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 Cronaca Lombarda

04 Marzo, 2005
Uffici giudiziari di Brescia. Massiccia partecipazione allo sciopero
Il documento rivendicativo dei lavoratori

Uffici giudiziari di Brescia. Massiccia partecipazione allo sciopero
Il documento rivendicativo dei lavoratori
DOCUMENTO DEI LAVORATORI UFFICI GIUDIZIARI DEL DISTRETTO DI BRESCIA
La massiccia partecipazione allo sciopero del 5 febbraio 2010 ha consentito di ribadire, senza ombra di dubbio, il fermo NO dei Lavoratori giudiziari all’ipotesi di C.C.I. sottoscritto dall’Amministrazione e da due sole sigle sindacali (CISL e CONFSAL-UNSA) non rappresentative della maggioranza dei Lavoratori del settore.
L’ipotesi sottoscritta continua a perpetrare la decennale ingiustizia nei confronti degli stessi, non riconoscendo loro le funzioni superiori effettivamente svolte da oltre 20 anni.
I Lavoratori Giudiziari del Distretto di Brescia, riuniti l’11 febbraio 2010 in Assemblea indetta dalle R.S.U., hanno sottolineato l’assoluta assenza sia di serie politiche tendenti all’effettivo miglioramento del “servizio giustizia”, sia di investimenti per provvedere all’insufficienza ed inadeguatezza delle risorse materiali e soprattutto umane, per svolgere nel migliore dei modi un’attività di assoluto pubblico interesse, sia di risoluzione delle problematiche che impediscono di rispondere alle legittime aspettative dei lavoratori del settore, per il progressivo miglioramento della loro condizione professionale e lavorativa.
Pertanto, i Lavoratori degli Uffici Giudiziari del distretto di Brescia
s o t t o p o n g o n o
all’attenzione degli Uffici Ministeriali competenti, all'Associazione Nazionale Magistrati, agli Enti territoriali interessati, agli Organismi di Governo, all’Opinione Pubblica ed a tutti gli organi di informazione, anche per il tramite delle R.S.U, una serie di proposte per superare le problematiche che allo stato affliggono l’Amministrazione della Giustizia. Problematiche colposamente sottaciute da decenni a discapito dei diritti dei Lavoratori del settore e del buon funzionamento della Giustizia.
A) CIRCOSCRIZIONI E PIANTE ORGANICHE
E’ necessario dare sollecita risposta alla richiesta avanzata da più parti di revisione delle circoscrizioni giudiziarie e, quindi, delle piante organiche degli uffici in esse comprese, individuando criteri oggettivi per la formazione delle stesse, non ancorati alle attuali contingenze, ma determinati dopo attenta analisi degli effettivi carichi di lavoro, bacino di utenza, incidenza delle tipologie di reato, valutazione socio economica del territorio.
E’ da tempo evidente che, in molti uffici giudiziari, la pianta organica del personale amministrativo (così come quella dei Magistrati), è assolutamente sottodimensionata rispetto alle reali necessità (basta, per tutti, l’esempio del Tribunale di Brescia, quinto tribunale d’Italia per bacino d’utenza - 1.104.237 abitanti - eppure drammaticamente in fondo alle classifiche stilate in base al rapporto utenza/organici amministrativi - per non dire di quello dei magistrati); ciononostante, nel corso degli anni, si è provveduto ad ulteriori, sconsiderate, riduzioni di personale.
Per potere operare bene, pertanto, è necessario e imprescindibile un contributo decentrato per l’individuazione delle necessarie
a) figure professionali;
b) quantità di addetti per ogni figura professionale, considerando anche l’incremento delle attività amministrative dovute al decentramento delle competenze dall’Amministrazione Centrale agli Uffici Periferici distrettuali, cui non è conseguito alcun ampliamento d’organico.
Nella valutazione delle piante organiche così come sopra individuate, si dovrà prevedere anche la copertura dei posti di fatto vacanti a seguito del distacco o comando di personale al Ministero o ad altra sede giudiziaria.
B) MOBILITA’ INTERNA
Portando sollecitamente a soluzione quanto illustrato al punto A), si possono bandire gli interpelli che consentirebbero al personale in servizio di vedere finalmente esaudita la possibilità di trasferirsi in sedi più vicine alla loro residenza.
Si ricorda che, negli ultimi 10 anni, vi è stato un solo interpello (nel 2007) atto a soddisfare le legittime richieste di mobilità interna dei lavoratori della giustizia. Interpello, quello del 2007, bandito sulla base di un accordo, poi completamente disatteso, che prevedeva una pubblicazione dei bandi di mobilità con cadenza annuale (art. 2 dell’“Accordo sulla mobilità interna del personale giudiziario” sottoscritto in data 27-3-2007).
C) INDENNITA’ DI TRASFERTA
E’ nota la carenza di organico di numerosissimi uffici giudiziari (si pensi agli uffici del giudice di pace, il cui organico non è mai stato veramente completato), che riescono, quindi, a svolgere la propria attività solo perché vengono applicati – a volte anche per lunghi periodi – lavoratori di altri uffici che ne assicurano la funzionalità. Per compensare questi colleghi, che spesso devono raggiungere sedi lontane, è necessario ripristinare l’indennità di trasferta (come è già stato fatto per l’Agenzia delle Entrate).
D) FORMAZIONE DEL PERSONALE
Costante e relativa a tutte le materie di interesse (dall’uso della lingua per gli addetti agli “sportelli”, all’uso degli strumenti informatici anche di base), nonché all’addestramento continuo sui pacchetti software normalmente in uso negli uffici giudiziari.
E) UFFICI RELAZIONI CON IL PUBBLICO
Si rende necessaria, quindi, la rapida costituzione ed individuazione di nuovo personale addetto (naturalmente opportunamente formato, per dare risposte rapide e competenti alle migliaia di quotidiani fruitori del servizio giustizia), dal momento che porterebbero sicuro “sollievo” ai colleghi operanti nelle cancellerie e segreterie, che con ciò renderebbero maggiore efficienza ai propri compiti istituzionali.
F) DOTAZIONI TECNICHE E RISORSE MATERIALI
Garantire l’immediato ricambio delle dotazioni tecniche informatiche obsolete, dotate peraltro di sistemi operativi desueti, a volte incompatibili con i software di quotidiano utilizzo.
In quest’ottica, garantire anche l’immediata implementazione di risorse umane presso le Sezioni CISIA dislocati a livello di Corte di Appello, dal momento che i CISIA, avendo competenza interdistrettuale, abbracciano più regioni (il Presidio CISIA di Brescia annovera tra le proprie competenze, oltre che il Distretto di Brescia, anche le regioni Trentino Alto Adige e Veneto e Friuli Venezia Giulia, con soltanto tre unità tecniche).
G) FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE
FUA (quota produttività) implementato da quote provenienti da risparmi di amministrazione, dal recupero crediti nel settore giustizia, nonché dalle somme incamerate dal Fondo Unico Giustizia, venga destinato a remunerare il giusto riconoscimento professionale (nonché economico) delle funzioni, con grande sacrificio e senso di responsabilità, effettivamente svolte dal personale giudiziario.
E’ imprescindibile la sua distribuzione a tutti i legittimi titolari del fondo stesso, ricercando ulteriori risorse per premiare la migliore produttività, concertata in sede decentrata con il Dirigente (si pensi ai risparmi di esercizio che si potrebbero ottenere portando a termine la revisione delle circoscrizioni, con l’accorpamento di vari uffici giudiziari).
H) INDENNITA’ DI AMMINISTRAZIONE
E’ noto che l’indennità di amministrazione del nostro settore, nonostante la denominazione, è un emolumento “costante” e non accessorio della retribuzione del personale giudiziario (si pensi a quanto ammonterebbero le retribuzioni del settore in assenza di detta indennità). Da ciò ne deriva che detto emolumento deve essere inserito, come peraltro già previsto per altro Dipartimento dello stesso Ministero (D.A.P.) in quota A e non in quota B nei conteggi relativi alla pensione, cioè garantito pensionabile al 100% e non, come nell’attuale sistema, sulla base media decennale.
Si richiede, inoltre, che tale indennità venga inserita per intero anche nel conteggio della 13^ mensilità.
I) RIQUALIFICAZIONE
E’ incredibilmente scandaloso che il dicastero destinato all’amministrazione del sistema giustizia, possa sopportare l’immensa “ingiustizia” che l’unico dipartimento di tutta la pubblica amministrazione italiana che non ha potuto procedere alla riqualificazione del personale in servizio, sia proprio quello dell’organizzazione giudiziaria, cioè proprio quel personale che quotidianamente svolge la propria attività perché il “servizio giustizia” funzioni al meglio per rispondere, con competenza e celerità, alla richiesta di giustizia, costituzionalmente garantita, avanzata dai cittadini.
E’ assolutamente impensabile che siano trascorsi “inutilmente” dieci anni, senza che le migliori competenze del dicastero, unitamente alle OO.SS. (nate, si pensi, per la tutela di tutti i lavoratori) siano riusciti a trovare un “accordo” per superare gli ostacoli che impediscono al detto personale di acquisire, né più né meno, ciò che tutti gli altri colleghi, anche di altri dipartimenti dello stesso dicastero, hanno ottenuto da svariati anni con decorrenza dal 5 aprile dell’anno 2000.
Questa discrasia doveva e “deve” essere superata, soprattutto per salvaguardare la dignità di decine di migliaia di lavoratori, che hanno visto “calpestati” i propri diritti, ai quali anzi è stato richiesto di dare sempre di più in termini di professionalità.
Per tutti questi motivi, partendo dal presupposto che:
- che il Fondo Unico di Amministrazione è costituito con i fondi che dovevano servire per la vecchia nostra riqualificazione mai attuata e che pertanto quei soldi ci “appartengono”;
- che siamo l’unico dipartimento di tutta la pubblica amministrazione non “riqualificato” e che sono ormai dieci anni che vanamente si spera di riuscire a farlo;
- che sono state abbandonate da anni finanche le procedure relative all’attribuzione delle posizioni economiche “super”;
- che sono più di venti anni (dall’introduzione del giudice unico) che il personale degli uffici giudiziari si sacrifica per mantenere un livello accettabile di amministrazione della giustizia;
- che tutto il personale degli uffici giudiziari si merita per questo “un congruo risarcimento”,
la proposta avanzata dai Lavoratori Giudiziari del Distretto di Brescia è questa:
immediato passaggio per tutti, compresi coloro che si trovano in posizione apicale d'area, alla qualifica/profilo giuridico immediatamente superiore all’attuale (compensando così l’effettivo blocco della carriera subito), analogamente a quanto già ripetutamente accaduto per altri Ministeri (Ministero delle Finanze), a giusto risarcimento per anni di legittime aspettative dei lavoratori del sistema giustizia puntualmente disattese (mai precedentemente riqualificati - ultima riqualificazione anno 1989) ed in considerazione del fatto che tutto il personale indistintamente in questi anni ha svolto mansioni superiori o non appartenenti alla propria qualifica.
A tal fine, visto lo "slittamento verso l'alto" di tutto il personale, si chiede che le attuali vacanze di organico vengano coperte con nuove assunzioni nella qualifica professionale di partenza (area A).
In sede di prima riqualificazione se ne richiede la relativa decorrenza economica a far data dall’1 gennaio 2005, con corresponsione dei relativi arretrati.
Sempre a titolo “risarcitorio” si chiede che, con decorrenza 1° gennaio 2005, le somme stanziate per il FUA, vadano a confluire nella retribuzione dei dipendenti degli uffici giudiziari, in particolare che la somma lorda mediamente corrisposta in questi anni per ogni posizione economica a titolo di “produttività collettiva” venga inserita nella voce “stipendio tabellare annuo lordo” della nostra retribuzione.
La riqualificazione va attuata prima di procedere, come è stato fatto fino ad ora, all’assunzione di personale proveniente da altre amministrazioni, personale che, tra l’altro, può aver beneficiato, presso l’amministrazione di appartenenza, delle procedure di riqualificazione che a noi sono state negate.
L) PERCORSO DI CARRIERA
Prevedere sistemi di avanzamento di carriera con procedure concorsuali interne aventi cadenza predefinita.
M) RISPETTO
Ultimo punto, ma non ultimo: rispetto (soprattutto da parte della nostra stessa amministrazione, per la quale non dovremmo essere - perchè non lo siamo - la controparte) per le quotidiane funzioni orgogliosamente svolte.
Rispetto per tutti coloro che nei diversi ruoli compiti e mansioni svolgono quotidianamente quel necessario supporto alla funzione giurisdizionale che così tanto dolorosamente oggi vede compressa la propria legittima aspirazione ad uno sviluppo moderno ed efficiente, a tutela dei bisogni di coloro che, cittadini e non, comunitari e non, liberi e non, attendono risposte rapide e competenti dall’intero Sistema Giustizia.
Rispetto per coloro che di quel sistema fanno parte integrante, ne costituiscono organo vitale, ne identificano lo stesso battito cardiaco.
Brescia, 19 febbraio 2010
I Lavoratori degli Uffici Giudiziari del Distretto di Brescia

 


       


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