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 Da Mantova

04 Marzo, 2005
Mantova. Intervista a Pietro Liberati, curatore web dei Mantovani nel Mondo
Ho conosciuto Pietro Liberati, grazie al Presidente dei Mantovani nel Mondo,

Intervista a Pietro Liberati, curatore web dei Mantovani nel Mondo

Ho conosciuto Pietro Liberati, grazie al Presidente dei Mantovani nel Mondo,

Daniele Marconcini, nel 2000 a Mantova. Tornavo in Italia dopo vari anni di

assenza vivevo dal 1988 in Messico.

Pietro è una miscela di gentilezza, cultura ed affilata schiettezza. Di

fronte ad una colonna dei portici di Mantova mi spiegava con dettagli e date

le diverse fasi storiche di Mantova, legate ai vari strati della colonna.

Una specie di cerimonia pagana di benvenuto al figliol prodigo.

Mentre,Daniele Marconcini, mi ricordava (grazie per questo) l'importanza

delle radici e della propria terra, l'appartenenza e la necessità vitale di

valorizzare il luogo di origine per non perdersi.

Quel pomeriggio d' estate, grazie a loro, ho cominciato a riconciliarmi con

l' Italia.

 

D- Chi è Pietro Liberati oggi?

R- Posso dire che sono lo stesso Pietro Liberati di dieci ,venti o trenta

anni fa, se vogliamo con maggiore esperienza e conoscenze ma lo spirito è

quello. Una persona a cui piace mettersi in gioco aprirsi verso nuove

esperienze, senza tralasciare quanto costruito in passato. Guardare al

futuro ben conoscendo il passato.

D- L' esperienza di 25 anni nell'Arma dei Carabinieri cosa ti ha lasciato ?

R- Molto. Anzi moltissimo. Io fino a 17 anni sono stato uno "spirito libero"

che ha vissuto "il '68" e passare dalla libertà totale all'altra parte della

barricata, non è stato facile. Ma questo ha completato il mio carattere, mi

ha permesso di ragionare con la mia testa. Anche se molte volte il mio

pensiero e gli ordini ricevuti non erano sulla stessa linea  ho cercato

sempre di seguire la mia coscienza e di questo non mi sono mai pentito, come

non mi sono mai pentito di una scelta fatta in passato. Posso dire di esser

stato fortunato nel mio pellegrinare per l'Italia di non essermi trovato in

situazioni difficili pur avendo svolto servizi in Barbagia (Sardegna),

Milano, Brescia negli anni caldi del terrorismo. Dopo, con la qualifica di

tecnico avevo alcuni privilegi anche se a Mantova per quindici anni mi hanno

comandato di servizio di Ordine Pubblico allo stadio, tanto che oggi odio

andare a vedere le partite !! Dicono che i carabinieri abbiano gli alamari

cuciti sulla pelle ed in effetti è vero. Quella vissuta tra la gente, al

servizio della gente, senza distinzione di casta, specie in situazioni di

bisogno anche se non drammatiche, è un'esperienza che ti rimane stampata

dentro indelebilmente.

D- Com`è nata la tua passione per la radiotecnica?

R- Questa proviene da molto lontano, da ragazzino, un po' a naso e leggendo

qualche rivista specializzata 'smanettavo' sulla radio a valvole di casa per

ascoltare i radioamatori, e immancabilmente ogni giorno suscitavo le ire di

mia nonna che non riusciva ad ascoltare più i giornali radio, poi a 16 anni

ho recuperato una vecchia ricetrasmittente a sei canali  sui 27 mhz che

all'epoca ti permetteva di comunicare a qualche km di distanza. In quegli

anni erano tanti gli amatori che usavano i cosidetti CB e tramite quello ho

conosciuto un'infinità di persone. Data la poca potenza avevo autocostruito

un'antenna speciale che unita alla posizione della mia abitazione mi

permetteva collegamenti invidiabili. In certi periodi dell'anno grazie ai

fenomeni di rifrazione delle o nde di quella frequenza ho effettuato

collegamenti con tutta l'Europa, conservo ancora le varie cartoline di

conferma del collegamento e la più grossa soddisfazione l'ho avuta

collegandomi tutti  i giorni per un mese intero con un italiano residente a

Gibuti (nel corno D'Africa) mentre altri miei colleghi della zona con

apparati ben più potenti del mio non riuscivano a farlo. Ma la radio era la

mia seconda passione in seguito divenuta professione, la prima era e sono i

motori , le auto. Infatti i miei studi principali sono stati di meccanica,

specialista in motori. Poi i casi della vita , se possiamo chiamarli così,

mi hanno fatto optare per le valvole prima, i transistor ed i

microprocessori dopo.

D- Com`è stato il passaggio ad Internet?

R- Quando sono usciti i primi computer, parliamo dei primi anni 80, per

lavoro ne ho dovuto curare istallazioni e le manutenzioni di conseguenza ho

iniziato a titolo personale a programmare computer. Computer che oggi

farebbero sorridere un bambino . mezzo metro quadrato di circuiti e chips

con un hard disk da 40 Mega e una serie di ventole per raffreddare tutto,

roba da 2 Kw di consumo, uno scatolone simile ad una odierna di lavatrice.

Poi i primi pc via via sempre più piccoli e potenti. Sempre negli anni 80

era possibile connettersi  al videotel di cui sono stato uno dei primi

utenti ma il prezzo di connessione era alto per cui lo usavo pochissimo. Poi

il trasferimento di sede di lavoro mi ha fatto lasciare indietro la parte

del software e tutto il resto fino a quando ho smesso di lavorare.

L'elettronica nel contempo ha fatto passi da gigante e quando ho ripreso ad

occuparmi di computer sono ripartito da zero. Nel contempo la rete aveva

iniziato ad espandersi e internet era una realtà alla portata di tutti. Ho

iniziato nel 96 a farmi un sito copiando un po' qua e la e così ho acquisito

un po' di conoscenza di programmazione. Vedendo i riscontri positivi

ottenuti ho proseguito cercando di sviluppare temi e contenuti che

interessavano e, viste le visite, interessano ancora oggi, i naviganti della

rete. Dopo il mio primo web personale dedicato alla città di Mantova sono

nati quello dei Mantovani nel mondo, quello dei peruviani di Milano,

dell'A.N.C. di Mantova e via via gli altri.

D- La Storia dell'arte e l'Arte in generale che cosa rappresentano nella tua

vita?

R- Più che la storia dell'arte sono le due cose distinte la Storia e l'Arte

che mi affascinano. La storia fin da piccolo ha suscitato in me un grande

interesse forse in questo sono stato stimolato, dalla visione dei "colossal"

prodotti alla fine degli anni '50, che grazie a mia zia che faceva le

pulizie, riuscivo a vedere senza biglietto. Passione continuata nei libri

scolastici e coltivata poi in età matura con ricerche e studi più o meno

approfonditi. L'Arte merita un discorso a parte, a scuola me la cavavo bene

in disegno, un dono che mi è rimasto ma che non ho mai sfruttato appieno.

Quando frequentavo le scuole medie "aiutavo" una mia vicina di casa che

frequentava la scuola d'arte, io facevo a mano i disegni prospettici che poi

lei ripassava con la riga e la squadra e che regolarmente venivano premiati

con bei voti. Quindi l'osservazione prima e la curiosità poi mi hanno fatto

approfondire l'Arte nelle varie espressioni metodologie e forme. Sicuramente

prediligo l'arte rinascimentale italiana e in parte la scuola fiamminga,

ammiro quella ottocentesca e degli inizi del 900, mi piace poco salvo rare

eccezioni quella moderna, specialmente quando viene inserita, in netto

contrasto, all'interno di un contesto storico artistico di epoca diversa.

Una cosa che non riesco e credo non riuscirò mai a capire è come facciano i

critici ad affermare che una tal opera abbia un certo significato. che

l'autore (senza averlo mai conosciuto personalmente ) abbia voluto esprimere

questa o quella sensazione. Solo chi ha creato l'opera ne conosce

significati gli stimoli i simboli e le motivazioni. Solo l'artista li

conosce, le altre sono solo interpretazioni personali e quindi opinabili.

Non sopporto chi si avvicina ad un'opera d'arte di qualsiasi genere  non

perché stimolato dalla visione della stessa  ma solo perché il tal critico

ne parla bene!!  La mia è sicuramente una visione personalistica dell'arte,

dettata più dal cuore e dalla mia mente che non dai testi classici o peggio

dai critici.

D- I Mantovani nel Mondo sono stati tra i primi in Italia a gestire l'area

di ricerche familiari, parlaci di questa idea e dell'esperienza nel sociale.

R- Quando ho proposto a Marconcini (Il presidente) l'ingresso in internet

con un sito specifico dell'Associazione non avevo ben presente a cosa saremo

andati incontro. Con il passare dei mesi i contatti e le richieste si

moltiplicavano esponenzialmente e pur con tutta la buona volontà non

riuscivamo a soddisfarle tutte. I frequenti contatti con l'Archivio di Stato

e con l'Archivio Diocesano, luoghi in cui svolgevamo le ricerche con

l'ausilio di altri collaboratori, sono sfociati inevitabilmente in una sorta

di collaborazione per cui le richieste che arrivavano a noi dopo una prima

verifica e scrematura venivano girate all'Archivio che le smaltiva. Questo

passaggio però era abbastanza dispersivo in fatto di tempistiche per cui è

stato steso un progetto per l'inserimento delle liste di leva in rete. Il

progetto, inizialmente prevedeva l'inserimento di tutti i nominativi delle

liste di leva dal 1847 al 1900 ma ne è stato finanziato solo una parte (gli

anni 1870-1890) dalla Regione Lombardia, che è consultabile in rete dal

2005. Occorre dire che l'Archivio di Stato in questi anni con mezzi propri

sta continuando ad inserire i dati mancanti.

D- Le motivazioni ?

R- Difficile da dire, spiegare. è una cosa che ti scatta entro, almeno per

me, la ricerca vuol dire sfogliare libri antichi che trasudano inchiostro

secco e un profumo pungente, indescrivibile  che ti impregna le mani e

avvolge la mente. Leggere le poche righe che racchiudono una vita , una

generazione sconosciuta, dimenticata che finalmente torna alla luce.

Un'aspettativa che trova un riscontro. Il mio pensiero va alla persona, non

al discendente che chiede informazioni, ma a quello sconosciuto fino ad

oggi, il cui nome è stato scritto un centinaio di anni orsono da un solerte

funzionario, e che finalmente diventa importante a prescindere da quel che

ha fatto o è stato. Il nome che prima era solo un segno su di un foglio

invecchiato, prende forma ritorna vivo, racconta la sua storia.  Ecco, per

ognuna delle circa 2000 ricerche andate a buon fine negli ultimi anni l'ho

vissuta così, forse in modo troppo personale e coinvolgente ma è più forte

di me. Che fosse un servizio sociale me ne sono accorto in questi ultimi

tempi leggendo che per una ricerca, forse meno approfondita delle mie, che

sono a costo zero, vengono richiesti fino a 2000 euro .

D- Com`è nata l`idea di Peruanità e perchè?

R- L'idea è nata a due miei amici di Milano, Sergio Garcia, peruviano e

Armando Pace lucano, conosciuti attraverso l'Associazione Mantovani nel

mondo nel 1999, che poi con il mio aiuto è sfociata nell'Associazione

Peruan-Ità. La motivazione principale di questa associazione è quella di

fornire un punto di riferimento alla comunità peruviana a Milano e in

Italia. Uno spazio ludico e di servizio al di fuori dei crismi di

ufficialità ma sempre in costante contatto con organismi statali dei due

paesi. Far conoscere le reciproche culture in modo da sviluppare ed

agevolare quella integrazione necessaria per una convivenza civile e di

reciproco rispetto. La cosa che mi ha fatto più piacere aver ridato un po'

di notorieta al milanese Antonio Raimondi  che in Italia era quasi

sconosciuto mentre in Perù è considerato tra i fondatori del Stato moderno. 

Ho curato in particolare gli eventi principali organizzati in questi anni e

sviluppato il sito internet curandone e gestendone i contenuti e qualche

traduzione.

D- Progetti e/o collaborazioni future?

R- Progetti ne ho molti. Due mi stanno particolarmente a cuore: il primo è

completare l'aggiornamento e l'inserimento in rete del nuovo web della

"Società per il Palazzo Ducale di Mantova"

(http://www.societapalazzoducalemantova.it/ ) la più antica organizzazione

culturale italiana essendo stata fondata nel 1902. In rete saranno inseriti

anche i numeri de "La Reggia", il giornale della Società che contengono

numerosi ed importanti articoli storici e culturali riguardanti Mantova e il

suo Palazzo Ducale pubblicati negli ultimi vent'anni. L'altro è completare

le ricerche storiche sulla presenza dei Carabinieri dal 1848 ai giorni

nostri nel mantovano.

Questa insieme alla ricerca sui Vigili del Fuoco e sulle guardie municipali

a Mantova dovrebbero essere inseriti in una pubblicazione . ma questo è un

sogno ancora nel cassetto .

Collaborazioni future ? Non ho preclusioni, il problema è il tempo . ma se

la cosa è interessante e stimolante sicuramente uno spazio lo trovo!!

 

Patrizia Marcheselli

Portale dei Lombardi nel Mondo

www.lombardinelmondo.org

 

ASSOCIAZIONE DEI MANTOVANI NEL MONDO o nLUS

(Ente aderente al UNAIE - Unione Nazionale Associazione Immigrazione

Emigrazione e al CSVM - Centro Servizi del Volontariato Mantovani)

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