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 Lettere a WL

04 Marzo, 2005
Welfare Lombardia ha posto alcune domande a Luciano Pizzetti e Gianni Rossoni
Ai candidati del centro sinistra, Pizzetti e del polo, Rossoni abbiamo chiesto....

Welfare …quali politiche in Lombardia… A Luciano Pizzetti e Gianni Rossoni chiedo…….

Regionali…siamo quasi in dirittura d’arrivo… Gianni Rossoni e Luciano Pizzetti quasi sicuramente riusciranno ad essere rieletti di nuovo consiglieri regionali. Il primo per il Polo delle Libertà ed il secondo per Uniti per l’Ulivo.

Da consiglieri cremonesi quindi, indipendentemente da chi sarà Presidente della Regione, potranno e dovranno giocare un ruolo per il nostro territorio. Come è noto, io tifo per Riccardo Sarfatti e lavoro perché Roberto Formigoni perda le elezioni…Insomma sono un inguaribile ottimista… Ed è appunto da inguaribile ottimista che pongo ai due candidati alcune domande sui temi del welfare, che riguardano in particolare il nostro territorio ma non solo. Spero di poter pubblicare sul prossimo numero le loro risposte e di metterle a confronto.

· Manca il finanziamento per 300 posti letto nelle RSA: è noto che la nostra provincia ha una lista di attesa, di anziani che hanno diritto ad entrare nelle RSA di circa 500 anziani. Solo 150 nel comune di Cremona. La Regione, tramite l’ASL, finanzia solo 2500 posti letto, mentre il fabbisogno sarebbe di circa 2800. Questi sono dati incontestabili forniti dalla stessa Regione e le motivazioni è che mancano i fondi. Che si può fare dunque per evitare che 300 anziani, in difficilissime condizioni socio-sanitarie, gravino oltre misura sulle loro famiglie?

Risposta di Pizzetti :In una realtà come quella cremonese che vede un indice di invecchiamento della popolazione superiore alla media regionale e nazionale è del tutto evidente che i servizi destinati alla non autosufficienza devono avere una priorità indiscutibile.

Se il nostro Distretto vede una lista di attesa per il ricovero di oltre 600 persone, se solo chi ha punteggi sanitari e sociali elevatissimi può sperare di essere ricoverato, se mancano ben 300 posti letto per avere una disponibilità adeguata di ricoveri, è del tutto evidente che qualcosa non ha funzionato nella programmazione Regionale.

Poiché non credo che i risparmi si possano fare sulla pelle delle persone anziane non autosufficienti, penso che i 300 posti letto che mancano per dare una risposta adeguata alla domanda di ricovero dei nostri anziani debbano assolutamente essere garantiti.

Nel bilancio regionale ci sono le risorse necessarie. Occorre destinarle a questo scopo e non ad altro

· La degenza ospedaliera o è ritardata o è troppo corta: anche questo è un dato non contestabile. L’ammalato cronico ( anziano per lo piu’) " tarda" ad essere ricoverato, e la degenza ospedaliera ( per interventi vari ecc.) è sempre piu’ breve. Questa è una logica corretta in quanto " riporta l’ospedale al suo ruolo originale di curare le acuzie". Il problema, come tutto sanno e sentono sulla loro pelle, che manca la rete di assistenza domiciliare integrata . O meglio c’è, ma appare del tutto insufficiente ai bisogni sia dell’ammalato che della famiglia. Che si può fare ?

Risposta di Pizzetti :La Regione in questi anni ha operato tagli drastici delle degenze senza avere la capacità di investire seriamente in una efficace rete di servizi alternativi. La logica non è stata quella di migliorare i servizi, ma di ridurli.

Così sono stati semplicemente ridotti livelli di assistenza precedentemente garantiti e, a pagare, ancora una volta, sono stati gli ammalati e gli anziani non autosufficienti.

Cosa si può fare? Abbandonare le politiche degli annunci e investire seriamente nella assistenza domiciliare integrata, certo bisogna avere il coraggio di fare delle scelte di priorità, quella volontà che a Formigoni è mancata. Il risultato è che il malato e le famiglie sono lasciati con minori tutele e più soli di fronte al bisogno.

· Badanti in nero: le situazioni sopra indicate hanno fatto esplodere il fenomeno delle " badanti" in nero. Donne per lo piu’ extracomunitarie, a volte anche clandestine, che per 600/700 euro al mese ( e se va bene con vitto e alloggio decenti) accudiscono i nostri vecchietti e gli ammalati. Che misure si possono assumere per integrare queste persone nella " rete normale e legale di assistenza" ?

Risposta di Pizzetti: Le cosiddette badanti, o meglio le assistenti familiari, svolgono un ruolo prezioso nella cura e nell’assistenza dei nostri anziani, il loro lavoro però deve essere regolarizzato a tutti gli effetti e reso visibile, riconoscibile.

Un ruolo importante, a questo scopo, possono svolgerlo gli Enti locali, in collaborazione con le associazioni interessate.

Il primo obiettivo è organizzare la formazione di queste donne , si potranno poi costituite elenchi di assistenti formate e di sicura esperienza a cui tutti gli interessati possano attingere, eventualmente sostenuti da buoni sociali, impegnandosi però a garantire un trattamento rispettoso dei diritti di queste lavoratrici.

· Rette RSA e sostegni economici alla famiglia, anche allargata: è ormai evidente che una retta RSA che arriva e supera i 45 euro al giorno diventa sempre piu’ insostenibile per una famiglia normale. Dai Ds Lombardi è partita due anni fa l’iniziativa per la costituzione di un " fondo nazionale per la non autosufficienza" che immetta risorse aggiuntive al sistema di welfare . Non è possibile assumere questa iniziativa a livello regionale visto che il governo centrale ha affossato la legge in parlamento ?

Risposta di Pizzetti :Considero un grave errore l’abbandono, da parte della maggioranza di governo, della misura del fondo nazionale sulla non autosufficienza.

Aiutare gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie è un gesto di civiltà prima ancora che un impegno politico. E’ grave che il governo sia insensibile a questo richiamo.

Noi proponiamo la costituzione del Fondo regionale per la non autosufficienza da finanziare con la fiscalità generale, attivandolo subito con lo 0,50% dell’Irpef la sovratassa imposta da Formigoni lo scorso anno e che può essere utilizzata a questo scopo sociale anziché per altro.

· Disabilità: la sensazione generale della gente, dei cittadini, è che si stanno riducendo le coperture per il welfare dei disabili. Gli esempi potrebbero essere moltissimi. Come mai la Regione Lombardia, ammesso che vi sia esigenza di risparmiare risorse, sceglie proprio la strada di razionalizzare in questo settore annunciando " buoni" e " vaucher" che poi non arrivano nella misura e quantità adeguata?

Risposta di Pizzetti:Io non demonizzo i buoni e i voucher, ma trovo che queste siano misure parziali se non organicamente inserite nella rete locale dei servizi.

Ricordo che la legge 328, che istituisce i voucher, li considera misure integrative dei servizi locali e non certamente sostitutive.

La disabilità si sostiene attraverso investimenti adeguati, attraverso un insieme di misure e di servizi che vanno ad articolare e a sviluppare le possibilità esistenti. Non si scambiano pochi spiccioli destinati alle famiglie con i servizi.

Condivido pienamente e sottoscrivo le proposte e le richieste avanzate dalle associazioni di portatori di handicap relative al riconoscimento dei diritti delle persone non abili.

Ringrazio per le risposte. La settimana prossima pubblicheremo, speriamo, quelle di Gianni Rossoni.

Gian Carlo Storti

storti@welfareitalia.it

Nota Bene :

* Luciano Pizzetti è attualmente Segretario Regionale dei Ds Lombardia e Consigliere Regionale Cremonese per l'Ulivo

* Gianni Rossoni è Consigliere Regionale Cremonese per il Polo

 

 


       


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