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 Welfare

04 Marzo, 2005
Lodi rimane la penultima provincia lombarda per presenza di stranieri
Raddoppiato il numero degli extracomunitari

 

In quattro anni gli immigrati nel Lodigiano sono raddoppiati passando dai 6 mila del 2000  agli oltre 13 mila del 2004, nonostante questo significativo balzo i numeri confermano la Provincia di Lodi penultima in Lombardia per presenza  straniera, regolare e irregolare. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel V Rapporto sull’immigrazione (studio inserito nel quadro delle attività dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità) presentato questa mattina nella sede della Provincia durante un convegno presieduto dall’assessore provinciale ai Servizi alla Persona, Mauro Soldati.

All’appuntamento, organizzato dalla Provincia con la Fondazione Ismu, hanno preso parte Alessio Menonna, dell’Università Statale di Milano–Bicocca, Gianluigi Cornalba, del Centro Servizi Amministrativi per la scuola, Aly Baba Faye, sociologo dell’associazione “Fratelli d’Italia”, Marianella Sclavi, docente del Politecnico di Milano.

“Il dato oggettivo – scrive Soldati nell’introduzione al volume - è che gli immigrati stanno cambiando la società. Seppur la Provincia di Lodi occupi il penultimo posto nelle Province Lombarde per la presenza di persone immigrate, occorre considerare che la loro presenza cresce e crescerà rapidamente, porteranno con sé le famiglie e, nonostante la recessione e gli ingressi regolari più restrittivi e burocratici, la nostra economia li attirerà come una calamita”

Il Rapporto stima da un massimo del 12 per cento ad un minimo del 7,6 per cento la presenza di immigrati senza regolare permesso di soggiorno.

Per quanto riguarda la provenienza degli immigrati troviamo ai primi posti per numerosità, nell’ordine, gli  albanesi  (2180 unità), i marocchini (1650), i rumeni (1930) e gli egiziani (1210 ). Le grandi aree di provenienze degli immigrati lodigiani vedono un prevalere nettamente l’ Est–Europa  (5400 persone) seguita da quella Nord africana (3600 persone).

La religione maggiormente professata dagli stranieri risulta essere l’Islamismo seguita dal Cattolicesimo. Il grado di istruzione degli immigrati lodigiani è il più alto della Lombardia: il 56,4 per cento ha almeno il diploma, mentre l’ 11 per cento dice di essere laureato.

La condizione lavorativa degli immigrati lodigiani mostra un incremento dell’occupazione regolare. La Provincia di Lodi in Lombardia  è seconda per lavoratori stranieri regolari assunti a  tempo indeterminato.

Dal punto di vista della stabilità abitativa, il 69,5 per cento degli immigrati vive in una casa privata, nel 14 per cento dei casi di proprietà.

Infine, per quanto riguarda la salute gli immigrati lodigiani soffrono di nostalgia, in particolare le persone dell’est-europa e i latino americani, mentre gli asiatici  lamentano le cattive condizioni di lavoro.

Il  convegno è stato anche l’occasione per presentare il secondo volume della collana “Viaggiatori leggeri” dal singolare titolo “I alterNATIVI – Dell’importanza di mediatori: costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiere”.

Un libro – spiega Soldati -  di  immagini di uomini e donne, ragazze e ragazzi, presenti nel Lodigiano con alle spalle storie più o meno recenti di immigrazione, con l’obiettivo di rendere visibile ciò che concretamente fa già parte della nostra vita, ma che molte volte fatica ad emergere di fronte alle notizie univoche che molti media tendono a dare quando si parla di immigrazione”. 

Ufficio Stampa e Comunicazione

mt

 


       


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