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 Welfare

04 Marzo, 2005
C’erano una volta i bidelli …
.... erano personaggi fantastici, aiutavano a mantenere l’ordine e la pulizia nelle scuole, erano un po’ controllori un po’ complici ....

C’erano una volta i bidelli: erano personaggi fantastici, aiutavano a mantenere l’ordine e la pulizia nelle scuole, erano un po’ controllori un po’ complici, attenti ad evitare che noi, studenti poco disciplinati, combinassimo dei pasticci, ma pronti a coprirci e a tirarci fuori dai guai quando la marachella era “innocente”. Anche le bidelle erano straordinarie: un po’ amiche, un po’ mamme, erano insostituibili per aiutare le nostre compagne quando c’erano i mal di testa, le indisposizioni, le debolezze tipiche dell’adolescenza e della crescita.

Poi i bidelli e le bidelle sparirono, arrivò il “personale non decente” e niente fu come prima.

La stessa sorte la subirono gli spazzini … spazzati via dagli “operatori ecologici”, i ciechi, soppiantati dai “non vedenti”, gli handicappati, sostituiti prima dai “portatori di handicap” e poi dai “diversamente abili”, ecc ecc.

Francamente sono sempre stato molto perplesso nei confronti di questi virtuosismi letterari in quanto ho sempre pensato che il valore di una persona è nella persona, non nel modo con cui la si “battezza”.

Ogni lavoro è nobile ed importante, se fatto con onestà e dedizione. Ad ogni essere sono dovuti rispetto, attenzione ed amore semplicemente perché … essere umano, pensato da Dio ed inserito nel disegno della Creazione, al cui perfezionamento partecipa con un contributo unico ed irripetibile. Questa è la “sostanza” su cui non si può e non si deve indugiare, dopo di che qualsiasi “forma” può andare bene! Perché il riferimento a questi virtuosismi letterari? Semplicemente perché sono alcuni esempi di una tendenza perversa che sta sempre più prendendo piede: quella di enfatizzare la “forma” e di sacrificare la “sostanza”. Qualche esempio? Basta sfogliare i quotidiani per trovarne in abbondanza.

Scoppia la guerra tra Israele ed il Libano, partono rappresaglie, raid aerei, missili, muoiono centinaia e centinaia di persone, prevalentemente civili, si ottiene una faticosa e traballante tregua e l’ONU stabilisce di inviare i caschi blu nella zona di guerra. Cosa votano ed approvano il governo ed il Parlamento Italiani? L’invio di un corposo contingente che dovrà operare nella zona di confine tra Israele e Libano, la zona dove è stata ed è guerra vera, ma, per addolcire la pillola, si ribattezza il nostro contingente come “forza di pace”. Questo giochetto verbale è stato usato molte volte in passato ed ha generato non poco imbarazzo quando sono arrivati i primi morti. Come è possibile? Muoiono dei soldati delle forze di pace? Si muore in guerra, non in pace. Già, ma anche chi poco più di 50 anni fa sbarcò in Normandia sbarcò per portare la pace, ma nessuno, proprio nessuno, pensava di andare a fare una scampagnata. Quale che sia la risposta, almeno che la domanda sia posta in modo chiaro ed intellettualmente onesto: vogliamo mandare i nostri ragazzi in guerra per garantire l’ordine e la pace nella zona di confine tra Libano ed Israele, sapendo che alcuni dei nostri soldati potrebbero non tornare o potrebbero essere costretti ad uccidere? Un altro esempio di “virtuosismo letterario” è legato all’indulto, dai più presentato come intervento necessario e doveroso per risolvere il problema del sovra-affollamento delle carceri. Dunque un’”iniziativa umanitaria”, che avrebbe permesso a pochi delinquenti colpevoli di reati non gravi di uscire dal carcere, dove erano costretti a vivere in condizioni disumane. La realtà di questa “iniziativa umanitaria” è sotto gli occhi di tutti: centri di soccorso sorti in fretta e furia per aiutare quei poveracci che, cacciati fuori dal carcere, non avevano tetto sotto cui dormire, pane con cui sfamarsi, lavoro con cui mantenersi …

Alcuni, per sbarcare il lunario, sono tornati alla vita di prima, macchiandosi di reati che li hanno riportati dietro le sbarre, altri tirano sera aspettando che qualche mensa dei poveri provveda al loro stomaco, altri si augurano di poter tornare presto in galera dove “almeno eravamo curati e stavamo lontano dalla droga”, …alla faccia dell’iniziativa umanitaria!!! Anche in questo caso la sostanza è ben diversa dalla forma con cui si è cercato di nasconderla: la verità è che è mancata la volontà di affrontare seriamente il problema delle carceri e del recupero di chi ha sbagliato, mentre c’era l’urgenza di depenalizzare i reati finanziari e, udite udite, di voto di scambio. In questo caso si è veramente toccato il fondo: parlamentari eletti grazie al voto di scambio hanno dunque potuto approvare una legge che cancella la pena legata al reato da loro commesso, reato che ha loro permesso di entrare in Parlamento e di … approvare la legge … poveri noi!!!

Qualcuno che però ha veramente beneficiato dell’”iniziativa umanitaria” e che non avrà difficoltà a ricollocarsi c’è: si tratta della “madame” che gestiva il traffico di esseri umani tra l’Africa e l’Italia, “madame” che ha potuto uscire di galera con circa 2 anni e mezzo di anticipo. Gli uomini e le donne vittime del traffico saranno lieti di questa iniziativa umanitaria. Questo fatto rende evidente un’altra brillante operazione di maquillage letterario: il traffico di esseri umani. Succede che, dalle coste dell’Africa, sotto il controllo di compiacenti delinquenti locali, uomini e donne pagano per essere imbarcati su relitti del mare e per essere portati sulle coste Italiane, dove potranno essere sfruttati nei cantieri, nelle industrie, nelle case, … facendo lavori che nessun “occidentale” vuole più fare e ricevendo paghe che nessun “occidentale” vuole più accettare. Certo, potranno avere vitto ed alloggio, vivranno in case e non in capanne, ma dovranno sacrificare la propria libertà e la propria vita privata.

Quando ero studente alle scuole medie, tutto ciò che ho appena descritto costituiva un fenomeno ben preciso: quello della “tratta degli schiavi”, schiavisti erano coloro che sfruttavano i negri, schiavi erano i negri.

Ci sono voluti secoli perché gli schiavi potessero riacquistare la loro condizione di uomini liberi, ma sono bastati pochi anni perché la “tratta degli schiavi” riprendesse forma e vigore, solo che ora, visto che gli schiavisti si trovano nell’evoluto, democratico e garantista Vecchio Continente, la chiamiamo in modo diverso. … La forma è salva, ma la sostanza …. 


       


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