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 Sociale in Europa

04 Marzo, 2005
ENEL, ENDESA, E.ON, UN SET DA
“IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO”di Antonio V. GELORMINI

ENEL, ENDESA, E.ON, UN SET DA

“IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO”di Antonio V. GELORMINI

Enel, Endesa, E.on uno scontro che fa tornare in mente l’originalissimo mezzogiorno di fuoco de “Il buono, il brutto il cattivo” di Sergio Leone. Quando il regista, per la prima volta nella storia del western, propose il “triello”: l’innovativo duello a tre, che mette alla prova non solo velocità e precisione, ma anche capacità strategica e furbizia tattica.

Il livello della partita si è alzato decisamente. E dai numeri del mercato rischia di trasferirsi nei meandri normativi delle legislazioni e nelle ingerenze protezionistiche della politica. Dopo la mossa del via libera all’ingresso di Enel nel capitale di Endesa, con obiettivo fissato al 24,9%, il gigante tedesco E.on medita di passare al contrattacco. La minaccia nei fatti di far sfumare l’Opa da 41 miliardi di euro, lanciata sul gruppo spagnolo più di un anno fa, è vissuta come una mossa ostile dai vertici tedeschi.

Le contromosse si dispiegano su tre fronti: finanziario, legale e politico. Con l’unico obiettivo di minare al fondo l’intervento italiano, facendo recedere Enel dal proposito di consolidare la sua partecipazione nella società elettrica spagnola. L’azione combinata prevede l’ipotesi di scalata direttamente su Enel, con contestuale rastrellamento di azioni sul mercato fino al 24%, per provocare l’eventuale utilizzo da parte del governo italiano della cosiddetta golden share o clausola di gradimento e dimostrare la reale natura pubblica del controllo di Enel.

La mossa verrebbe poi spesa sul fronte spagnolo per l’applicazione del limite al 5% del tetto massimo di azioni che una società straniera, controllata da un governo, può detenere in una utilities. In tal senso, a favore di E.on si è già mosso il Partido Popular, il maggior partito di opposizione in Spagna, che ha annunciato un esposto alla locale Consob contro il governo e contro l’Enel, con l’accusa di accordo palese per bloccare l’Opa del gruppo tedesco su Endesa.

Contemporaneamente su un fronte più largo, quello europeo, si muove il commissario all’Industria a Bruxelles, il tedesco Guenther Verheugen. Le sue dichiarazioni hanno tutta l’aria di preparare il terreno alle mosse successive: “Finché il mercato europeo dell’energia resta quello che è e alcuni dei suoi grandi gruppi sono tuttora a forte azionariato pubblico, le interferenze dei Governi sono inetavibili”.

Un modo come un altro per avallare, tra le righe, la tesi che E.on si appresta a sostenere negli sviluppi del contenzioso. Per essere più chiaro aggiunge: “In attesa di una regolamentazione europea del settore energetico, se un’impresa è tuttora controllata dallo Stato, se lo Stato vi compare come grosso azionista, si può solo sperare che questi si comporti come un imprenditore privato”. E come se non bastasse, passa alla stoccata finale: “La Commissione è il guardiano della concorrenza in Europa. Sono sicuro che la mia collega Neelie Kroes segue molto attentamente il caso e agirà di conseguenza, se le regole europee risulteranno essere state violate”.

Stamattina in una Borsa in picchiata, attraversata dal vento asiatico, gli indici erano sostenuti in pratica dal solo titolo Enel. Prima che il ritmo della colonna sonora si faccia travolgente, i contendenti faranno bene a controllare di avere le pistole cariche.                                                          (gelormini@katamail.com)

 


       


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