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 Attualità

04 Marzo, 2005
Lecco, Relazione di Sergio Fenaroli al Congresso Federconsumatori
Non è stata accolta la nostra richiesta dalla Regione Lombardia di essere nominati nel Consiglio provinciale della CCIAA di Lecco

RELAZIONE II CONGRESSO - FEDERCONSUMATORI LECCO
Lecco 24 Settembre 2010
Voglio salutare tutti gli amici presenti che hanno voluto rispondere al nostro invito per partecipare ad un appuntamento importante per la nostra Associazione, la vostra partecipazione assume un significato ed una esplicita volontà a rafforzare il tessuto democratico nel nostro territorio e tutti noi sappiamo quanta e quale necessità di questi tempi difficili, ce ne sia tanto bisogno in tutto il nostro Paese.
Aprire una sessione congressuale di una associazione consumerista che pone al centro la tutela dei cittadini utenti, apre una tematica molto ampia e prospettive di lavoro e di ricerca che si misurano ogni giorno con le persone che si rivolgono a noi, con le nostre capacità e competenze, la preziosa collaborazione dei nostri volontari Luigi, Giuseppe, Roberto di tutti i nostri giovani legali, Claudia, Laura, Carlo, Michaela quest’anno si è aggiunto Gaia grazie al Servizio Civile, a tutti loro va il nostro sincero ringraziamento, dai nostri sportelli di ascolto dedicano parte del loro tempo, all’arricchimento ed alla capacità di risposta della Federconsumatori ai cittadini lecchesi che in costante crescita si rivolgono a noi per un aiuto.
Gli iscritti alla Federconsumatori di Lecco al Dicembre 2009, sono 650, quest’anno siamo impegnati a raggiungere questo importante risultato e consolidarlo.
La fidelizzazione dei nostri associati ha raggiunto il 25%, un ottimo risultato, trattasi di persone che riconoscono l’importanza di essere associati pur non avendo l’impellenza e la necessità di un nostro intervento diretto a loro tutela.
Questo dato ci conforta in quanto rappresenta la volontà concreta di una crescente consapevolezza tra i cittadini lecchesi di essere organizzati nella loro tutela, ciò rappresenta uno stimolo ad affinare la nostra azione futura di rappresentanza di interessi, non solo alla tutela del cittadino danneggiato ma alla prevenzione della truffa, del raggiro, della vessazione che sempre più incombe sui cittadini più deboli, pensionati, migranti e lavoratori.

La nostra è una Associazione di parte ma socialmente trasversale, annoveriamo tra i nostri associati, lavoratori dipendenti, pensionati, casalinghe, lavoratori autonomi, commercianti, artigiani ed esercenti che si rivolgono a noi per la soluzione dei loro contenziosi, ci o noriamo di rappresentare e di interpretare i bisogni dei più deboli, non è un caso che il nostro patrimonio genetico provenga dalla CGIL.

Tuttavia valutando criticamente il lavoro da noi svolto in questi ultimi 10 anni dobbiamo amaramente constatare che i livelli di tutela dei cittadini utenti si sono fortemente contratti, la Giustizia rimane sempre una speranza da inseguire, il quadro politico attuale di centro destra non ci conforta.
L’impunità di chi compie reati a danno della collettività è aumentata, la mancanza di rispetto delle regole, dei contratti, l’assenza di autorevoli e tempestivi controlli e la mancata o tardiva applicazione di sanzioni, hanno di fatto reso tolleranti e compatibili nell’opinione comune generale, personaggi politici, grandi dirigenti d’azienda che agiscono impunemente al di sopra di tutto e di tutti, ingenerando sfiducia, amarezza, sconforto e rassegnazione in ampi strati sociali popolari che geneticamente dovremmo rappresentare e tutelare.

La legge per le “azioni di classe” collettive è fortemente depotenziata, questo Governo, subendo i condizionamenti della Confindustria, ha partorito un bambino morto.


Crack finanziari - Risparmiatori traditi.

A distanza di diversi anni risulta insufficiente e lacunosa l’azione giudiziaria e risarcitoria dei cittadini risparmiatori coinvolti, va anche detto che solo una minoranza si sono costituiti nei vari processi penali ancora in corso.
Nessun alto dirigente delle grandi banche italiane è stato condannato per i vari crack finanziari che hanno percorso questo decennio. Dalla madre dei crack ARGENTINA del 2001, alla CIRIO del 2002. alla PARMALAT del 2003, sino a giungere nel 2008 alla più lacerante catastrofe finanziaria mondiale della LEHMAN BROTHERS.
Crack finanziari che hanno varie origini e sfaccettature e contesti economici specifici, ma che tuttavia individuano un comune denominatore diretto ed indiretto, la liberalizzazione e la privatizzazione delle Banche.
Trascurando Leggi e normative procedurali di controllo hanno consentito il perpetuarsi ed il diffondersi del crimine finanziario sino a mettere in discussione alle fondamenta l’attuale sistema di accumulazione finanziaria, a danno non solo dei risparmiatori traditi, ma dell’intera economia del sistema finanziario mondiale, ponendo a nudo esso stesso, tutte le contraddizioni e le iniquità e diseguaglianze da troppo tempo esistenti tra i vari paesi della Terra.

Nel passato in queste condizioni di profonde crisi di sistema internazionale, scoppiavano le guerre, l’Afghanistan e l’Iraq, sono figlie di questa logica di predominio militare, economico e politico che noi non condividiamo e vorremmo che si concludano rapidamente.
La politica, il confronto, il riconoscimento, il rispetto dell’autodeterminazione dei popoli e dei loro governi, sono le condizioni essenziali perché la ragione e la convergenza degli interessi debba prevalere, solo eliminando lo sfruttamento e le diseguaglianze tra i popoli, potremo insieme incamminarci a superare questa crisi epocale che non è solo economico-finanziaria ma nel contempo valoriale e di principi universali.

Nel contempo, nei mesi scorsi, a differenza del 2005, il 70% dei risparmiatori italiani coinvolti dal crack ARGENTINA, hanno accettato la proposta risarcitoria del nuovo Governo di questo Paese, indotto dal Fondo Monetario Internazionale a risolvere il contenzioso insorto, in particolare in Italia, va ricordato che solo le banche italiane hanno rovesciato, sui propri clienti, la loro esposizione con i Bond Argentina.
Siamo tuttavia in attesa di conoscere le modalità ed i tempi di riscossione dell’indennizzo riconosciuto agli obbligazionisti truffati, a tale proposito riteniamo utile coinvolgere anche quei risparmiatori che per svariate ragioni non hanno ritenuto di accettare tale proposta risarcitoria insoddisfacente e molto prolungata nel tempo.
La Task Force, l’associazione inventata dalla banche italiane per tutelarsi dai clienti da loro stessi ingannati, capeggiata da Nicola Stock, è ancora operativa, si è in attesa dell’arbitrato mondiale che dovrà esprimersi circa il risarcimento del Governo argentino per i risparmiatori da loro tutelati, noi non mancheremo come nel passato di vigilare sulla loro azione.

Il processo penale per il crack della CIRIO è ancora aperto al tribunale delle nebbie di Roma, il rischio della prescrizione è molto alto, lo studio Gamberini di Bologna, incaricato dalla nostra Associazione, sta operando con le Banche e le società di rating coinvolte, per consentire una soluzione concordata con risarcimenti parziali adottando le metodologie praticate nei processi per il crack della PARMALAT.

I due processi penali di Milano sul crack della PARMALAT si sono conclusi con la condanna di Tanzi, ma non per le Banche che hanno concordato dei risarcimenti parziali, l’1% con NEXTRA Banca Intesa, 6% con la Deloitte e il 10% con tre banche (Deutsche Bank – Morgan Stanley – U.B.S.), con molta probabilità nei prossimi mesi si raggiungeranno altri accordi e risarcimenti a seguito dei processi ancora in corso a Parma.

Rispetto al fallimento della Lehman Brothers, la questione giuridica è molto più complessa e articolata, è in atto la procedura fallimentare istituzionale Charter 11, prevista dalle leggi degli Stati Uniti, mentre lo studio dell’Avv. Cerniglia da noi appositamente incaricato, sta approntando un dispositivo periziale per giungere ad azioni legali individuali contro le Banche che, hanno trascurato obblighi vincolanti informativi ed anche di controllo previsti dalle nostre leggi, il testo unico di Finanza, hanno di fatto concorso alla truffa dei propri clienti rilasciando obbligazioni Lehman Brothers.
Diverso è il contenzioso che coinvolge i risparmiatori che hanno acquistato fondi assicurativi, a Lecco abbiamo raccolto quasi un centinaio di mandati che coinvolgono la Deutsche Bank e la Zurich Insurance, i quali, a differenza di altri Istituti, ancora ad oggi non hanno concordato una soluzione sindacale da noi proposta, accerteremo in questo caso specifico con i nostri avvocati, nei prossimi mesi, la necessità di un’azione legale a loro tutela.
Sugli sviluppi e le incombenze dei contenziosi giuridici e legali, si soffermeranno con più dettagli e argomentazioni sia Claudia e Laura che da anni svolgono una preziosa vigilanza e collaborazione.

La profonda recessione economica sta mordendo fortemente le condizioni di vita di molti nuclei familiari anche nel lecchese, lo documenta il progressivo indebitamento delle famiglie che non riescono a far fronte ai mutui casa ed ai finanziamenti contratti per garantire il loro sostentamento.
La perdita di posti di lavoro e la messa in cassa integrazione di migliaia di lavoratori denuncia una condizione allarmante ancora non adeguatamente recepita dalle forze che governano il Paese, che preferiscono incentivare contrasti con le comunità migranti la xenofobia ed il razzismo per dividere, disorientare, depistare l’attenzione della nostra gente, fomentare le paure e carpire il loro voto, ed occultare la loro incapacità ed inettitudine a rispondere ai loro doveri e compiti di governo del Paese.

Per noi il lavoro, i diritti, i doveri, sono valori inscindibili.

Gli imprenditori alla Marcegaglia, alla Marchionne ed i ministri alla Tremonti, non ci aiuteranno a portare il nostro Paese fuori dalla crisi. Un imprenditore che pretende di scindere il lavoro dai diritti non è più imprenditore ma esige di asservire i propri dipendenti al suo unico interesse che era, è e, rimarrà il suo profitto.
L’Italia ha bisogno di “altra classe dirigente” che sappia assumersi le responsabilità della guida del nel nostro Paese che sappia far convergere e unire tutti gli italiani.

Il permanere e l’estendersi dell’incertezza del lavoro, la mancanza di un reddito adeguato a fronteggiare le incombenze di ogni giorno, inducono molti lavoratori e pensionati a ricorrere ed incentivare il Credito al Consumo, aumentando in questo contesto la loro esposizione a rischio di truffe e raggiri di faccendieri economici senza scrupoli che sempre incombono, utilizzando un sistema legislativo fortemente inadeguato a tutelare il cittadino utente e consumatore.
Lo stesso Codice del Consumo lamenta dei ritardi e delle lacune non più accettabili, sempre più, malgrado le esperienze negative del passato, ci si trova a combattere contro Finanziarie ed imprenditori che ingannano impunemente migliaia di cittadini che li inducono a firmare dei contratti di finanziamento per beni e servizi che dopo poco tempo non vengono garantiti e occultano le loro responsabilità con fallimenti, imponendo al malcapitato cliente di pagare un bene che mai riceverà.
Molti sono i casi che abbiamo affrontato e risolto in questi anni, grazie alla nostra iniziativa sindacale, purtroppo alcuni casi si sono conclusi negativamente come il fallimento della Damiano Due di Merone, inspiegabilmente il giudice ha avvallato il comportamento dell’azienda, lasciando nello sconcerto i loro clienti truffati.
Ribadiamo pertanto in questa sede congressuale, la necessità di estendere la corresponsabilità sia dell’operatore economico e della Finanziaria imposta al cliente, ed annullare il contratto in casi di inadempimenti palesi come la mancata fornitura del bene e/o di sparizione dell’imprenditore.

Aumentano sempre più le segnalazioni alla Centrale Rischi, la CRIF Rossa, di persone che non adempiono ai loro impegni finanziari, i ”cattivi pagatori” questo è il termine che li identifica e li emargina dal mondo, non esiste di pari passo anche per un principio di reciprocità, una “Centrale Rischi” per gli “imprenditori inadempienti” che sempre più sono in aumento nel raggirare i propri clienti, anche questo è un problema da affrontare.

Chiudendo questo capitolo voglio esprimere una amara considerazione, constatata in particolare negli Stati Uniti ma anche in altri Paesi come in Brasile dove la pratica dell’indebitamento dei lavoratori e pensionati sia estremamente diffusa e articolata sino ai negozi per acquisti di generi alimentari sino ai ristorantini, con l’utilizzo di “carte di debito” revolving, tanto da indebitare in termini espositivi per oltre 5/10 anni milioni di persone.
Questo fenomeno è ovviamente compatibile e funzionale a queste società consumiste, dove le persone sono considerate massa da sottomettere, dividere, indebitare ed espropriare anche dei loro sogni. Una persona, una famiglia indebitata è una persona meno libera, propensa a pensare unicamente ai soldi, trascurando i loro diritti e la loro libertà.

Credo che il nostro Paese sia fortemente indirizzato in questa direzione, dobbiamo invertire questa drammatica rotta, imposta dal profondo degrado della classe dirigente, di governanti incapaci ed insensibili alla tutela dei cittadini ed al rispetto delle Istituzioni democratiche.

Quando mi riferivo all’abbassamento dei livelli di tutela del cittadino utente, constatavo le migliaia di cittadini truffati da grandi tour operator che operano nel turismo, i fallimenti di TODOMONDO e MYAIR, in questi ultimi mesi si è aggiunto anche i Viaggi del Ventaglio.
Truffe di milioni di Euro che con molta probabilità, non consentiranno alcun risarcimento alle persone malcapitate che, sia pure rivolgendosi a noi ed alla Magistratura che sta indagando le attività di queste società fallite oggi insolventi, non ristorneranno alcun risarcimento ai clienti da loro derubati.
I legali da noi incaricati hanno comunicato che dai Tribunali di Vicenza e di Genova le Società indagate, non hanno disponibilità finanziaria alcuna.
Rimane unicamente il Fondo di Garanzia al quale rivolgersi, costituito soltanto dall’Aprile 2009 a seguito di nostre insistenti denunce per la debolezza di strumenti legislativi e di contrasto a questi fenomeni criminali in preoccupante crescita.
Questo “fondo di garanzia” che al momento è solo nella parola, in quanto dovrà autofinanziarsi tramite l’utenza stessa, pertanto nelle migliore delle ipotesi, per chi ne avrà diritto, dovranno attendere non meno di 10 anni, siamo davvero in una situazione disarmante.

Oltre il 60% del nostro contenzioso individuale coinvolge le grandi Società di erogazione di servizi, comunemente definite “grandi utility”, dalla telefonia 40%, energia elettrica 6% il Gas 12% e Acqua 2%.
Possiamo dichiarare, senza alcuna paura di smentita che la privatizzazione di questi grandi servizi ha consentito l’incentivazione ed un aumento spropositato di truffe e raggiri ed in alcuni casi l’arricchimento indebito di questi grandi Gestori privati alle spalle di tutti noi cittadini utenti più o meno consapevoli.

Abbiamo raccolto alcuni risultati positivi, tuttavia riscontriamo una profonda inadeguatezza di confronto e di adeguato contrasto a comportamenti arbitrari e vessatori documentati con l’invio di bollette illeggibili, come recentemente recapitate nelle case degli utenti di ENEL GAS, è una vergogna, le abbiamo denunciate anche all’AEEG che per la prima volta è intervenuta con celerità.

In questo ambito è necessario affinare la nostra iniziativa, supportata da una maggiore conoscenza, lo studio e la ricerca di sistemi informatici che ci consentano di comprendere e analizzare la composizione dei vari costi e delle varie voci che concorrono a costruire la bolletta della Luce, del Gas, del Telefono e dell’Acqua, in termini autonomi, garantendo un controllo reale ed effettivo dei rispettivi consumi.
Non possiamo continuare avvalendoci unicamente dei call center, quando funzionano, di queste grandi utility per affrontare i sempre più crescenti contenziosi.
Le Commissioni Conciliative trovano la loro legittimità in sede regionale, per ogni specifico comparto e settore di riferimento, con conciliatori competenti e capaci, in Lombardia, abbiamo costruito una buona squadra di collaboratori determinati che sappiano affiancare l’utente malcapitato, coinvolgendolo direttamente nel contenzioso senza escluderlo come vorrebbero le nostre controparti.

L’esperienza positiva di TELECOM va difesa ed arricchita ed estesa a tutti i Gestori, purtroppo constato che anche TELECOM sta gradualmente abbandonando questo modello per appiattirsi ed annullare il confronto diretto introducendo modalità e metodologie “impersonali o n line” che dobbiamo contrastare.

L’arricchimento indebito di queste grandi utility avviene a scapito dell’utenza, allorquando anche il minimo errore non rilevato di alcuni Euro, riprodotto a milioni di utenti, garantiscono guadagni illeciti difficilmente rilevabili e quindi impuniti.
Un’altra pratica diffusa, questa sì, evidente e più volte da noi denunciata, quando con riferimento ai consumi ad esempio del Gas metano, malgrado le puntuali autoletture segnalate dall’utente, giungono a casa delle fatture costruite su “consumi stimati” di 100 – 150 mc. in più da quelli effettivi rilevati dal contatore. In questi casi, molto diffusi e generalizzati, l’utente si trasforma quale banca a loro disposizione, ovviamente con tutti i vantaggi esclusivamente ed impunemente a loro favore.
Sono procedure illecite, vessatorie che devono cessare, la privatizzazione di questi servizi ha di fatto moltiplicato gli atti illeciti nel nostro Paese, non di certo il pluralismo e la libera concorrenza come sostenuto da molti ed interessati “soloni”.

La FEDERCONSUMATORI è interamente impegnata nella battaglia contro la liberalizzazione e la privatizzazione di un bene primario fondamentale e vitale come l’acqua, abbiamo contribuito alla raccolta di firme per il referendum abrogativo del decreto Ronchi, siamo impegnati in tutte le sedi politiche ed istituzionali a contrastare questa ennesima e sciagurata soluzione incentivata da questa compagine governativa.

Analizzando complessivamente le centinaia di contenziosi affrontati in questi anni dobbiamo trarre delle considerazioni positive.
E’ indubbio il fatto che il nostro affiancamento alla singola persona in difficoltà, può garantire un elevata probabilità di successo, il problema è che ancora ad oggi, dopo 10 anni di lavoro e di presenza, non riusciamo ad intercettare molte persone, troppe non sanno dove e a chi rivolgersi.
E’ provato che solo una esigua minoranza dei cittadini truffati sappiano come difendersi, un esempio per tutti, il crack PARMALAT, la Federconsumatori con lo Studio Gamberini è riuscita a rappresentare circa 2.850 persone, quando i risparmiatori truffati sono oltre 80.000, questa vicenda tanto discussa e ripresa dai giornali e televisioni, la dice lunga sulle capacità e le volontà degli italiani, sembra che prevalga la rassegnazione, la sudditanza ed il silenzio, è grave.

Siamo molto preoccupati, per un contenzioso ancora aperto con la Regione Lombardia sulla vicenda del “Bollo-Auto” per gli anni 2000, 2001 e 2002, la vicenda insorge, quando nel 2005, la stessa decreta la prescrizione del pagamento del bollo auto da 3 a 5 anni e contemporaneamente chiede il pagamento anche degli anni precedenti, sino a quel punto prescritti. E’ un fatto per noi anticostituzionale, ciò nonostante Equitalia promuove azioni intimidatorie e di aperto ricatto con minacce di pignoramento di beni a quegli automobilisti che di fatto non potevano accertare la tracciabilità del loro pagamento, di fatto anche impediti sia da Poste Italiane e da Lottomatica che non garantiscono la tracciabilità dei pagamenti.
Riteniamo che su questo specifico problema l’istanza regionale della nostra Associazione debba prevenire ed incalzare Regione Lombardia, sia pure in attesa che la Commissione Tributaria Provinciale di Milano si esprima circa la legittimità di tale decisione e sui ricorsi promossi dalla struttura milanese, trascurare questa vicenda contro la Regione Lombardia che l’ha autorizzata, potrebbe incrinare anche la nostra credibilità, dobbiamo combattere le minacce e l’intimidazione esercitata con il ricatto del pignoramento di EQUITALIA.

Vogliamo evidenziare in questo contesto congressuale una vicenda molto delicata ed interessante che ci sta consentendo di entrare in un terreno nuovo di iniziativa che è quello rappresentato dell’istruzione professionale e dai molti Istituti privati che la promuovono in città e nel territorio.
Nello specifico coinvolge l’Istituto Professionale Paritetico della Casa degli Angeli di Lecco, la direzione di questa importante scuola privata, decide solo dopo due mesi dall’inizio dell’anno scolastico 2009-2010 di chiedere un aumento di 540,00 Euro la retta annuale (+20%).
Alcuni genitori ci contattano, chiedendoci un nostro parere per individuare motivi e ragioni ed opporsi a tale esosa, impropria e ritardata richiesta dopo soli due mesi dall’inizio dell’anno scolastico.
Contattiamo la Direzione della scuola, riscontrando conferma di tale richiesta, contestiamo le modalità da loro adottate e la consistenza dell’aumento richiesto, richiamandola ad un comportamento di maggiore trasparenza e di coinvolgimento sia dei genitori ma anche dei ragazzi ritenendo tale fatto diseducante proprio nei loro confronti rispetto al loro processo formativo.
Decidemmo in prossimità di fine anno di uscire con un comunicato stampa “Regalo di Natale alla Casa degli Angeli di Lecco rette + 15%” venne ripreso solo parzialmente da alcuni giornali locali senza grande enfasi.
Questo fatto ci consentì di raggiungere altri genitori che osteggiavano tale decisione, comunicata con una semplice lettera trasmessa a casa dai ragazzi stessi, priva di argomentazioni che motivasse un aumento del 20% della retta da poco concordata, segui anche una nostra richiesta di incontro rimasta disattesa.
Successivamente, con una lettera indirizzata ai genitori datata 22 Gennaio 2010, il Presidente dell’Istituto, elencava gli interventi adottati e le ragioni per giustificare l’aumento richiesto, inoltre in quella lettera, indirizzata ai genitori e non alla nostra associazione, in termini impropri rispondeva alla Federconsumatori di Lecco accusandola di superficialità e di avere di fatto generato “malcontento e confusione”.
Ovviamente cogliemmo l’occasione per rinnovare la richiesta di un incontro chiarificatore, senza ottenere disponibilità alcuna, ciò ci indusse a redarre un volantino informativo che distribuimmo brevi mani agli studenti, nel quale si invitavano i genitori a mantenere ferma la loro posizione, offrendo la nostra disponibilità a patrocinare la loro legittima battaglia.
Sono oltre 400 gli studenti e le famiglie coinvolte, solo una decina di genitori al momento ci hanno conferito il mandato per una loro tutela.
Ci auguriamo di potere risolvere positivamente il contenzioso insorto, in quanto siamo fortemente convinti di misurarci con un autentico abuso, convinti di sostenere una legittima battaglia sia pure condivisa da pochi, ma determinati genitori che non intendono subire un’ingiustizia.

La comunicazione, l’informazione è per noi indispensabile per giungere alle persone, l’utilizzo di ogni strumento che ci consenta tale obbiettivo va intelligentemente utilizzato tenendo conto dei mezzi disponibili sia quelli multimediali, informatici, i midia tradizionali non escludendo le assemblee in ogni dove ognuno volesse chiamarci ed il passa parola, credo che quest’ultimo, anche ad o nore, sia stato il mezzo più efficace.
Stiamo operando per aggiungere al sito nazionale e regionale anche un sito apposito della Federconsumatori di Lecco, proprio per evidenziare fatti ed eventi specifici del nostro territorio.

In questi ultimi anni abbiamo cercato nei limiti delle nostre capacità e di tempo disponibile di occuparci in termini organici e generali delle tematiche di vita che ci coinvolgono al fine di conferire un adeguato peso e valore al nostro ruolo ed alla nostra funzione nella società.
E’ con questa ottica e prospettiva che con tutto l’entusiasmo necessario ci siamo misurati con le tematiche sociali ed economiche della vita delle persone in montagna.
Il territorio della nostra provincia di Lecco è per 2/3 situato in montagna, dove vivono abitualmente il 18% della popolazione, abbiamo ritenuto corretto iniziare un percorso valorizzando proprio la necessità di incentivare e garantire a queste popolazioni le condizioni di permanenza e di presidio della montagna in maniera innovativa e solidale.
E’ indubbio che dal punto di vista dei servizi, dei trasporti, dell’istruzione, per non parlare della assistenza sanitaria, vi siano profonde disparità e disagi incolmabili proprio per la distanza fisica che differenzia in rapporto alla fruizione stessa dei servizi.
Per queste ragioni abbiamo promosso il nostro convegno di “Vivere in montagna, quale futuro?” nell’ottobre scorso a Premana, comunità simbolo per Lecco e la Valsassina, le proposte e le indicazioni che sono emerse da quel dibattito che ha visto quali protagonisti diversi sindaci delle comunità montane del territorio, sono parte integrante dei nostri temi congressuali.

Con lo stesso slancio e volontà e grazie al lavoro ed alla ricerca di alcuni nostri associati, ci stiamo misurando con la nuova Amministrazione della Città di Lecco, sostenendo alcune nostre idee e proposte quale contributo al Piano di Governo del Territorio, che verrà approvato entro fine anno.

Ci auguravamo per la nostra città, un cambio di registro, ci siamo spesi con successo in questa direzione con il necessario e misurato entusiasmo, intendiamo offrire una nostra specifica visione dei problemi proprio partendo dall’ottica del cittadino utente consapevole e partecipe alla vita della città.
Le nostre proposte sono state da noi dibattute nel convegno appositamente convocato il 29 Giugno u.s. e presentate all’Amministrazione, ci auguriamo che possano concorrere con il supporto e la ricerca dell’insieme delle organizzazioni economiche e sociali della città al futuro di Lecco, capoluogo e città diffusa nel territorio e aperta alle popolazioni circostanti, favorendo un dialogo ed un confronto ancora inesistente tra Amministratori di schieramenti opposti che guidano la Provincia e la Città di Lecco, da noi appositamente invitate, rispetto alla nostra proposta sulla viabilità da e per Lecco di rilanciare la metropolitana leggera nel lecchese.

Il nuovo gruppo dirigente che verrà eletto da questa assemblea congressuale dovrà continuare il cammino intrapreso nella consapevolezza di adempiere compiutamente alla propria missione in rappresentanza e a tutela di tutti i cittadini utenti.
Noi non siamo un partito politico, ma a noi compete il dovere e l’obbligo di indicare agli Amministratori eletti, soluzioni e proposte che riscontrino i bisogni delle persone che a noi si rivolgono, siamo orgogliosi della nostra autonomia ed intendiamo esercitarla compiutamente, la nostra è una Associazione che è incompatibile con cariche politiche e/o Amministrative.
Ci ripromettiamo nei prossimi mesi di dibattere un tema che ci sta particolarmente a cuore “la viabilità, la sicurezza stradale, la prevenzione degli incidenti nella Provincia” coinvolgendo su questo tema gli attori e le Autorità istituzionali preposte alla viabilità e sicurezza.

Non è stata accolta la nostra richiesta dalla Regione Lombardia di essere nominati nel Consiglio provinciale della CCIAA di Lecco in rappresentanza delle Associazioni dei consumatori, ritenevamo corretto che vi fosse una regola di rotazione e alternanza tra le varie Associazioni esistenti a Lecco.
E’ evidente che i meccanismi di scelta non sono del tutto imparziali, la legittimazione della Federconsumatori come affermavo all’inizio va costruita sul campo, tuttavia riteniamo che la rappresentanza istituzionale sia più aderente e rappresentativa alla realtà territoriale.

Ribadiamo quale problema prioritario e di contenuto in questo congresso, favorire una maggiore sinergia e convergenza di elaborazione con tutte le Associazioni consumereste lecchesi che abbiamo invitato a questo appuntamento, ci attendiamo una reciprocità di comportamenti e disponibilità e di apertura, oggi inesistente.

Con la CGIL di Lecco che ci ospita e che ha contribuito alla nostra nascita, evidenziamo la necessità proprio in funzione della nostra crescita rappresentativa e di autonomia politica e finanziaria, di aggiornare la convenzione per individuare operativamente una maggiore sinergia con l’insieme delle categorie del lavoro i pensionati e lavoratori dalla stessa rappresentati.
La rispondenza ed il grado di simpatia riscontrato con la scelta del 5x1000 dei cittadini contribuenti lecchesi, ci colloca ai livelli più alti in Lombardia, tuttavia ci indica un terreno di lavoro importante che non può essere trascurato da entrambi.

Concludo questa relazione convinto di non avere esaurito o affrontato altri argomenti altrettanto degni di attenzione ed iniziativa, questo spazio lo lascio ai vostri interventi che mi auspico evidenzino le manchevolezze e gli indubbi ritardi che la nostra giovane Associazione si ripromette di affrontare nel prossimo futuro.
Il Presidente Federconsumatori Lecco
Sergio Fenaroli

 


       


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