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 Attualità

04 Marzo, 2005
Pollution charge?? (di Augusto Castagna)
“Strategia per una mobilità sostenibile a Milano” è il titolo del documento apparso sul sito del Comune.

“Strategia per una mobilità sostenibile a Milano” è il titolo del documento apparso sul sito del Comune.
Lo trovo deludente: in esso sono vagamente elencate delle cose da fare e la introduzione della Pollution Charge.
Alla proposta della Pollution Charge va riconosciuto il merito di avere dato, finalmente, uno scossone alla “litania” con la quale da oltre 10 anni il Presidente della Regione Roberto Formigoni affronta il problema della mobilità e dell'inquinamento puntando essenzialmente alla riduzione delle emissioni dei singoli veicoli accelerando il processo di conversione del parco auto, come se l'inquinamento fosse l'unica conseguenza negativa e costosa generata dall'uso delle auto.
Ci sono altri fatti gravi come la congestione delle strade, gli incidenti stradali, l'occupazione del suolo pubblico che nessuna auto ad emissione zero può eliminare. Ma la Pollution Charge, così come viene proposta, non sta in piedi. Perché?
La mobilità è al collasso: la congestione del traffico automobilistico penalizza la competitività delle aziende e produce alti livelli di inquinamento dannosi alla salute dei cittadini.
La congestione del traffico e l'inquinamento riguardano gran parte, anzi, l'intera Regione e tutti i provvedimenti potranno essere efficaci solo se attuati nella intera area interessata.
E', dunque, necessario che la Regione, coinvolgendo le Province e i Comuni, si doti di un piano organico della mobilità che abbia come asse portante la cura del ferro e come obbiettivo quello di ridurre il numero dei veicoli che circolano trasferendo quote significative di spostamenti dal trasporto individuale a quello collettivo.
Un piano organico che punti su un servizio di trasporto pubblico efficiente e di qualità operando, in primo luogo, per migliorare l'esistente facendo, per esempio, viaggiare i tram di Milano su percorsi riservati e protetti; riqualificando linee ferroviarie già esistenti come la Lecco-Oggiono-Monza- Milano; la Vigevano-Abbiategrasso- Milano; La Milano- Cremona-Mantova; la Seregno- Saronno e con essa la Novara- Malpensa-Bergamo; portando a termine i lavori della linea Milano-Treviglio-Bergamo i cui tempi di realizzazione possono essere accostati a quelli per il Duomo di Milano; e via dicendo.
Avviare la realizzazione di nuove infrastrutture di trasporto su ferro sugli assi stradali che collegano la Regione con il capoluogo.
Realizzare nuove aree di parcheggio presso le stazioni del treno e di altri mezzi di trasporto collettivo per favorire l'uso di diverse modalità di trasporto.
E' necessario attuare in tutto il territorio regionale i provvedimenti che il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale propone per la moderazione del traffico: rendere le strade più sicure, più fluido e meno inquinante lo stesso traffico automobilistico, favorire la pedonalità e l'uso della bicicletta che nelle aree urbane è un mezzo di trasporto molto efficiente e ad emissione zero. Inoltre sarebbe opportuno definire gli indirizzi e promuovere una ordinata politica della sosta e dei parcheggi su tutto il nostro territorio.
Un piano discusso e condiviso da tutti i soggetti istituzionali che devono concorrere alla sua attuazione. Un accordo di prog r amma t r a Re g i o n e - Provincie-Comuni che contenga gli interventi, i tempi di attuazione, le risorse necessarie e quelle disponibili. Se poi, di fronte alla gravità della situazione, dovesse prevalere, come da me auspicato, la scelta politica di accelerare i tempi di realizzazione dei provvedimenti necessari per tutelare la salute e migliorare la mobilità, trovando nuove e consistenti risorse introducendo una “tassa di scopo”, chiaramente ed esclusivamente destinata alla attuazione di quanto contenuto nell'accordo di programma, rappresenterebbe una prova tangibile che, finalmente, non ci si limita ad elencare delle buone intenzioni ma, si chiude la fase della inconcludenza e si intraprende quella che porterà ad una mobilità capace di soddisfare la domanda di spostamenti rispettando l'ambiente nel quale viviamo e la salute di tutti.
Per quanto riguarda la eventuale “tassa di scopo” penso che la via più facile da praticare possa essere quella di applicare il comma dell'articolo 7 del codice della strada che attribuisce ai sindaci la facoltà di riservare spazi per la sosta dei residenti a titolo oneroso e che i proventi siano investiti per migliorare la mobilità.
Il Comune di Milano, insieme alla Provincia ed i Comuni con i quali ha avviato un rapporto, incalzi la Regione Lombardia perché cambi marcia e nel frattempo attui dei provvedimenti di sua esclusiva competenza possibili fin da ora:
a) pedonalizzare l'area dentro le mura spagnole, dove sia consentito solo il trasporto pubblico e le due ruote;
b) estendere il sistema della regolamentazione della sosta in tutto il territorio cittadino per impedire di lasciare l'auto sul suolo pubblico per parecchie ore utilizzando maggiormente i parcheggi di corrispondenza che devono essere potenziati;
c) migliorare il trasporto pubblico di superficie facendo viaggiare i tram su percorsi interamente riservati e protetti;
d) garantire una presenza permanente dei vigili urbani e degli ausiliare del traffico sui percorsi dei tram e degli autobus per consentire la regolarità della loro frequenza;
e) contrastare con determinazione la sosta in doppia fila;
f) favorire in ogni modo la pedonalità e la ciclabilità garantendo maggiore sicurezza;
g) potenziare il car sharing.
Si tratta di provvedimenti che possono essere applicati in tempi brevissimi e con poche risorse e che, se attuati contestualmente possono contribuire a migliorare la mobilità riducendo l'inquinamento. (a.c.)
 


       CommentoFonte *Cosìlapenso*


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