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04 Marzo, 2005
Modifica del funzionamento del Consiglio Comunale di Milano
Mozione presentata da G. Colombo il 2 febbraio 2009

Modifica del funzionamento del Consiglio Comunale di Milano
(mozione presentata da G. Colombo il 2 febbraio 2009)

Il Consiglio Comunale di Milano da tempo non è più lui. E' malato. Ha la
febbre. Si gira e rigira nel letto.  Le lenzuola  sono gualcite e sfregano
la pelle.
Due parole fanno venire la febbre. Due parole inchiodano al letto. Cambiare
vita.
L'impostazione attuale è logora,  palesemente inadeguata, è la stessa del
millennio scorso,  quando non c'era l'elezione diretta del sindaco e la
maggioranza aveva i numeri contati e i dibattiti erano veri e la città li
seguiva. Da allora tutto (o quasi) è cambiato tranne il modo di funzionare
del Consiglio, che continua stancamente coi riti ossidati del tempo che fu.
Se questa vita è diventata insensata e non piace più, perché non la si
cambia? Per il solito motivo.  Non la si cambia perché almeno si sa di che è
fatta. Se la si lascia, vi sarà un momento in cui non si saprà più niente.
Ed è questo niente che spaventa, che fa esitare, balbettare, ed infine
tornare ai soliti schemi, ai soliti interventi, al solito vecchio letto,
spremuta alla buvette e testa sotto il piumone.
Non è una novità. Il mondo vuole il sonno. Il mondo non è che sonno. Il
mondo vuole la ripetizione addormentata del mondo. Ma la Politica, quella
con la P maiuscola, che a turno s'invoca  e che in effetti il consiglio
dovrebbe produrre, è esattamente il contrario. La Politica è la Sveglia. La
Sveglia che scuote ogni mattina. Ogni volta una prima volta. Sì,  ci vuole
una prima volta per rimettersi in piedi.

Il Consiglio Comunale di Milano,  assonnato ammalato colpito ma non ancora
abbattuto, sente la necessità di provare il tutto per tutto. Pertanto, senza
attendere i pur necessari interventi legislativi, decide di modificare il
proprio funzionamento nella maniera seguente.

1.Il Consiglio comunale si riunisce una volta la settimana (di regola il
lunedì).
2.Ogni seduta ha la durata massima di tre ore (di regola  dalle 16 alle 19).

3.Durante la seduta è richiesto il silenzio. Non sono ammessi i pc. Si
spengono i cellulari (come in Chiesa).
4.Ai consiglieri, al Sindaco (61^ consigliere),  agli Assessori e al City
Manager è richiesta la partecipazione alla seduta dall'inizio alla fine.
5.La seduta è divisa in due parti: la riflessione e la decisione.
6.La riflessione, della durata massima di un ora, è così articolata: lettura
di un testo riguardante la storia di Milano o di pagine sapienziali sulla
vita della città; commento iniziale da parte di un consigliere (a
rotazione); interventi liberi di risonanza.
7.La seconda parte, della durata massima di due ore,  prevede l'approvazione
delle delibere e delle mozioni.
8.Ogni delibera viene preliminarmente discussa e eventualmente emendata in
Commissione. In Aula l'Assessore competente la illustra nelle sue linee
principali. Seguono le dichiarazioni dei gruppi consiliari e il voto. Non
sono previsti ordini del giorno collegati alla delibera.
9.Per il Bilancio, vista la particolarità dell'atto, si prevede l'iter
seguente: le commissioni consiliari inviano per tempo chiari indirizzi agli
assessori;  il testo, predisposto dalla Giunta seguendo tali indirizzi,
viene discusso e eventualmente emendato nella Commissione Bilancio. Finito
l'esame in Commissione,  il Sindaco lo presenta in Aula con un vero e
proprio Discorso alla città. Seguono le dichiarazioni dei gruppi consiliari
e il voto.
10.Le mozioni hanno la funzione di chiedere interventi dell'Amministrazione
su aspetti particolari della vita cittadina. Eventuali mozioni che
affrontino temi di carattere nazionale o mondiale (come, per esempio, il
conflitto di Gaza) o che si limitino a riflessioni generali senza richieste
puntuali sono trasformati automaticamente dall'Ufficio di Presidenza in
comunicati stampa. Le mozioni vengono discusse seguendo l'ordine di
presentazione. La Giunta presenta annualmente al Consiglio il resoconto
delle azioni avviate a seguito delle mozioni approvate. 
11.All'inizio della seduta, tra la prima e la seconda parte e alla
conclusione, sono previsti  momenti musicali.
12.Durante la seduta è tassativamente proibito parlare coi giornalisti e con
il pubblico. 

Il Consiglio Comunale dà mandato all'Ufficio di Presidenza e alla Conferenza
dei  Presidenti dei gruppi consiliari di predisporre, entro tre mesi dalla
data di approvazione di questa mozione, le conseguenti modifiche
regolamentari e organizzative.


----------------------------------

Giovanni Colombo
libero (pensatore)
consigliere comunale di Milano - PD

 


       


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