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 Da Varese

04 Marzo, 2005
Varese: Cresce in provincia l’offerta scolastica


L’offerta formativa della Provincia piace e attrae sempre più studenti, anche dai territori vicini: è questo il primo dato che emerge dalla lettura dei dati elaborati dall’Osservatorio Permanente sulla Pubblica Istruzione della provincia di Varese.

In questo anno scolastico sono infatti circa 36.000, settecento in più rispetto al precedente, gli studenti che frequentano le nostre scuole superiori, pubbliche e private, di cui 6.500 provenienti dalle vicine province di Como, Milano, Novara e Verbania: una cifra notevole, specialmente se confrontata con i 1.700 ragazzi varesini che al contrario sono “pendolari in uscita”.

Questo forte effetto catalizzatore dell’istruzione varesina è accentuato in particolar modo in città come Saronno, Gallarate, Busto Arsizio e Tradate dove confluiscono moltissimi ragazzi da paesi che sono vicini ma che dal punto di visto amministrativo rientrano sotto altri territori.

L’alto tasso di scolarità, che risulta evidente scorrendo le cifre presentate, trova una conferma nelle elaborazioni che l’Osservatorio Permanente sull’Istruzione della Provincia Varese (OPI) ha effettuato per analizzare il fenomeno della dispersione scolastica tra gli adolescenti nella fascia di età 14-18 anni, soggetti all’obbligo di “assolvimento del diritto-dovere di istruzione e formazione per almeno 12 anni o comunque fino al 18° anno d’età”.

Dei 37.279 ragazzi che secondo l’ISTAT all’ottobre 2005 risultavano essere residenti in provincia, ben 34.707 sono infatti inseriti in uno dei canali previsti dalla Riforma Moratti per l’assolvimento: 29.343 frequentano l’istruzione superiore, 2.377 la formazione professionale, 722 lavorano con un contratto di apprendistato e 2.265 sono i ragazzi che, pur non avendo ancora 18 anni hanno acquisito una qualifica professionale lo scorso anno, assolvendo in questo modo l’obbligo anticipatamente.

Da questi calcoli risulta quindi che la dispersione scolastica sul nostro territorio coinvolge solo 2.572 giovani, pari al 6,9% del totale, un dato che ha tutte le premesse per diminuire in futuro, confermando la tendenza degli ultimi due anni: nell’anno scolastico 2003/04 i dispersi erano infatti il 9,6% del totale e nell’anno successivo l’8,2%.

«Questi dati positivi sono il risultato dell’attenta programmazione dell’istruzione superiore che la Provincia ha effettuato negli ultimi anni. – ha commentato l’assessore al Lavoro, Formazione Professionale e Istruzione, Andrea Pellicini - In particolare, per prevenire e contrastare la dispersione scolastica, è stato molto importante il ruolo giocato dalla Formazione Professionale e dal consolidamento dei suoi corsi triennali, che hanno permesso a quei ragazzi poco motivati agli studi tradizionali, di ottenere una qualifica attraverso percorsi professionalizzanti più flessibili. Inoltre, vorrei sottolineare che proprio grazie al sistema di rilevazione dati dell’Osservatorio provinciale sull’istruzione, che la Provincia di Varese è tra le poche in Lombardia ad aver istituito, siamo in grado di proporre una fotografia ogni anno sempre più precisa, che ci permette di individuare le cosiddette “situazioni a rischio” per poter progettare e realizzare interventi di recupero».

Alle considerazioni di Pellicini è seguito l’intervento di Graziella Giacon, assessore alle Strutture Scolastiche e Pre- Scolastiche, che ha illustrato l’impegno dimostrato fino ad ora della Provincia nell’ affiancare ad un’offerta scolastica di qualità strutture all’altezza, idonee ad ospitare il sempre crescente numero di allievi: «Tale impegno, finalizzato all’adeguamento normativo ed alla messa in sicurezza delle strutture scolastiche, è testimoniato dal rilevante numero di cantieri aperti nelle scuole di competenza provinciale e dal complessivo impegno economico ad esso sotteso, pari a circa 40.000.000 Euro nel triennio 2005/2007. Se da un parte l’aumento dell’ ”utenza” scolastica registrato in questi ultimi anni testimonia la bontà dell’offerta formativa e delle strutture scolastiche, appare evidente la necessità di regolare e se possibile stabilizzare quantitativamente tale utenza, o nde mantenere il rapporto tra studenti e spazi logistici agli alti livelli attuali».

La situazione attuale delle nostre scuole sembra sostanzialmente destinata a non mutare, almeno per il prossimo futuro, stando ai dati relativi alle iscrizioni ai primi dei 35 istituti statali del territorio effettuate lo scorso gennaio.

Su circa 7.600 ragazzi, la compagine maggiore si conferma quella che ha scelto il Liceo, 3.336 iscrizioni, pari quasi al 45% del totale. La preferenza generale è accordata per lo Scientifico, le cui iscrizioni continuano ad aumentare, mentre si registra, almeno rispetto allo scorso anno, un calo all’Artistico e al Linguistico.

Segue poi a ruota l’istruzione tecnica, con 2.417 iscrizioni, quasi il 32%, dove si nota la significativa ripresa degli Istituti Tecnici Industriali, come appare piuttosto evidente a Gallarate e a Saronno.

Infine, la rappresentanza più ristretta è rappresentata dai 1.845 iscritti agli Istituti Professionali, ma anche qui la tendenza è alla crescita, soprattutto per quanto riguarda gli indirizzi di tipo commerciale.

«Le cifre definitive saranno ovviamente note solo a settembre, quando le iscrizioni saranno ultimate. – ha spiegato ancora Pellicini – Inoltre, dobbiamo attendere di conoscere ancora il dato relativo alla Formazione Professionale, le cui iscrizioni sono appena state aperte e si chiuderanno il prossimo 20 marzo.  Per il momento posso solo dire che per il 2006-2007 sarà riproposta l’offerta formativa dell’anno in corso, corrispondente a 43 primi anni. Dalle prime segnalazioni che abbiamo dai Centri stessi sappiamo che purtroppo non sarà possibile accettare tutte le domande di iscrizioni che perverranno. Recenti provvedimenti regionali infatti hanno predisposto risorse inadeguate rispetto alle reali esigenze della Formazione Professionale e l’effetto più evidente di questi tagli saranno, oltre all’impossibilità di attivare nuovi corsi, la riduzione dei fondi per il sostegno degli allievi disabili e la sospensione delle iniziative formative progettate specificatamente per il recupero degli allievi che hanno abbandonato la scuola. Il nostro timore maggiore è che queste limitazioni rallentino o addirittura fermino quella tendenza alla diminuzione della dispersione scolastica che come abbiamo visto all’inizio, siamo fino ad ora riusciti a realizzare. Superando questi problemi di ordine strettamente economico, la Provincia comunque si sta attivando per favorire l’innovazione del sistema scolastico superiore nella sua interezza e grazie alla stretta collaborazione con i Dirigenti Scolastici questo proposito sarà presto tradotto in una programmazione mirata agli specifici bisogni delle diverse aree del territorio. A questo proposito mi riferisco alla promozione e all’avvio dei cosiddetti “Poli formativi”, vale a dire di aggregazioni di istituti di diversa tipologia, ma accomunati dall’appartenenza alla stessa filiera produttiva, per esempio meccanica o turistico alberghiera o grafica».

Fonte: Provincia di Varese

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