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 Da Cremona

04 Marzo, 2005
Cremona.Convegno Cna a Casalmaggiore - Intervento presidente Torchio
Il tema del lavoro e dell’immigrazione è di strettissima attualità, ma è anche fattore non trascurabile per pensare al futuro

Buona serata a tutti. Grazie agli amici della CNA che ci hanno offerto questa occasione di riflessione, ai relatori, a tutti voi che avete essere presenti. Il tema del lavoro e dell’immigrazione è di strettissima attualità, ma è anche fattore non trascurabile per pensare al futuro. Non sono, le mie, parole dettate dalla circostanza. Nei mesi scorsi, infatti, attraverso il SIES (Centro studi della Università Cattolica), la Provincia ha sostenuto uno studio proprio su questo argomento. E le mie stesse considerazioni di questa sera sintetizzano quanto emerge da “L’impatto dell’immigrazione nella comunità cremonese”, curato dal professor Gustavo de Santis. Anche nel Patto per lo Sviluppo abbiamo assicurato alla questione il massimo impegno. In particolare se ne occupa l’asse strategico 4 intitolato “welfare e integrazione sociale”. Tra le azioni emblematiche vi è il progetto “risorse umane tra presente e futuro” che, per la sua vastità è articolato in cinque interventi primari.

Tra questi l’“agenzia per l’integrazione sociale” e l’“integrazione scolastica e lavorativa degli immigrati”. L’agenzia spazia dal monitoraggio del fenomeno immigrazione sul territorio all’attivazione di politiche di integrazione, alla definizione di iniziative volte a promuovere l’intercultura, mentre la seconda iniziativa vuole favorire l’integrazione degli stranieri attraverso la scuola, per gli adolescenti, e attraverso il miglioramento delle condizioni di accesso e permanenza nel mercato del lavoro, per gli adulti.

Occorre fare una premessa: più di quanto avviene nel resto d'Italia, in maniera non troppo dissimile da quanto avviene nel resto della Lombardia, la popolazione della provincia di Cremona - e del casalasco - sta invecchiando, e conosce un forte afflusso di immigrati. Quantitativamente, a Cremona, si attestano sul 7%, decisamente al di sopra della media italiana, ma sostanzialmente in linea con i valori delle province del nord Italia. Questi flussi producono, a lungo andare, modificazioni rilevanti nel tessuto demografico e quindi anche socio-economico: aumenta il peso, per ora, degli adulti, ma in prospettiva soprattutto degli anziani; aumenta il peso degli stranieri, di prima e di seconda generazione; a scuola, le classi si svuotano, e mutano di composizione; e lo stesso fenomeno (riduzione e modifica della composizione) si sta producendo, e ancor più si produrrà, in prospettiva, sul mercato del lavoro.

Premetto due sintetiche considerazioni, - tracciate proprio dal casalasco Ludovico Gardani nel rapporto sull'integrazione - all’apparenza contrastanti, ma che invece possono concorrere a chiarire meglio l’importanza e le potenzialità di un pieno inserimento lavorativo degli immigrati. La prima riguarda la presenza dei lavoratori stranieri all’interno del nostro sistema produttivo, dove hanno assunto una consistenza tale che, oggi, sarebbe improponibile pensare di sostituirli, se non a rischio di una grave crisi dell’intero sistema economico e sociale. Si pensi, a questo proposito, al ruolo primario che rivestono nelle nostre fabbriche, a quello nella nostra agricoltura e zootecnica e a quello raggiunto nell’ambito dei servizi, in particolari di quelli alla persona con la cura di persone anziane, di bambini, di diversamente abili sempre più spesso affidata loro da moltissime famiglie cremonesi. La presenza straniera nelle province italiane si collega strettamente al tenore di vita, misurato, sia pur rozzamente e con alcune stime, dal Pil/pro capite. La relazione tra le due variabili è positiva e molto stretta. Tuttavia non è chiaro quale sia la causa e quale l'effetto. E' infatti possibile che le province più ricche attirino maggiore immigrazione, ad esempio perché offrono maggiori possibilità di lavoro, come anche che il flusso di immigrazione consenta alla provincia di continuare a svolgere quelle attività economiche che si troverebbero altrimenti a corto di manodopera, e che quindi l'immigrazione sia una delle cause che concorre a mantenere elevato il reddito pro capite.

La seconda riflessione, riguarda l’incapacità del nostro sistema di valorizzare al meglio il capitale formativo che l’immigrato porta con sé al momento dell’arrivo e che incrementa durante la permanenza nel nostro Paese. Anche l’ultima indagine dell’Osservatorio Regionale, infatti, ha come al solito messo in rilievo il processo di dequalificazione dei lavoratori immigrati di origine straniera pur a fronte, di livelli di studio elevati. Gli stranieri sono stati assunti prevalentemente per professioni legate al mondo artigianale, operai specializzati, agricoltori, conduttori impianti e macchinari, e operai assemblaggio. Si può notare anche un 15% di presenza straniera negli avviamenti in professioni di vendita e servizi alle famiglie. Rarissimi, invece, sono i casi di dirigenti ed imprenditori. Tuttavia, si può apprezzare, anche come segno dei tempi che stanno cambiando, che quasi l'8% degli avviamenti per professioni intellettuali a elevata specializzazione è stato assorbito da stranieri, quasi la metà dei quali extracomunitari. Le donne straniere sono mediamente meno presenti negli avviamenti al lavoro, ma il loro profilo è forse mediamente un po' più elevato, visto che assorbono oltre l'11% dei nuovi impieghi in professioni intellettuali a elevata specializzazione. Gli uomini, invece, presentano uno spettro più ampio di qualifiche: sono fortemente presenti quelle non qualificate, ma si registrano anche casi (non però tra gli extracomunitari) del gruppo più qualificato.

Voglio gettare uno sguardo al futuro. Anche di questo si occupa lo studio del SIES: Si afferma che la provincia di Cremona, se non potesse contare sull'apporto dei migranti, finirebbe con il declinare numericamente e certamente anche appassire dal punto di vista economico. Il proseguimento, appena rallentato dei flussi migratori osservati negli ultimi anni, consentirebbe di salvaguardare il numero totale di occupati e (quasi) anche il tasso di occupazione. Invece, ridurre tali flussi o addirittura bloccarli porterebbe, nell'immediato, all'effetto opposto di una maggiore presenza relativa di stranieri sul mercato del lavoro (dovuto al fatto che si sta qui anche ipotizzando un blocco delle acquisizioni di nazionalità). Nel lungo periodo, ovviamente, tale quota ricomincerebbe a diminuire, insieme però, sfortunatamente, alla popolazione stessa di Cremona - a meno, ovviamente di una possibile, ma improbabile, ripresa della fecondità. Vero è che è difficile trovare il giusto equilibrio, tra le varie forze in campo: quello che porta la popolazione a non crescere troppo, per non congestionare il territorio, a non diminuire troppo, per non svuotarlo e comportare un forte invecchiamento, e un depauperamento delle forze di lavoro. Al momento, l'unica vera forza in campo, in grado di contrastare la tendenza al declino e all'invecchiamento, sembra quella delle immigrazioni: in parte dal resto d'Italia, ma soprattutto dall'estero. L'implicazione è il progressivo cambiamento di composizione per nazionalità, con la quota degli stranieri che cresce, nello scenario di base, fino al 13%, tanto nella popolazione complessiva che sul mercato del lavoro.

Un’ultima considerazione. La sfida dell’integrazione chiama in causa ciascuno di noi. Abbiamo visto che il fenomeno non può essere fermato, se non vogliamo, anche noi, pagare il conto. Non è un percorso facile. Penso, ad esempio, al tempio Sikh, di Pessina, costruito senza contributi pubblici, eppure fonte di troppe polemiche. Concludo. L'immigrazione è ormai una realtà che ha modificato il nostro tessuto sociale. I nuovi cittadini che abitano il nostro territorio sono numerosi ed hanno portato con sé un bagaglio di ricchezze, ma anche di diversità, che ci costringono a porre in revisione il tradizionale modello di cittadinanza. La questione dei diritti si estende, si tratta di mettere in atto nuove parità partendo proprio dal riconoscimento di nuove diversità.

 

 


       


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