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 Politica

04 Marzo, 2005
L’odissea dei pendolari cremonesi
Dichiarazioni del Sindaco di Cremona e del consigliere regionale Luciano Pizzetti (DS-Ulivo)

Per l'ennesima volta questa mattina cittadini e lavoratori pendolari hanno dovuto sopportare stress e fortissimi disagi dovuti a pesanti disservizi di Trenitalia: il treno proveniente da Mantova che doveva giungere a Cremona alle 6,58 non é arrivato.
Ancora un altro, ulteriore, ennesimo guasto lo ha bloccato e non gli ha permesso di proseguire.
Ho incontrato una delegazione di cittadini giustamente esasperati.
Così davvero non é possibile continuare.
E' arrivato il momento che ciascuno si assuma delle precise responsabilità. Occorre da parte dei responsabili un sussulto di dignità.
l Comune di Cremona esprime vive proteste e indignazione, e si schiera al fianco delle centinaia e centinaia di pendolari cremonesi che si sentono continuamente presi in giro da una situazione che rasenta l'assurdo.

Gian Carlo Corada
Sindaco di Cremona

Disagi ferroviari, Pizzetti: “È un problema di soldi, ma anche di dirigenza”

Ennesima odissea e percorso a ostacoli, lunedì mattina, per i pendolari cremonesi. Il treno delle 7 per Milano e quello delle 8 e 20 per Codogno sono stati soppressi: il primo per il solito guasto al locomotore, il secondo per mancanza di materiale rotabile. Da non credere accada nella settima potenza industriale mondiale.
Il convoglio delle 7 è stato sostituito, in ritardo, con un treno corto e freddo. Un inno alla civiltà! Al posto del regionale delle 8 e 20, invece, è stato messo a disposizione un pullman insufficiente a trasportare tutti.
Il pullman, però, arriva in ritardo e le coincidenze per Milano saltano. Si aspetta un’ora nella stazione di Codogno. Al freddo e con sale d’attesa inagibili ormai da mesi. Si chiede di far fermare il primo treno in transito da Codogno per Milano. No, non se ne parla. Si poteva prevedere, allora, che il pullman andasse direttamente a Milano. Neppure a pensarci.
Ora, le risorse per acquistare nuove carrozze e locomotori non ci sono, per quanto a più riprese promesse. Ma un minimo di attenzione ai diritti dell’utenza sarebbe dovuto. Anzi, l’attenzione dovrebbe essere ancora maggiore per alleviare i disagi dovuti a una condizione di linee e materiale rotabile disastrosa e scandalosa. E invece no. Il gestore ferroviario è asettico.
Arrivi tardi al lavoro? Non è affar suo. Saltano appuntamenti importanti? Non lo riguarda. Rischi che vada a monte un contratto? Non gli interessa. Viaggi in piedi e al freddo? Così ti tempri nel corpo e nello spirito. Quello delle Ferrovie si configura ormai come un comportamento delinquenziale. Un vero e proprio attentato contro gli utenti. Contro il diritto alla mobilità.
Le responsabilità sono nette e dirette. È un problema di soldi, ma anche di dirigenza. Chi decide e in base a quali disposizioni? È un problema di organizzazione e di cultura: i cittadini utenti sono la priorità? È un problema di contratto di servizio, continuamente disatteso. Non è più un caso da vertenza provinciale, bensì nazionale. Non è più solo questione organizzativa, ma di decisioni che penalizzano gravemente un territorio e le comunità che lo abitano.
Il tema, dunque, è politico, di scelte di governo. Ecco perché né il Presidente della Regione, né il Ministro delle Infrastrutture possono ancora sottrarsi dall’intervenire direttamente per risolvere la questione.
Serve un atto straordinario per evitare che continui e gravi disservizi si trasformino in un danno per le persone e per le imprese, e in un rischio per l’ordine pubblico.

Luciano Pizzetti
Consigliere regionale Ds-Ulivo
 


       


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