dei marchi e
la pirateria del copyright su scala commerciale ".

Fino ad ora l'orientamento comunitario e la Direttiva 31 del 2000 sul
commercio elettronico, esplicitamente non equipara lo scambio di contenuti
digitali alla contraffazione e invece sottolinea l'importanza
dell'autoregolamentazione.

Il fatto che una persona possa trarre un vantaggio dallo scambio di
contenuti digitali non significa che ne faccia commercio e mercato, la
cosa può dare conseguenze penali ai "navigatori" o invece indurre a nuovi
modelli commerciali le imprese di contenuti digitali, con particolare
riferimento al lavoro delle PMI europee (che rappresentano la gran parte
del tessuto economico dell'Unione), é un freno allo sviluppo stesso della
nostra economia.

Pirateria e contraffazione sono fenomeni diversi e solo in parte
coincidenti ,certamente possono essere concepite sanzioni penali comuni
contro la contraffazione intesa come produzione e distribuzione in scala
economica e seriale di prodotti falsificati,e ciò risponde anche ad una
fondamentale esigenza di tutela dei consumatori in ambito europeo, ma
tuttavia non si possono sottoporre a sanzione penale in modo generico e
indiscriminato tutti quei comportamenti che con l'uso delle tecnologie
informatiche di comunicazione possono incidere sul copyright e sui diritti
connessi ,saltando a piè pari una definizione degli atti penalmente
rilevanti come quella ,finora adottata e chiarissima , di "scala
commerciale" ,che ha anche finora costituito il punto di equilibrio
ponderato per l'intervento penale in una materia ed in una rete di
rapporti economici assai delicata .

Sono evidenti e delicatissime le implicazioni esistenti tra scambio
interattivo di contenuti digitali ,motivazioni individuali o sociali degli
utenti e dei consumatori e rischi per le libertà e la riservatezza in tema
di acquisizione e trattamento dei dati personali di traffico e connessione
che una formulazione ambigua e generica delle nuove norme renderebbe
possibile ,rischi incompatibili con le tendenze di difesa della persona.

Quando nuove tecnologie interattive come il DVB e le future
apparecchiature che costituiranno l'evoluzione degli attuali televisori,
lettori dvd, impianti Hi-Fi, telefoni cellulari e non, radio digitali,
ricevitori satellitari, media center e computer il flusso di informazioni
digitali e dei dati personali individuali rischierebbe di essere
completamente sottratto al controllo degli utenti finali e qualunque
informazione di consumo individuale diventerebbe disponibile in base a
quanto previsto o concesso dal detentore dei diritti di proprietà
intellettuale mediante una infrastruttura tecnologica pervasiva, pagata
dagli utenti finali sia in termini di costi economici che anche e
soprattutto in termini di libertà digitali e di accesso alla cultura. Chi
controllerà questa struttura disporrà di un potere immenso e senza
precedenti nella storia, utilizzabile per qualunque fine non solo
commerciale ma anche di controllo politico e culturale.

Proprio alla luce delle questioni oggetto del confronto internazionale la
questione della proprieta' intellettuale in relazione alla rete digitale
interconnessa internet e delle azioni di pirateria e contraffazione ad
essa correlate è urgente attivarsi affinche' nella trattazione della
pirateria e della contraffazione a danno della proprieta' intellettuale
vengano esplicitamente distinti l'uso commerciale e l'uso personale dei
contenuti digitali e che siano chiaramente distinti ambito pubblico e
ambito privato nella creazione di "squadre comuni", tra aziende e forze
dell'ordine, specificandone il ruolo e le funzioni a garanzia della
riservatezza nel trattamento di dati personali di terzi e di imparzialità
nelle iniziative di polizia giudiziaria, limitando perciò la presenza di
soggetti privati ad una funzione tecnica di ausilio ,che ha senso solo con
riguardo alla produzione in serie di prodotti contraffatti ,ed evitando
pericolose e confuse commistioni .
Queste considerazioni rendono efficacie il fine della proposta di
Direttiva per contrastare la pirateria, la contraffazione e la malavita
organizzata ad esse legata, rispettando le finalità dell'"Agenda di
Lisbona".

Vogliamo promuovere la libera circolazione dei prodotti dell'ingegno,
anche attraverso le nuove forme di scambio rese possibili dalle tecnologie
informatiche, se prive di fini di lucro, che consideriamo un fondamentale
fattore di libertà, di eguaglianza e di diffusione

della conoscenza.

Per questo vi chiediamo di modificare in modo coerente e senza ambiguità
la Proposta di Direttiva che nel testo attuale é un freno allo sviluppo
stesso della nostra economia.

Cordialmente,
Sen. Fiorello Cortiana, ... 


       


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