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 Da Varese

04 Marzo, 2005
Varese: Approvato il piano territoriale di coordinamento provinciale


Poco più di tre anni di lavori, incontri, riflessioni, valutazioni. Il Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) è, ormai, al traguardo. Oggi la Giunta provinciale lo ha “licenziato” come si dice in gergo. Cioè l’ha fatto proprio ponendo il sigillo su quello che sarà il documento di programmazione dello sviluppo del territorio per almeno un decennio.

Ora la parola passa al Consiglio provinciale. Ci sarà prima un’adozione, passaggio tecnico che non comporta, come ha sottolineato il vicepresidente della Provincia, Giorgio De Wolf, la sua entrata in vigore;  poi il documento passerà agli enti territoriali per le eventuali osservazioni e ritornerà in Consiglio per l’approvazione definitiva.

«Abbiamo colmato un gap rispetto a molte altre Province – ha chiarito De Wolf – perché Varese ancora non aveva il proprio Piano. E lo abbiamo fatto sapendo di essere oggi la prima provincia lombarda che approva il piano in base alla nuova legge regionale che disciplina la materia».

Quanto ai tempi di approivazione, un chiarimento è venuto dal presidente della Provincia, Marco Reguzzoni: «l’Assemblea può metterci tutto il tempo necessario per approvarlo. Non è questo il punto. Necessario è che ogni passaggio, ogni analisi, ogni valutazione a cominciare da quella dei 141 Comuni della Provincia e la successiva approvazione da parte della Provincia sia il frutto di una attenta riflessione ».

Un approccio “soft” determinato dal fatto che proprio il Piano territoriale di coordinamento finirà per incidere e determinare i piani di sviluppo dei singoli comuni che dovranno essere definiti sulla base delle indicazioni contenute nel Ptcp. Un documento di programmazione che contiene indicazioni su diversi temi, dalle infrastrutture alle zone agricole, dagli ambiti di salvaguardia ambientale all’assetto idrico e idrogeologico. In una parola il Ptcp è lo strumento che fissa gli obiettivi generali di assetto di un territorio, indicandone le conseguenti politiche, misure e interventi di competenza provinciale da attuare.

«Non posso che ringraziare tutte le associazioni economiche, sindacali, le Università, gli ordini professionali che hanno partecipato attivamente all’individuazione degli obiettivi e alle azioni da mettere in campo» ha ricordato ancora De Wolf. «Un ringraziamento particolare va ai sindaci, ai presidenti delle Comunità Montane e dei Parchi, al Comitato tecnico-scientifico, alle Commissioni consiliari provinciali per la collaborazione prestata».

Un risultato di grande rilievo, non solo perché si dota la Provincia del “piano regolatore” di tutti i piani regolatori comunali, ma perché questa Amministrazione – lo ha rilevato con incisività Reguzzoni – assume il Piano di coordinamento dopo aver approvato il piano cave, quello ittico, quello del commercio e dei rifiuti alcuni dei quali votati anche dalle minoranze «segno che – ha ricordato Gianluigi Farioli, assessore provinciale alle politiche comunitarie – abbiamo saputo anche essere convincenti nei confronti dell’opposizione».

«Abbiamo portato a termine tutti gli impegni che avevamo assunto con l’elettorato nel 2002 – ha concluso Reguzzoni - e terminato con un anno di anticipo il nostro programma».

«Se fossimo in una società per azioni – ha commentato scherzando l’assessore alla viabilità, Carlo Baroni - dovrebbero riconoscerci un premio dio produttività».

 

L’approvazione del Ptcp giunge a poco più di tre anni dalla prima conferenza dei sindaci che aveva avviato l’ elaborazione del Ptcp. Era il 19 febbraio 2003 quando a Villa Recalcati venivano gettate le basi per la costruzione del Piano. Il 22 settembre dello stesso anno la Conferenza dei sindaci e dei presidenti delle Comunità Montane (l’organo chiamato ad affiancare la Provincia nella definizione del Ptcp) approvava il regolamento di funzionamento della Conferenza stessa. Tre mesi ancora di lavori e, il 2 dicembre, la Conferenza dei sindaci individuava undici ambiti territoriali fra loro omogenei in cui veniva suddiviso il Varesotto. Così ognuna delle quattro comunità montane costituiva altrettanti ambiti, l’ambito numero 9, quello di Malpensa, era (ed è)  il più vasto territorialmente con 15 comuni componenti e comprendente Busto Arsizio e Gallarate. L’ambito centrale raccoglie Varese e l’hinterland varesino: diciotto comuni in tutto.

Il risultato degli incontri si era concretizzato in due distinti passaggi. l’11 marzo di due anni fa la Giunta definiva e approvava le linee guida e, alla fine di giugno dello stesso anno, venivano presentati gli orientamenti programmatici. Si trattava di un documento largamente condiviso, come aveva allora sottolineato il vicepresidente della Provincia di Varese, Giorgio De Wolf.

All’inizio del 2005 il documento strategico veniva presentato ai sindaci di tutti i comuni della provincia come conclusione di un primo percorso compiuto da Provincia, parti sociali, organizzazioni economiche e produttive del territorio che, muovendo dai documenti e dalle analisi già elaborate avevano definito la “condotta” che avrebbe dovuto sottendere le strategie di crescita e sviluppo. Il documento strategico si occupava di ambiente, paesaggio, agricoltura, competitività, sistemi specializzati, Malpensa, dei rischi del territorio. Per ogni tema erano stati individuati gli obiettivi cui il Piano voleva tendere e, per ciascun obiettivo, le attività da sviluppare per facilitarne il conseguimento.

La bozza del Piano veniva “girato” ai comuni alla fine del 2005 dopo una presentazione alla Conferenza dei sindaci. Tre mesi alle amministrazioni locali per valutarlo e suggerire eventuali integrazioni. Con i suggerimenti giunti dai Comuni (pochi, a dimostrazione del percorso di condivisione delle scelte e delle soluzioni ricercato dalla Provincia)  il Ptcp è stato integrato senza che la sostanza del Piano venisse snaturata.

Ora siamo davvero alle tappe finali. Ci si arriva dopo dieci incontri dell’assemblea plenaria dei sindaci, 56 riunioni con e negli ambiti, 9 con il gruppo tecnico di lavoro che ha affiancato gli amministratori, 14 riunioni di Commissione provinciale e sette incontri con l’ufficio di presidenza della Conferenza dei sindaci.

Fonte: Provincia di Varese

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