Home page Scrivi  
 
  WelfareLombardia: punto laico di informazione e di impegno sociale
www.welfareeuropa.it www.welfareitalia.it www.welfarenetwork.it www.welfarecremona.it
 
Chi siamo Links Contatti Collabora con noi
... News Lombardia
 News da

... Welfare canali
Attualità
Costituente Lombarda PD
Costituente PD
Cronaca Lombarda
Cultura
Dal Mondo
Dall' Italia
Dall'Europa
Economia
Ecumenici
Eventi Lombardi
Il caso Tamoil
In Breve
L'Opinione
Lettere a WL
Mediateca
Pace
Pirellone News
Politica
Radio Londra
Sociale
Ultimissime dalla Lombardia
Volontariato
Welfare


... in breve
... Top five links












 Dall' Italia

04 Marzo, 2005
Pollino, «la nostra Amazzonia»
L’ombra dell’Enel sugli alberi abbattuti nel parco nazionale

 

Scempi ambientali a norma di legge nel cuore di un parco nazionale, regolamenti regionali fatti ad hoc per saltare i controlli, Comuni che lucrano, un impianto a biomasse di dimensioni spropositate e l’ombra dell’Enel su tutto.
di Lorenzo Misuraca per Girodivite.it

Scempi ambientali a norma di legge nel cuore di un parco nazionale, regolamenti regionali fatti ad hoc per saltare i controlli, Comuni che lucrano, un impianto a biomasse di dimensioni spropositate e l’ombra dell’Enel su tutto.

«Oltre Kyoto, il Pollino: la nostra Amazzonia». La definizione di Antonio Bavusi, del Comitato Lucano Controllo Scelte Energetiche, sembra la più appropriata per riassumere il rischio ambientale e lo sprezzo delle regole che accompagnano il taglio di migliaia di alberi, tra cui faggi secolari ad alto fusto, avviato nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, che si estende tra Basilicata e Calabria. Contro questa devastazione sono scesi in campo Italia Nostra, Wwf, Lipu e associazioni locali come gli Amici della Terra, l’Accademia Kronos Basilicata e l’Associazione Falco Naumanni. «Nel Comune di Viggianello, in Basilicata, sono già iniziate le operazioni - dice Bavusi - In quell’area sono previsti 30 lotti per un numero complessivo di 1.100 faggi tagliati. Solo per il primo lotto, l’amministrazione locale ha intascato 103.000 euro». Altri 3.500 alberi verranno abbattuti nei territori di Terranova, Francavilla sul Sinni e Castrovillari. «Stiamo parlando di migliaia di alberi tagliati nella zona 1, l’area del parco a Riserva integrale, che dovrebbe essere protetta nella sua totalità - ci spiega Maria Teresa Liguori, presidente di Italia Nostra Calabria - Nel Comune di Castrovillari, ad esempio, sono a rischio zone a protezione speciale e siti d’interesse comunitario come il Bosco della Fagosa, ricco di "faggi serpenti", una rara varietà di faggi dal tronco contorto».

Non deve essere stato facile trovare un escamotage per calpestare le indicazioni comunitarie, la legge di istituzione dei parchi nazionali del ’91, e il Dpr del ’97 che prevede il parere preventivo dell’Ente Parco e del Centro Territoriale del Corpo Forestale Statale (Cfs) per «la valutazione di incidenza di piani o di interventi che interessano siti di importanza comunitaria». La giunta regionale di centrosinistra, guidata da Vito De Filippo della Margherita, c’è riuscita tramite un "trucchetto" inserito nel regolamento regionale: «Con una delibera sugli indirizzi applicativi in materia di Valutazione d’Incidenza viene stabilito che la valutazione è obbligatoria solo nel caso in cui i disboscamenti in aree Sic nelle zone protette siano finalizzati alla conversione di altri usi del suolo - spiega Bavusi - In altre parole, se non si cambia la destinazione d’uso del bosco si può disboscare senza il parere preventivo del Cfs e dell’Ente Parco». Dove si taglia e dove no adesso lo decide esclusivamente l’Ufficio foreste e tutela del territorio della Regione Basilicata.

D’altra parte il presidente dell’Ente Parco, Francesco Fino (commercialista in quota An), sembra aver avuto una reazione piuttosto tiepida di fronte al disboscamento del Pollino, tanto da spingere i consiglieri dell’Ente Parco Luigi Viola (sindaco del Comune di Chiaromonte) e Francesco Fiore (sindaco del Comune di San Severino Lucano) a chiederne le dimissioni.

Ma dove vanno a finire le migliaia di alberi tagliati e caricati sui camion? Maria Teresa Liguori un’idea se l’è fatta: «Il sospetto di noi ambientalisti è che finiscano nella vicina centrale a biomasse del Mercure. Se fosse vero - accusa Liguori - saremmo al paradosso di distruggere un patrimonio naturale inestimabile per produrre energia pulita con fonti non rinnovabili». Anche la valle del Mercure fa parte del Parco del Pollino. E anche la presenza della centrale a biomasse dentro un’area protetta a suo tempo fu approvata dall’Ente Parco. L’Enel, proprietaria della centrale recentemente riconvertita, respinge al mittente ogni accusa: «Enel rifiuterà alberi tagliati in maniera illecita per il funzionamento della centrale del Mercure; nei contratti sottoscritti con le ditte fornitrici è specificato che la consegna verrà effettuata ai sensi del contratto, la ditta fornitrice fornirà idonea documentazione relativa alla provenienza del prodotto». Ma l’Enel gioca con le parole: «la provenienza del legno bruciato nella centrale del Mercure sarebbe certificata solo dall’Ufficio regionale che delibera sui tagli degli alberi e dall’Enel stessa. Se il controllore e il controllato coincidono che garanzie abbiamo della correttezza del procedimento?» si chiede Antonio Bavusi. «E poi c’è un’altra questione: la centrale del Mercure ha una potenza di 40 megawatt, capace di assorbire 400 tonnellate annue di cippato vergine, mentre per la necessità di Calabria e Basilicata basterebbe una potenza di 4 o 5 megawatt. Perché avviare un impianto così sproporzionato? E dove troveranno tutta la legna necessaria?».

Alla seconda domanda risponde in maniera tanto implicita quanto involontaria il comunicato di autodifesa dell’Enel: «Saranno queste due Regioni (Calabria e Basilicata), infatti, i maggiori fornitori di biomassa per la Centrale del Mercure. Solo eventuali integrazioni saranno reperite altrove». Secondo gli ambientalisti locali, viste le dimensioni dell’impianto, sembra improbabile che gli alberi tagliati nelle aree protette non finiscano ad alimentare la centrale. Il perché di un impianto di dimensioni eccessive è da ricercare altrove: «L’Enel potrebbe avere l’interesse ad ottenere un surplus di certificati verdi tramite l’energia pulita del Mercure, per poter inquinare maggiormente con altre centrali» spiega Bavusi.

Intanto, l’Enel ha annunciato a fine settembre di voler abbandonare l’impianto del Mercure per i troppi «rallentamenti burocratici e amministrativi». Gli ambientalisti de "Il Riccio" di Castrovillari e "del Cos. A" del Pollino accusano l’Enel di sventolare la minaccia occupazionale per allentare i controlli.

Anche la sinistra locale si sta muovendo. Dopo gli appelli pubblici di Rifondazione e dei Verdi, i Ds hanno chiesto un tavolo negoziale per ridiscutere la posizione dell’Enel nel Mercure. «Ma i faggi abbattuti nel Pollino sono solo una parte del problema - afferma Pino Paolillo, del Wwf Calabria - Recentemente il Cfs ha scoperto il taglio e l’asportazione clandestina di almeno 40.000 pini in due anni all’interno del parco dell’Aspromonte, senza che nessuno si accorgesse di nulla». Dalle diverse segnalazioni ricevute, pare che anche nel parco della Sila e in quello delle Serre le motoseghe abusive abbondino. E anche qui si parla di una vicina centrale a biomasse, nel crotonese. «L’allarme, per cui abbiamo lanciato una petizione (su www.italianostra.org) viene dalla complicità delle istituzioni locali - accusa Maria Teresa Liguori - Non solo tagliano il personale del corpo forestale, ma vorrebbero riperimetrare il Parco del Pollino, riducendolo di 9.560 ettari».

 


       CommentoFonte:


 Invia questa news ad un'amico Versione stampabile Visti: 1426 | Inviati: 0 | Stampato: 79)

Prossime:
La Card per i pensionati non è la soluzione – 04 Marzo, 2005
Meraviglia del pubblico di fronte alla galleria dei quadri riaperta all’Isola Bella – 04 Marzo, 2005
Filippo Penati A Quarto Oggiaro Per Inaugurare La Quarta Edizione Di Proxpro 2008. – 04 Marzo, 2005
Firma la petizione: S.O.S. disastro ambientale in Campania – 04 Marzo, 2005
Test psicopatologici tuttora vietati nelle scuole del trentino – 04 Marzo, 2005

Precedenti:
Centrale di Tavazzano-Montanaso – 04 Marzo, 2005
Sardegna: Pescatori contro la Nato – 04 Marzo, 2005
ANCI LOMBARDIA: sabato 15 ottobre assemblea regionale – 04 Marzo, 2005
ANCI Lombardia: Lorenzo Guerini nuovo Presidente – 04 Marzo, 2005
Fattorie Sociali: l'imprenditoria ed il ruolo dei disabili – 04 Marzo, 2005








... dalle Province

• Bergamo. POESIA DI NATALE 2010
• Brescia. Il Prefetto di Brescia ha visitato i luoghi simbolo della Città di Lonato del Garda
• Como. frontalieri alla manifestazione europea del 29 settembre a Bruxelles
• Crema. Cappella Cantone non deve diventare una nuova Terzigno
• Cremona. Corso per barman
• Lecco.Dibattito su acqua pubblica
• Lodi.L’Italia dei Valori della Provincia di Lodi si struttura
• Mantova.Eventi di dicembre a Villa Maddalena di Goito
• Milano.Invito a partecipare alla serata di poesia con FRANZ KRAUSPENHAAR
• Milano. AltriMondiali by Matatu
• Milano. Nuovo numero di Altreconomia
• Monza: Concorso di Pittura “Paesaggi di Brianza” 2010 - II edizione
• Pavia. Fiaccolata contro la violenza fascista
• Sondrio.Gravedona: raccolti 35 quintali di lana grazie agli allevatori del Lario e del Ceresio
• Varese. Esordio per due nuovi assessori.





| Home | Chi siamo | Collabora con noi | PubblicitàDisclaimer | Email |
"  www.welfarelombardia.it supplemento di www.welfareitalia.it , portale di informazione on line, è iscritto nel registro della stampa periodica del Tribunale di Cremona al n. 392 del 24.9.2003- direttore responsabile Gian Carlo Storti
La redazione di Welfare Lombardia si dichiara pienamente disponibile ad eliminare le notizie che dovessero violare le norme sul copyright o nuocere a persone fisiche o giuridiche.
Copyright Welfare Lombardia 2002 - 2009