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 Cronaca Lombarda

04 Marzo, 2005
Una legge regionale a sostegno dei freelance
In Lombardia sono tantissimi e sono un patrimonio fondamentale per l'economia dell'innovazione e dello sviluppo

Una legge regionale a sostegno dei freelance "In Lombardia sono tantissimi
e sono un patrimonio fondamentale  per l'economia dell'innovazione e dello sviluppo"

Milano, 6 luglio 2009 - E' stato presentato questa mattina il progetto di legge regionale "Disposizioni per il sostegno e lo sviluppo dei lavoratori freelance" che ha l'obiettivo di riconoscere pari diritti e pari dignità ai lavoratori, flessibili per scelta: consulenti, liberi professionisti, creativi, formatori, programmatori, tutti quei lavoratori NON dipendenti che oggi sembrano invisibili alle istituzioni. In Regione Lombardia quindi la legge si porpone di allargare l'accesso dei free lance  all'erogazione di contributi, migliorare in modo che risulti davvero utile il finanziamento della formazione professionale e riconoscere rappresentanza a queste categorie nella consulta dei lavoratori.

 "Non è più tollerabile - spiega Marcello Saponaro, consigliere regionale dei Verdi e firmatario insieme a Carlo Porcari della legge - che proprio qui in Lombardia, Regione capofila dell'innovazione, ci sia una categoria di lavoratori così importante per la nostra economia soprattutto nel terziario avanzato che è totalemente invisibile alle istituzioni. I free lance sono esclusi dalla Regione sia dai bandi, che dalla formazione, che dai tavoli di consulta delle professioni.  Noi vogliamo, oltre che toglierli dall'invisibilità, liberalizzare e qualificare l'alta formazione, farli partecipare ai bandi per lo sviluppo e costituire uno sportello freelance al servizio delle aziende e dei lavoratori".

 "Al cambiamento radicale del mercato del lavoro - dichiara Carlo Porcari, capogruppo del PD - non ha corrisposto un mutamento del sistema del welfare e delle tutele, che è rimasto rigido e che tiene fuori le nuove professioni. Tra queste ci sono i freelance, lavoratori che spesso hanno scelto di stare nel mercato del lavoro in modo diverso da quelli classici di dipendente o imprenditore e che devono essere riconosciuti dai livelli istituzionali, perché devono poter essere rappresentati e poter dire la loro quando si discute di innovazione, di cui sono spesso protagonisti. Questi lavoratori hanno anche bisogno di tutele perché, sono esclusi dagli ammortizzatori sociali anche se la crisi non li risparmia. Sono anche costretti a versare oggi il 40% di acconto sulle tasse 2009 calcolato sul reddito del 2008. C'è la crisi, sarebbe corretto passare dal 40% al 20%".

 Allfonso Miceli, vicepresidente di ACTA e delegato de "La rete delle associazioni" che ricompernde oltre 8000 iscritti sottolinea che "Ora si vede nel lavoro dipendente l'unica forma degna. Non è così, il lavoro autonomo non è più una realtà residuale e provvisoria ma una condizione lavorativa come tutte le altre. Come tale va riconosciuta e tutelata. In Lombardia ci sono 140 mila partite iva, ma sicuramente la popolazione dei free lance è molto più numerosa visto che tanti di loro figurano come piccoli artigiani o lavorano con diritti d'autore. La flessibilità per scelta si scontra con l'esclusione ad esempio dalla partecipazione ai bandi regionale e dalle consulte dei lavoratori, ma anche con servizi formativi spesso inadeguati. Per questo chiediamo che venga ribaltata la logica dei fondi per la formazione: non più dati agli enti di formazione ma direttamente alla persona, che potrà scegliere la formazione davvero utile per la sua crescita professionale".

Eliana Pasquini
Ufficio stampa Gruppo Verdi Regione Lombardia

tel. 02/67486339
fax 02/67482848
cell. 339/2762892

 


       


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