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 Dal Mondo

04 Marzo, 2005
Libano, l'Italia aiuta i profughi
Nato nel dicembre 2004 per l’emergenza Darfur, Italia Aiuta – Comitato Emergenze Onlus,

ITALIA AIUTA … I PROFUGHI DEL LIBANO 

Nato nel dicembre 2004 per l’emergenza Darfur, Italia Aiuta – Comitato Emergenze o nlus, è una piattaforma di raccolta fondi promossa da Coopi, Cosv, Cesvi, Intersos e Vita. Dopo il primo intervento d’emergenza in Darfur che si è concluso con interventi a favore delle popolazioni finanziati per oltre 400mila euro, i fondatori hanno deciso di creare un comitato permanente per le emergenze umanitarie e di lanciare una seconda raccolta fondi, questa volta a favore del Libano.

Data la necessità di assistere gli sfollati con interventi immediati, la prima iniziativa di Italia Aiuta, con le donazioni ricevute, è a sostegno degli interventi della Caritas Libano già operativa nelle aree di sfollamento.

 www.italiaiuta.it

 Per donare:

Banca Popolare Etica;

conto n. 513200; ABI 05018; CAB 01600; CIN J

Causale: Emergenza Libano 

Per informazioni:

Giuseppe Ambrosio (VITA) 348.8911382

Lele Pinardi (COSV) 347.1565263 

 

LA CRISI UMANITARIA

A tre settimane dall’inizio dell’intervento militare israeliano in Libano, la situazione della popolazione è definita gravissima da tutte le fonti ufficiali. La popolazione libanese versa in condizioni drammatiche, per le quali non si vede, a breve, nessuna via d’uscita.

Si calcolano in non meno di 700.000 persone gli sfollati interni, in fuga ma a rischio per i bombardamenti. Le persone in movimento, che cercano rifugio anche fuori dalle frontiere libanesi, sono ormai più di un milione: agli sfollati del sud si aggiungono i cittadini dei quartieri di Beirut distrutti dai raid aerei.

 

In tutti gli spazi pubblici occupati dagli sfollati (scuole, chiese e moschee) la situazione è drammatica: manca l’acqua e le condizioni sanitarie si degradano rapidamente. In alcuni quartieri è quasi impossibile l’accesso.

I volontari cercano di aiutare la gente a lasciare i villaggi e organizzano distribuzioni di cibo, quando i trasporti lo consentono, cercando di portare viveri ai villaggi isolati

 

IL NOSTRO PARTNER LOCALE

 

Tra le organizzazioni locali attive la Caritas libanese, membro della Confederazione Internazionale delle Caritas, è quella collegata con Italia Aiuta. In Libano Caritas è diffusa capillarmente e con i suoi 36 centri sociali copre l’intero paese da Nord a Sud.

 

Dall’inizio dell’offensiva israeliana Caritas ha cercato con ogni mezzo di sostenere la popolazione locale ed in particolare gli sfollati, molti dei quali provenienti dalle regioni meridionali e dai villaggi  lungo la frontiera con Israele.

 

Caritas ha messo a disposizione degli sfollati tutti gli spazi disponibili attivando in particolare i centri di Dar El Moualemine e Achrafieh nella periferia di Beyrut.

Nel solo centro di  Dar El Moualemine sono ospitate al momento 500 persone provenienti dai quartieri sud della capitale pesantemente bombardati negli scorsi giorni.

Nei quartieri di Metn 2 e 5 (periferie di Beyrouth) circa 6120 persone provenienti dal sud del paese  (1224 famiglia) hanno trovato accoglienza nelle scuole

 

Altri centri sono stati aperti a Andket, Fighal, Zahlé (v.cartina)

 

La situazione sanitaria è stata tra le prime a risentirne e le criticità non potranno che aggravarsi nei prossimi giorni.

Occorre intervenire al più presto per portare acqua potabile, praticamente indisponibile per gli sfollati (il prezzo dell’acqua in alcune zone è salito del 400%).

Il bisogno di prodotti igienici sono enormi: occorre distribuire sapone, disinfettanti e detergenti, oltre a materiale sanitario di pronto soccorso.

Nelle aree di raccolta dei profughi, manca l’elettricità e servono generatori.

 

L’intervento immediato di ITALIA AIUTA, consente di assistere - tramite la Caritas Libanese - le famiglie sfollate dalle zone coinvolte nelle operazioni militari, attraverso la fornitura di beni di prima necessità e la gestione di luoghi di accoglienza conformi agli standard internazionali (si tratta degli indicatori Sphere, che garantiscono una qualità adeguata, minima, di distribuzione per individuo e/o nucleo familiare).

 

Saranno immediatamente distribuiti soprattutto kit igienici, kit sanitari, acqua e cibo.

Sarà garantita l’assistenza di personale di supporto nei luoghi d’accoglienza dove è presente la popolazione sfollata.

 


       


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