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 Dall' Italia

04 Marzo, 2005
Unione, meglio uniti o divisi? Il Centrosinistra tra Ulivo, DS, Margherita
Pubblichiamo l'analisi dell'Istituto Cattaneo sui consensi ottenuti dal Centrosinistra.

Unione, meglio uniti o divisi? Il Centrosinistra tra Ulivo, DS, Margherita

Pubblichiamo l'analisi dell'Istituto Cattaneo sui consensi ottenuti dal Centrosinistra. L’Ulivo va ugualmente bene nelle regioni in cui si presenta con una sola lista rispetto alle regioni in cui si presenta sotto più simboli. Nella competizione tra le identità in questa fase sembrano avere la meglio i Ds a discapito della Margherita.

Anche in questa occasione, come già nelle elezioni per il Parlamento europeo, le componenti del centro-sinistra che hanno (di recente) costituito la Federazione dell’Ulivo, si sono presentate in alcuni contesti locali con una sola lista, in altri con i simboli dei rispettivi partiti. Da qui il quesito se sia il centro-sinistra nel suo insieme sia le sue componenti «uliviste» abbiano ottenuto un risultato complessivamente migliore (o peggiore) dove si sono presentate unite rispetto a dove si sono presentate divise.

Il confronto con il passato è lievemente complicato dal fatto che il formato dell’offerta partitica è cambiato in vari suoi elementi nel corso degli ultimi anni, anche con specifico riguardo alle varie componenti del centro-sinistra. Alcune componenti dell’area ulivista hanno cambiato denominazione o si sono variamente ricombinate. Inoltre, sia nelle elezioni regionali del 2000 sia in quelle del 2005, sono state presentate «liste dei presidenti». Come si ricorderà, Cacciari e Martinazzoli, candidati del centro-sinistra alla presidenza di Veneto e Lombardia, avevano due liste che sostituivano quelle di uno o più partiti della coalizione. Quest’anno in varie regioni sono state presentate liste del presidente che si aggiungono alle liste di partito o alle liste della «federazione dell’Ulivo». Dovendo tuttavia in qualche modo tenerne conto, assumiamo che le “liste del presidente” siano assimilabili (e quindi vadano sommate) ai voti ricevuti dalla componente ulivista della coalizione. Del resto i candidati a presidente in questione provengono sempre da quella componente.

Il confronto va inoltre fatto tenendo conto che il gruppo delle regioni nelle quali quest’anno l’Ulivo si è presentato unito hanno per alcuni importanti aspetti caratteristiche diverse dalle regioni nelle quali l’Ulivo si è presentato diviso. L’Ulivo si è presentato diviso soprattutto in regioni meridionali nelle quali il differenziale tra il voto alle elezioni regionale e il voto alle elezioni politiche è sistematicamente più elevato che nelle elezioni del centro-nord. Del resto alla base di questo comportamento degli elettori meridionali vi è una delle caratteristiche che hanno indotto i leader dei partiti del centro-sinistra, e segnatamente della Margherita, a non presentare la lista unitaria. Si ritiene infatti che gli elettori meridionali siano infatti più facilmente motivabili quando sono in campo molti candidati in caccia del voto di preferenza. Il confronto più veritiero è, quindi quello condotto tra elezioni dello stesso tipo. In sostanza, tra le regionali del 2005 e quelle del 2000.

Nelle tabelle 1 e 2 presentiamo la serie storica dei dati aggregati per «macro-componente», laddove la tabella 1 riporta i dati relativi alle regioni in cui l’Ulivo si è presentato unito nel 2005 e la tabella 2 riporta i dati relativi alle regioni in cui l’Ulivo si è presentato diviso. Il grafico 1 mostra invece i risultati più essenziali della nostra analisi, in quanto mette a confronto l’andamento nel tempo di tre aggregati: a) la somma totale delle percentuali di voto ricevute da tutte le componenti del centro-sinistra; b) la somma delle percentuali di voto ottenute delle componenti attualmente parte della Federazione dell’Ulivo, a cui sono sommati i voti presi dalle liste dei presidenti; c) la somma delle percentuali di voto ottenute delle altre componenti del centro-sinistra. In tutti e tre i casi, riportiamo distintamente l’andamento nel tempo di questi aggregati nei due gruppi di regioni. Quelle in cui l’Ulivo nel 2005 si è presentato unito, e quelle in cui si è presentato diviso.

Emerge nitidamente che nelle regioni in cui l’Ulivo si è presentato unito gli elettori cambiano di meno i loro comportamenti di voto in dipendenza del tipo di elezione. La linea è più continua, al contrario di quanto avviene nelle regioni in cui l’Ulivo si è presentato diviso. Al netto di questo fenomeno, il rendimento delle due strategie è identico. Il differenziale dell’aggregato “Ulivo” 2005-2000 è in entrambi i casi positivo per circa il 3,5% di voti validi. Nelle regioni in cui l’Ulivo si è presentato diviso le altre componenti del centro-sinistra crescono invece in misura leggermente superiore che nelle regioni in cui l’Ulivo si è presentato unito. Nel sud cresce un po’ di più l’Udeur, nel centro nord crescono un po’ di più le componenti di sinistra radicali.

Ancora una volta, come era già stato nelle elezioni europee, nessuna delle due strategie si dimostra decisamente migliore dell’altra in termini di rendimento elettorale (avere molti simboli e candidati in lizza, ovvero avere un simbolo forte). Rimane pertanto tutto affidato al giudizio degli attori politici se preferire un baricentro riformista ampio per la coalizione di centrosinistra o più liste a tutela delle identità. In questa competizione tra identità, a giudicare dal confronto tra il 2005 e il 2000, sembrano per il momento avere la meglio i Ds, a discapito della Margherita.







 


       


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