Home page Scrivi  
 
  WelfareLombardia: punto laico di informazione e di impegno sociale
www.welfareeuropa.it www.welfareitalia.it www.welfarenetwork.it www.welfarecremona.it
 
Chi siamo Links Contatti Collabora con noi
... News Lombardia
 News da

... Welfare canali
Attualità
Costituente Lombarda PD
Costituente PD
Cronaca Lombarda
Cultura
Dal Mondo
Dall' Italia
Dall'Europa
Economia
Ecumenici
Eventi Lombardi
Il caso Tamoil
In Breve
L'Opinione
Lettere a WL
Mediateca
Pace
Pirellone News
Politica
Radio Londra
Sociale
Ultimissime dalla Lombardia
Volontariato
Welfare


... in breve
... Top five links












 Dall' Italia

04 Marzo, 2005
La Jolly Rosso, i siluri & i "cacciatori di granai"
Un'autentica spy story... Il mistero della nave Jolly Rosso, naufragata davanti alla costa calabrese

Milano, 28 Aprile 2005. Il mistero della nave Jolly Rosso, naufragata davanti alla costa calabrese. Conteneva rifiuti tossici (o radioattivi) caricati abusivamente, come sostengono alcuni giornali? Era una “carretta del mare” da far affondare insieme con i fusti di materiali pericolosi? Ci sono connessioni fra il mercantile affondato e il progetto di sepoltura dei rifiuti radiattivi nelle profondità del mare con i “siluri” di Comerio? Perché i servizi segreti iracheni hanno rubato a uno studioso l’unico esemplare della mappa archeologica che consentiva di riscoprire gli antichi silos segreti dei greci di Metaponto, in Basilicata?

Queste sono le domande poste durante le audizioni ad alcuni testimoni dai parlamentari della commissione bicamerale d’inchiesta sul traffico di rifiuti.

Ecco per esempio la testimonianza del colonnello Ivano Tore: “Venne fuori la vicenda di una nave arenata presso Cosenza, nella zona Catanzaro-Cosenza. Si cominciò a parlare di uranio impoverito che questa nave trasportava. Era arenata lì da molto tempo”. L’ufficiale cominciò ad acquisire le certificazioni mediche presso le Asl di Cosenza e Catanzaro relative a decessi attribuibili alla radioattività. “Emerse una quantità che adesso non indico numericamente, comunque abbastanza consistente, di certificazioni per morti strane, nel senso che erano dovute a problemi di inquinamento atmosferico. Restringemmo il campo dell'attività alla zona in cui la nave si era arenata, sulla spiaggia di Amantea”.

Il comandante della nave, però, non sembra accreditare ipotesi catastrofiche...

Dice il capitano Luigi Pestarino, che la nave durante il naufragio “si è raddrizzata quando ha toccato la battigia. Questa storia è proseguita per molti anni. È possibilissimo che la nave sia sbandata a sinistra e si sia avvicinata alla battigia, che non è conforme perché è possibile che qualche parte della linea di costa non sia in linea retta. Nessuno ha pensato che l'acqua nella stiva fosse flottante ed allora, se la nave tocca da una parte e viene spinta dal mare dall'altra, è possibile che si appoggi con la prua, venga spinta e si raddrizzi. Però, il liquido viene sbattuto da un lato all'altro della nave e da un certo movimento: quindi, se non si tiene conto dell'acqua, sembrerebbe impossibile che si raddrizzasse al toccare della battigia”.

Il magistrato Nicola Maria Pace, oggi a Trieste, lavorava alla Procura di Matera e in via indiretta aveva lavorato con i magistrati calabresi sul caso della nave e sul progetto di sepoltura delle scorie radioattive in mare..

“Il processo – ricorda Pace ai parlamentari - prevede che sei chili di scorie siano incapsulate in cannister, contenitori adeguati in acciaio e carbonio, quarantaquattro di tali contenitori siano infilati in un grosso cilindro, a cui si avvita un puntuale mentre all'altra estremità si collocano alcune alette, per cui otteniamo un siluro, che deve essere lanciato (abbiamo visto i lanci fatti nelle Azzorre ed acquisito i filmati che riproducono la fase sperimentale), da navi Ro.Ro, dotate di portellone”.

Il “siluro” ha un peso di circa 280 tonnellate e può raggiungere per caduta una velocità di circa 220 chilometri l'ora, si abbatte sul fondale molle e resta incapsulato sul fondale marino. Il progetto prevede, inoltre, di fare una mappatura del sito di deposito, attraverso un'antenna: “Ed è tale sistema – dice il magistrato - che porta le nostre indagini a Comerio. L'antenna, al momento in cui il siluro si conficca nel terreno, invia un segnale al satellite, che elabora il dato e redige la mappa. Si pensa poi al recupero dell'antenna ed è in tal caso che si ricorre a Comerio, che possiede la tecnologia per una antenna ad espulsione”.

Comerio faceva parte del gruppo di esperti che elabora il progetto, apportando la sua specifica conoscenza per l'antenna espulsa e recuperata per altri lanci, nel momento in cui il siluro affonda nel terreno, dopo aver dato il segnale al satellite.

“Il progetto di altissimo valore scientifico, che superava di gran lunga in termini di sicurezza il precedente sistema, garantiva, secondo studi effettuati, una tenuta in sicurezza delle scorie a quelle profondità per milioni di anni. Si trattava – aggiunge il magistrato - di un grosso passo avanti, che aveva superato la vecchia tecnologia, basata sulle cavità, inadeguata e pericolosa. Nel corso delle indagini si parlò, addirittura, di una esplosione di un deposito sotterraneo, avvenuto nel Ghana. Il progetto concluso perviene all'Ocse e Comerio riesce ad acquisirne il diritto d'uso (la privativa), denominandolo progetto Odm, e inizia ad avviare una serie di contatti con diversi Paesi, come Svizzera, Francia, Austria, che però lo rifiutano: temono, infatti, di essere indicati come i primi smaltitori di rifiuti nucleari in mare”.

Secondo il magistrato, questo esperto procedette a un’intesa con una giunta militare africana, che si impegnava a cedere a Comerio tre isole, di cui una sarebbe stata affidata a lui, in cui avrebbe installato un centro di smaltimento di rifiuti radioattivi in mare, “un'altra sarebbe stata ceduta a Ligresti, in cui avrebbe costruito villaggi turistici, la terza infine sarebbe stata data al professor Carlo Rubbia, affinché potesse installarvi un reattore di potenza abbastanza piccola, per fornire energia sia all'impianto di smaltimento sia ai villaggi. Dovevamo ascoltare le persone coinvolte e, dopo qualche esitazione, il professor Rubbia venne sentito, e ci disse che, in occasione di una sua conferenza presso l'università di Pavia, Comerio l'aveva contattato, ma di non aver accettato la sua proposta”.

Ma qualcuno seguiva le indagini del magistrato...

“C'era un camper sospetto munito di una telecamera che filmava i nostri movimenti”. E poi gli inquirenti furono costretti a cambiare il ristorante dove mangiavano, “perché frequentato da strani personaggi, probabilmente iracheni. Inoltre, altre persone, che invece sostenevano l'indagine, si fecero avanti: mi ricordo di un agente israeliano, probabilmente del Mossad, che mi mostrò il suo tesserino di riconoscimento”.

Morì misteriosamente uno degli inquirenti, il capitano Natale De Grazia, che aveva il compito di riepilogare gli affondamenti e di verificare che cosa fosse accaduto per ogni evento del genere, come il naufragio del mercantile Rigel, “una delle tante navi effettivamente colate a picco – specifica il magistrato - su cui nutro i maggiori sospetti. Affondata al largo di Capo Spartivento, a 1.400 metri di profondità era la nave sul cui affondamento esisteva certezza, attraverso una annotazione cifrata in inglese che la citava come persa”.

E poi ci sono i cacciatori di silos perduti...

“In quel periodo – ricorda Pace - indagavo sui cosiddetti Siroi, che erano cavità scavate nella roccia risalenti al IV secolo a.C. usate come silos per contenere cereali, quando l'area dell'attuale Trisaia di Rotondella costituiva l'antico porto sul fiume Sinni. Da un manuale dell'Enea, i Siroi risultavano impiegati per il deposito di scorie radioattive”. In Italia, secondo il magistrato, l'unico studioso di tali siti era il professor Quilici. “Quando comprese che l'obiettivo dell'indagine non era legato all'archeologia, fu preso dal panico e cominciò ad accampare varie questioni, producendo una consulenza non vera, in quanto negava che fossero ancora riconoscibili e, quindi, non più localizzabili”.

Ma una mappa dei siroi degli antici greci c’era, e l’aveva delineata un cultore di storia lucana, il professore romeno Adames Teanu, morto di recente, il quale aveva condotto studi archeologici in Basilicata, terra di cui era innamorato...

“Chiesi allora al professore se poteva rintracciare i Siroi, ma costui non poteva aiutarmi. Disse infatti che era stato pubblicato un testo, oramai introvabile, contenente le mappe dei Siroi, che aveva posseduto in passato, custodito presso la sua abitazione, ma che gli era stato in seguito trafugato. Raccontò che un giorno aveva ricevuto una strana visita da parte di iracheni, che gli fecero molte domande, e mi citò anche il nome dell'albergo dove avevano alloggiato. Sta di fatto che una volta usciti gli iracheni dalla sua casa, era sparito anche il libro sui Siroi”.

(*Grazie alla redazione di "e-gazette.it")

 


       CommentoFonte:


 Invia questa news ad un'amico Versione stampabile Visti: 1282 | Inviati: 0 | Stampato: 100)

Prossime:
MOBBING, IMPORTANTE SENTENZA DELLA CASSAZIONE – 04 Marzo, 2005
ADEMPIMENTI COMUNITARIA, BATTUTO IL GOVERNO – 04 Marzo, 2005
TOUADI (PD): ROSARNO, LA SFIDA RESTA L'INTEGRAZIONE – 04 Marzo, 2005
Brindisi. GLI ANNUNCI DELL’ENEL E LE NECESSARIE PUNTUALIZZAZIONI – 04 Marzo, 2005
DISABILITA' E SPORTPERTUTTI UISP: L'ESPERIENZA DEL "BASKIN",  – 04 Marzo, 2005

Precedenti:
Medici Senza Frontiere su Lampedusa – 04 Marzo, 2005
Unione, meglio uniti o divisi? Il Centrosinistra tra Ulivo, DS, Margherita – 04 Marzo, 2005
Per una svolta nella Chiesa Cattolica – 04 Marzo, 2005
LO STUPORE poesia di Karol Vojtyla – 04 Marzo, 2005
25 aprile 1945 - 25 aprile 2005 – La Resistenza continua – 04 Marzo, 2005








... dalle Province

• Bergamo. POESIA DI NATALE 2010
• Brescia. Il Prefetto di Brescia ha visitato i luoghi simbolo della Città di Lonato del Garda
• Como. frontalieri alla manifestazione europea del 29 settembre a Bruxelles
• Crema. Cappella Cantone non deve diventare una nuova Terzigno
• Cremona. Corso per barman
• Lecco.Dibattito su acqua pubblica
• Lodi.L’Italia dei Valori della Provincia di Lodi si struttura
• Mantova.Eventi di dicembre a Villa Maddalena di Goito
• Milano.Invito a partecipare alla serata di poesia con FRANZ KRAUSPENHAAR
• Milano. AltriMondiali by Matatu
• Milano. Nuovo numero di Altreconomia
• Monza: Concorso di Pittura “Paesaggi di Brianza” 2010 - II edizione
• Pavia. Fiaccolata contro la violenza fascista
• Sondrio.Gravedona: raccolti 35 quintali di lana grazie agli allevatori del Lario e del Ceresio
• Varese. Esordio per due nuovi assessori.





| Home | Chi siamo | Collabora con noi | PubblicitàDisclaimer | Email |
"  www.welfarelombardia.it supplemento di www.welfareitalia.it , portale di informazione on line, è iscritto nel registro della stampa periodica del Tribunale di Cremona al n. 392 del 24.9.2003- direttore responsabile Gian Carlo Storti
La redazione di Welfare Lombardia si dichiara pienamente disponibile ad eliminare le notizie che dovessero violare le norme sul copyright o nuocere a persone fisiche o giuridiche.
Copyright Welfare Lombardia 2002 - 2009