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 Da Milano

04 Marzo, 2005
Discorso del Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati
31 Marzo 2005: Inaugurazione Nuovo Polo Rho-Pero

31 Marzo 2005: Inaugurazione Nuovo Polo Rho-Pero

Discorso del Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati

Eminenza, signor Presidente del Consiglio, Signori Ministri, Signori Presidenti delle Istituzioni locali e nazionali, Signori Sindaci, autorità militari e civili, gentili ospiti.

Abbiamo tagliato oggi il nastro della più grande e più bella fiera del mondo. Un progetto strategico per l’intero Paese, che sarà determinante per affrontare al meglio la competizione internazionale. Un avvenimento eccezionale, che senza dubbio si può definire il più grande intervento strutturale nella storia della Milano moderna, un intervento di respiro europeo, dal quale, oltretutto, sono nate rappresentazioni artistiche e architettoniche di altissimo profilo, prima fra tutte la vela progettata da Fuksas, che già di per sé è un simbolo della volontà milanese di esplorare e competere nel mercato globale.

La Fiera di Milano è un’infrastruttura attesa dal sistema economico e produttivo milanese, lombardo e nazionale perché in grado di produrre vantaggi e benessere per la società.

E’ un’opera grandiosa, dunque, la cui realizzazione è stata possibile grazie all’attuazione di un modello di cooperazione tra pubblico e privato, che ha potuto contare nel corso degli anni sull’appoggio di Governi nazionali e amministrazioni locali di diverso colore politico.

Il modo in cui è stata realizzata deve essere modello per lo sviluppo e la realizzazione di grandi infrastrutture così necessarie al nostro paese. Le istituzioni, che qui hanno ben dimostrato di saperlo fare, devono diventare sempre più cabina di regia delle grandi opere e proprio per questo la capacità di governance, di mettere in rete le diverse risorse, sta diventando una delle loro qualità fondanti.

Grazie a questa realizzazione, Milano e la Lombardia potranno promuovere ancor più un nuovo sviluppo economico, che sia da traino per il Paese.

Questa fiera, infatti, ha la sua sede all’interno del più avanzato sistema produttivo nazionale. L’economia della provincia di Milano rappresenta oltre il 10% del Pil italiano e, con i suoi 28 mila euro di reddito pro capite, quasi il doppio della media nazionale, è una delle aree più ricche del paese.

Con le sue oltre 330 mila aziende attive, l’area milanese costituisce il centro produttivo e finanziario del Paese e uno dei centri di ricerca, di tecnologia, di innovazione e di servizi avanzati più rilevante.

Dal secondo dopoguerra ad oggi, ha anche operato come la vera porta dell’internazionalizzazione dell’economia nazionale e ancora oggi costituisce il più rilevante polo d’attrazione degli investimenti stranieri, soprattutto nei settori del terziario, commerciale e finanziario.

Secondo una recente classifica dell’OCSE l’area metropolitana milanese (la cosiddetta Grande Milano) si colloca al tredicesimo posto per competitività, in una graduatoria composta da ben 67 regioni metropolitane di tutto il mondo.

Questo grazie alla capacità dell’area milanese di intuire e affrontare le sfide competitive, ponendosi così nelle condizioni di anticipare e guidare i processi di trasformazione dell’economia.

Il cuore economico dell’area metropolitana milanese è un poderoso sistema produttivo, che può e deve continuare ad essere motore per lo sviluppo del Paese.

La ricchezza che qui si produce è frutto dello straordinario e tenace lavoro di tanti. Qui il lavoro è valore e il lavoro ben fatto è impegno e realizzazione quotidiana di imprenditori, tecnici o semplici operai. Qui l’imprenditorialità è così economicamente rilevante e così socialmente diffusa da poter essere considerata un fenomeno di massa.

Ed è a questo complesso e articolato sistema economico e sociale che la nuova fiera si rivolge prioritariamente. Un sistema che per stare al passo con le regioni europee e mondiali più avanzate necessita di investimenti, a sostegno del suo sviluppo e della sua competitività.

Sono convinto che il miglioramento della competitività del nostro territorio sia prioritariamente legato al potenziamento dei collegamenti.

L’ammodernamento della rete viabilistica e dei trasporti per fluidificare la mobilità interna alla regione, l’alta capacità ferroviaria e i trafori alpini, insieme all’hub di Malpensa, saranno gli strumenti in grado di valorizzare il ruolo del nostro territorio come nodo strategico delle grandi direttrici di scambio e comunicazione con il sud d’Europa.

L’impegno della Provincia di Milano è quello di sostenere lo sviluppo delle linee ferroviarie di alta capacità sulle direttrici Torino–Venezia (Corridoio 5) e Milano–Bologna, potenziare la rete di connessione alla nuova linea Alptransit Gottardo e operare per la realizzazione del terzo valico appenninico per il collegamento di Milano con Genova. Tutto ciò senza dimenticare che sul versante del trasporto ferroviario di merci è imprescindibile la ricerca di soluzioni in grado di decongestionare il nodo di Milano.

Non sempre però le risorse che qui sono arrivate sono state all’altezza delle sfide che questa regione ha di fronte per realizzare gli interventi necessari all’efficienza e alla competitività del sistema. Anche sul governo di area vasta sono necessarie nuove soluzioni istituzionali in grado di meglio governare lo sviluppo.

Sul fronte delle istituzioni la città metropolitana milanese è un’area che ha bisogno di un governo elettivo, rappresentativo di tutto il territorio per poter mettere mano a questioni annose come quelle del traffico, dei trasporti, della infrastrutturazione, della qualità dell’aria e dell’immigrazione. La Provincia di Milano sta lavorando all’ elaborazione di un Piano Strategico che punta a fare un passo in avanti verso questa direzione.

Mentre sul versante delle risorse quella di Milano è un’area che ha bisogno, come stabilisce la Costituzione, di una percentuale definita del gettito tributario raccolto nel suo territorio, ma anche di poter determinare e programmare in anticipo la quantità di risorse da dedicare agli investimenti a sostegno di un nuovo sviluppo.

Questi sono i principi a cui ispirarsi per definire un modello serio e ormai non più rinviabile di federalismo fiscale.

La realizzazione in tempi brevi della nuova fiera, un modello di efficienza, di esempio per tutti sia ora la leva e la spinta per avviare processi di innovazione istituzionale con la realizzazione del governo della Città metropolitana e l’introduzione dell’autonomia finanziaria dei territori.

La nuova Fiera rilancia Milano quale modello di efficienza e può diventare modello e spinta per un grande impegno di modernizzazione del sistema nord - Italia.

Il governo dei processi di modernizzazione e la spinta per un nuovo sviluppo in questa area richiedono la disponibilità di risorse adeguate non solo per i grandi investimenti ma anche per sviluppare un’opera tesa alla costruzione di un nuovo welfare locale. Una nuova e più ampia rete di protezioni sociali per intervenire efficacemente su vecchi e nuovi bisogni, che spesso lo stesso processo di modernizzazione evidenzia o rende più acuti.

Governo metropolitano, autonomia finanziaria quali leve per un nuovo sviluppo in grado di generare maggiore benessere, maggiori opportunità e maggiore sicurezza per l’intera comunità, nessuno escluso. Parafrasando una frase di Henry Ford, fondatore della casa automobilistica americana, che disse "c’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti" possiamo dire che c’è vero progresso solo quando i vantaggi di un impegno modernizzatore della società diventano per tutti.

Ciò che qui si è realizzato è frutto della cultura e della tradizionale operosità lombarda. Per questo la mia riconoscenza va anche alle decine di migliaia di lavoratori che hanno animato il cantiere e un ricordo particolare va a Umberto Tani e Massimo Petterossi, che qui hanno perso tragicamente la vita durante la realizzazione di queste opere.

 


       


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