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 Dal Mondo

04 Marzo, 2005
Diritto d'asilo
G. Schiamone / ICS: Una svolta è necessaria ed urgente

Nel corso degli ultimi mesi sono accaduti molti eventi che hanno inciso fortemente sulla precaria condizione dei richiedenti asilo e dei rifugiati nel nostro Paese. Possiamo sintetizzare tali eventi in due grosse filoni.

Da un lato si è stabilizzata la nuova procedura di asilo, che con un ritardo di oltre due anni, ha dato attuazione alla nuova procedura di esame delle domande di asilo prevista dalla Legge Bossi-Fini. (L.189/02). Questo regolamento ha tuttavia introdotto ulteriori problematiche nel già confusissimo quadro della nuova procedura d’asilo.

Parallelamente l’Italia ha anche recepito la direttiva UE sugli standard minimi di accoglienza e ha di conseguenza delineato un nuovo sistema nazionale di accoglienza dei richiedenti asilo, inglobandovi (e stravolgendolo in parte) la rete costituita dal sistema nazionale di protezione.

Nonostante alcuni rilevanti aspetti positivi relativi all’attivazione delle commissioni territoriali la situazione complessiva della protezione dei richiedenti asilo nel nostro paese è decisamente peggiorata nel corso degli ultimi sei mesi. Tre sono i nodi principali intorno ai quali si articola la normativa vigente sulla procedura di esame delle domande di asilo:

- L’applicazione della procedura semplificata, che comporta una drastica riduzione delle garanzie nelle procedure di esame delle domande, nonché l'applicazione di misure di trattenimento dei richiedenti, viene legata alle “modalità” dell’ingresso del richiedente asilo ponendosi così in contrasto con il diritto internazionale.

- Il trattenimento stesso del richiedente è in contrasto con i principi generali contenuti nella norma laddove si precisa che il richiedente asilo non può essere trattenuto al solo fine di esaminare la domanda di asilo.

- Il richiedente asilo inoltre, durante il ricorso alla magistratura, conseguente al rigetto della domanda di asilo, non ha alcuna tutela. Rimane così esposto al continuo rischio di essere colpito da un provvedimento di espulsione

Il fatto stesso che il richiedente asilo fugga dalla persecuzione o dalla situazione di guerra e violenza con tutti i mezzi di cui dispone, rappresenta dunque, paradossalmente, una situazione da “punire” invece che una situazione che richiede l’applicazione di forme di protezione.

Le ultime notizie di cronaca, hanno portato in primo piano la vicenda di Abdul Rahman, il cittadino afgano che si è convertito al cristianesimo, e che a Kabul ha rischiato la condanna a morte per apostasia. ICS esprime apprezzamento per la decisione del Governo italiano di concedere asilo a quest'uomo, tuttavia è difficile sottrarsi alla netta sensazione di trovarsi di fronte ad una scelta che non è frutto di una consolidata sensibilità verso i temi del diritto d’asilo, quanto piuttosto ad una decisione estemporanea ispirata a logiche politiche collegate alla campagna elettorale attuale. Evidenti fatti oggettivi depongono a favore di tale lettura: l’Italia è l’unico paese dell’Unione Europea a non avere neppure una legge organica sul diritto d’asilo. Nulla in questa travagliata legislatura che si avvia a conclusione è stato fatto da parte dell’Esecutivo per porre rimedio a tale situazione la cui gravità è tanto grande quanto sconosciuta all’opinione pubblica. La procedura italiana per il riconoscimento del diritto d’asilo è confusa e la sua applicazione è largamente discrezionale; l’esame delle domande non rispetta i criteri di imparzialità, competenza ed indipendenza; le garanzie procedurali assicurate al richiedente asilo sono minime.

L’Italia continua inoltre a non dotarsi di un sistema nazionale pubblico di accoglienza in grado di dare assistenza ai richiedenti asilo che giungono nel nostro Paese. Solo una piccola parte di essi riceve una qualche forma di accoglienza per brevi periodi. Per i rifugiati riconosciuti non è previsto alcun programma nazionale che ne sostenga l’integrazione sociale se si esclude la possibilità di riservare loro, in via residuale, dei posti all’interno del sistema di protezione gestito dai comuni; si tratta di una manciata di posti che per ironia della sorte i rifugiati debbono contendersi proprio con i richiedenti asilo in una grottesca guerra tra poveri. Viene da chiedersi se il cittadino afgano cui l’Italia ha concesso asilo (mentre lo nega, rigettando le domande, a centinaia di altri afgani, giunti nel nostro Paese dopo viaggi di disperazione, in fuga da simili situazioni di negazione dei diritti umani fondamentali) troverà un’accoglienza oppure se, al pari della maggioranza dei richiedenti asilo in Italia non riceverà alcuna assistenza e verrà rapidamente affidato alla buona volontà delle associazioni di volontariato.

Tutto ciò a fronte di circa 10.000 domande di asilo nel corso dell’ultimo anno, un numero di gran lunga più basso rispetto alla media europea. Nel corso della presente legislatura, l’Italia è finita “sotto osservazione” da parte dal Parlamento Europeo e da enti quali Amnesty International a seguito di ripetuti e gravi episodi di mancato rispetto del principio di “non respingimento” sancito dalla Convenzione di Ginevra, espellendo o respingendo alle frontiere migliaia di stranieri che a tutta evidenza fuggivano da situazioni di guerra o di possibile persecuzione. Tra tali episodi spiccano i respingimenti collettivi, condannati dal Parlamento Europeo, attuati dall’Italia verso stati, come è il caso lampante della Libia, che non garantiscono alcuna protezione ai rifugiati.

E’ intenzione di ICS lanciare, insieme ad altri enti ed associazioni che intenderanno condividerne il percorso, una grossa campagna nazionale per l’approvazione rapida di una legge organica sul diritto d’asilo, da trattare con priorità assoluta da parte della nuovo Parlamento che si insedierà nelle prossime settimane. Ritengo importante, infine, segnalare come nel documento programmatico dell’Unione, all’interno della parte del programma relativo all’immigrazione (che presenta anch’esso punti innovativi importanti) sia stata inserita una parte specifica sul diritto d’asilo, aderendo quasi integralmente a proposte e riflessioni avanzate da ICS.  


       CommentoICS


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