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 Da Cremona

04 Marzo, 2005
Cremona: Prosegue la riqualificazione del Parco del Po e del Morbasco


Presenti il Sindaco Gian Carlo Corada, il Presidente della Provincia di Cremona Giuseppe Torchio, l’Assessore al Verde Pubblico Stefano Campagnolo, il Direttore del Settore Lavori Pubblici e Verde Pubblico Marco Pagliarini e l'Arc. Giuseppina Bonisoli, del Settore Verde del Comune di Cremona, sono state inaugurate due ampie zone verdi riqualificate, il Bosco Fiorito e il terzo lotto di un Po di Foreste, entrambe comprese nel Parco di Interesse Sovracomunale del Po e del Morbasco.

Il Comune di Cremona sta portando avanti da alcuni anni una complessa operazione di forestazione di essenze stabili e tipiche della Pianura Padana, mirata alla conservazione dell’ecosistema fluviale, con l.obiettivo di riequilibrare il territorio, ridurre l’inquinamento ed incrementare la biodiversità. In questo ambito si inseriscono la realizzazione dell’area denominata Bosco Fiorito e del terzo lotto di un Po di foreste.

Bosco fiorito

L’intervento finanziato con i fondi provinciali dei Parchi di Interesse Sovracomunale (PLIS) ha portato alla realizzazione di un bosco tipico e rappresentativo delle essenze autoctone, o ben inserite, della Pianura Padana in ambiente golenale che si caratterizzano per la loro fioritura, strutturando un’area che sia fruibile in modo il più possibile naturalistico, coinvolgendo il visitatore alla scoperta diretta delle varie essenze presenti che verranno indicate mediante apposite tabelle esplicative poste agli accessi.
L’area si presentava contornata da piantumazioni poste lungo il perimetro (se si eccettua il lato verso l’argine maestro) mentre all’interno la vegetazione spontanea aveva preso il sopravvento. Con questo progetto è stata recuperata all'uso pubblico un'area contigua al Lungo Po già attrezzata ma utilizzata per anni come discarica di inerti e poi abbandonata.
La superficie interessata dall’intervento è di 11.650 metri quadrati, mentre l’importo complessivo dell’opera è stato di E 52.478,00 di cui . 40.000,00 finanziati dalla Provincia di Cremona e E 12.478 dal Comune di Cremona.
Sono state piantumate le 104 essenze arboree: 15 salix alba, 20 populus alba, 15 quercus robur, 15 celtis australis, 15 acer campestre, 15 prunus avium, 9 pirus caleriana. Sono 350 invece le specie arbustive piantumate: 50 corilus avellana, 50 ligustro vulgare, 50 rosa canina, 50 prunus spinosa, 50 crataegus monigina, 20 sambuco nigra, 50 berberis vulgarsi, 30 viburnum lantana.

Un Po di Foreste

L'intervento più significativo per interesse ed ampiezza di aree coinvolte nel Parco del Poe del Morbasco riguarda il Progetto .Un Po di Foreste., realizzato nell'ambito dell'iniziativa regionale denominata «Dieci Grandi Foreste di Pianura», che propone la formazione di vasti sistemi di verde a funzione multipla in armonia con il sistema rurale e gli indirizzi della politica europea per il miglioramento della qualità della vita e dell.ambiente, con l’obiettivo di riequilibrare il territorio, ridurre l’inquinamento, incrementare la biodiversità. Questo intervento costitusce l’inizio di una complessa operazione di forestazione di essenze stabili e tipiche della Pianura Padana, conservando inoltre l’ecosistema fluviale nelle parti dove avviene spontaneamente la copertura a saliceto e dove sono presenti aree di ritenuta delle acque di esondazione.
Gli interventi, giunti al terzo lotto, hanno come obiettivo la realizzazione ed il completamento delle aree naturalistiche e forestali e delle zone già attrezzate. Si intende integrare, nella zona sud-est, la realtà del Parco del Po e del Morbasco di Cremona con la naturale prosecuzione  nel Comune di Gerre de’ Caprioli. Le zone individuate nel progetto rispondono all’esigenza di operare interventi localizzati ed integrati per una superficie totale di circa 87 ettari in parte attrezzati, ai quali si aggiungono 17 ettari già forestati grazie ai regolamenti comunitari ed al Piano di Sviluppo Rurale, che costituiscono un continuum di notevole valore naturalistico arricchito da un effettivo potenziale (nell’area di Cremona peraltro già espresso) relativo alla fruizione pubblica.
Tenendo conto che si prevede d'impiantare circa 550 piante per ogni ettaro (con l'aggiunta di circa 150 arbusti/ettaro) si può stimare che nei prossimi anni la dotazione di nuovi alberi sarà intorno alle 50.000 unità. Le specie utilizzate sono esclusivamente specie arboree ed arbustive con netta prevalenza delle specie tipiche del bosco planiziario e comunque tutte resistenti alle inondazioni.
Per quanto riguarda il terzo lotto la superficie interessata dall’intervento riguarda 7,75 ettari, mentre l’importo complessivo dell.opera (finanziata completamente dalla Regione Lombardia) ammonta a . 71.154,00. Le essenze arboree ed arbustive piantumate sono 5.520. Il primo lotto ha una superficie di 35,40 ettari, con 22.417 piante, la superficie del 2° lotto ammonta a 1,04 ettari con 4.245 piante. In totale gli ettari dei tre lotti sono 44,19 e le piante collocate sono 32.182.
Le specie arboree ed arbustive piantumate nei tre lotti sono le seguenti: frassino angustifolia, olmo campestre, pioppo bianco, pioppo nero, biancospino, sanguinella, corniolo, prugnolo, lantana, frangola, pallon di maggio, salice, farnia, carpino bianco, rosa canina, nocciolo.
*******
Con deliberazione del 21 ottobre 2003 la Giunta Provinciale ha riconosciuto, nell'ambito del Piano Regolatore Generale vigente del Comune di Cremona, il territorio denominato “del Po e del Morbasco” quale Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS).
Questo atto formale corona un lungo processo di pianificazione territoriale e ambientale iniziato di fatto con il Piano Regolatore Generale del 1984, che conteneva la previsione di un Parco di circa 23,50 chilometri quadrati lungo il corso del Po, la successiva richiesta alla Regione Lombardia di istituire il Parco sovracomunale avvenuta del 1985 con votazione unanime del Consiglio Comunale ed infine l'istituzione diretta del Parco stesso da parte dell'Amministrazione comunale nel 1995 in attesa del riconoscimento regionale.
Da allora di acqua sotto i ponti (è proprio il caso di dire) ne è passata e per fortuna non invano. In questi anni infatti oltre alla realizzazione del Parco del Po che i cremonesi già conoscono ed apprezzano, il Comune ha posto le basi per dare corso ad una fase attuativa che iniziasse ad interessare le aree più propriamente di interesse paesaggistico ed ambientale.
La scelta di utilizzare al meglio, ad esempio, le norme della “Legge Cutrera” (431/85) ha consentito al Comune di Cremona, con una tenace opera ancora in corso, di acquisire in concessione dal Demanio dello Stato aree golenali per circa 40 ettari dove concentrare gli interventi di rilevanza paesaggistico-ambientale.
I compiti e le funzioni attribuite dal Piano Regolatore Generale e dal Decreto di riconoscimento al PLIS sono riconducibili essenzialmente alla riqualificazione del territorio e del paesaggio padano, al recupero ecologico-ambientale delle aree degradate, all.allontanamento delle attività ritenute incompatibili con le finalità del Parco, alla tutela idrogeologica delle golene e all'uso corretto dei suoli golenali, allo sviluppo turistico dei litorali privilegiando le funzioni d.interesse generale soprattutto di tipo sportivo, ricreativo e didattico. Il PLIS persegue altresì la creazione di ampi demani di aree da destinare alla rinaturalizzazione e al rimboschimento.
Vi è poi un altro aspetto di rilievo che si segnala all'attenzione e che attende alla messa in campo di strumenti di pianificazione e gestione del Parco che cercano l'integrazione tra il progetto urbanistico e la pianificazione paesistico-ambientale ricercando nel rapporto tra città e fiume il quadro di un modello di sviluppo basato su politiche di sostenibilità.
Attualmente le fasi operative intraprese dal Comune in seguito al riconoscimento del Parco Sovracomunale riguardano principalmente due aspetti, quello tipicamente di pianificazione attuativa del territorio che si articola nella predisposizione di specifici Piani Particolareggiati e l'aspetto di attuazione diretta di specifici progetti di recupero ambientale con la ricerca dei relativi finanziamenti. Ovviamente restano attivabili i canali tradizionali di attuazione di specifici progetti settoriali come avvenuto, ad esempio, con  il recupero del giardino storico delle ex Colonie Padane da poco concluso.
Per quanto riguarda il primo aspetto, quello della pianificazione particolareggiata, all'interno del perimetro del Parco sono stati programmati quattro settori omogenei così individuati: le aree rivierasche del Lungo Po riferibili alla zona compresa tra la sponda del fiume ed il sistema delle difese idrauliche (anche storiche); le aree del corso superiore del Morbasco da Cavatigozzi al Quartiere Po nord; le aree degli impianti tecnologici comprese tra il Quartiere Po sud e l’autostrada; le aree a vocazione agricola della zona di Gerre Borghi.
Il Consiglio Comunale il 23 febbraio 2005 ha quindi adottato il primo Piano Particolareggiato, denominato “del Lungo Po”, che prevede numerosi interventi di recupero ambientale in particolare nella zona golenale dove sono già operativi vari interventi come le .Grandi Foreste. (finanziamento regionale) ed il «Bosco Fiorito» (finanziamento provinciale).
Per concludere questa breve panoramica si può affermare che la città di Cremona, nell'ambito del Parco di Interesse Sovracomunale del Po e del Morbasco,  intende perseguire il recupero del rapporto tra la città e il fiume Po con una serie di azioni volte in particolare all'incremento delle aree da destinare a boschi nelle golene fluviali, al recupero delle zone umide e degli habitat naturali, al rilancio di un turismo sostenibile legato al Fiume ed al paesaggio fluviale ed infine alla promozione della cultura fluviale.
Attraverso il recupero delle zone golenali si intende inoltre dare risposta ai seguenti bisogni: rendere fruibile questa particolare zona del territorio che la maggior parte dei cittadini di Cremona non conosce; recuperare la funzione ecologica ed anche paesaggistica di questo particolare ambiente fluviale; accrescere la sensibilità delle popolazioni locali verso la necessità di mantenere zone umide naturali, quali habitat essenziali per la sopravvivenza di molte specie animali e vegetali considerate prioritarie a livello regionale, nazionale e comunitario; contribuire localmente, nel quadro generale del bacino fluviale regionale, alla formazione di sistema di zone umide e boschive lungo i principali corsi d'acqua per la creazione di habitat naturali per la sosta dell'avifauna stanziale e migratrice oltre che per la creazione di zone dove avvenga un'azione di depurazione naturale delle acque.

 


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