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04 Marzo, 2005
Cremona. Resoconto Consiglio Comunale del 22 settembre 2008
La seduta del Consiglio Comunale si è aperta con la seguente comunicazione del Presidente Mauro Fanti

CONSIGLIO COMUNALE DI LUNEDI’ 22 SETTEMBRE 2008  La seduta del Consiglio Comunale si è aperta con la seguente comunicazione del Presidente Mauro Fanti: Non è senza emozione che porto oggi a tutti voi il mio ultimo saluto da Presidente del Consiglio Comunale di Cremona. Come sapete ho deciso di adempiere in questa seduta ad un impegno preciso che avevo già da tempo annunciato. Quello di lasciare l’incarico all’approssimarsi della campagna elettorale per le amministrative del 2009. Non esiste una incompatibilità statutaria tra la carica di Presidente del Consiglio e quella di segretario di una forza politica. Avrei cioè potuto proseguire oltre. Ho preferito invece evitare nel modo più assoluto di coinvolgere, anche involontariamente, questa prestigiosa istituzione nella battaglia politica che, è lecito immaginare, sarà impegnativa e complessa. Per questa ragione oggi sono qui davanti a voi dimissionario. Un fatto di coerenza rispetto a quello che ho cercato di essere in questi anni: un presidente a servizio del Consiglio Comunale, con precise idee e posizioni politiche ma mai settario o fazioso. Mi sono sempre sforzato di rappresentare un punto di equilibrio. Non sempre è stato possibile e me ne scuso. Penso sinceramente che al di là del ruolo che maggioranza e opposizione sono chiamate a giocare in quest’aula, vi sia da parte di tutti la tensione ed il desiderio di concorrere a fare di Cremona una città migliore.  Questo sforzo necessita di una presidenza super partes, pronta a cogliere gli stimoli positivi che giungono anche dai banchi della minoranza. Ho scelto di passare la mano ad un collega consigliere che sia nella possibilità di svolgere appieno questo ruolo. Gli ultimi mesi prima della chiusura di questa esperienza amministrativa sono importanti. Il Consiglio Comunale sarà chiamato a pronunciarsi su temi e questioni importanti. Oggi ne abbiamo un esempio illuminante con l’approvazione del Piano di Governo del Territorio. E’ quindi un atto di deferenza e di rispetto quello che sto compiendo.  Questi anni sono stati per me un’esperienza esaltante che mi ha arricchito molto. Ho potuto contare su  collaboratori di grande valore che mi hanno dapprima sostenuto nel mio sforzo di comprendere il da farsi e che, in seguito, hanno messo intelligenza ed entusiasmo  per raggiungere mete e traguardi importanti. Non li cito per non incorrere nell’errore di omettere qualcuno, ma li conoscete bene. A loro va tutto il mio più sincero ringraziamento. Il lavoro di questi hanno è stato improntato a confermare  e sostenere il ruolo del consiglio comunale.  Nella separazione dei ruoli fra il consiglio e l’esecutivo si è rischiato (e spesso avverato) che il consiglio ne uscisse con le ossa rotte, con un ruolo quasi notarile rispetto alle scelte delle giunte. Si  rischia anche di emarginare le minoranze, relegandole al solo ruolo di osservatori privilegiati dell’attività dell’amministrazione. In quest’ottica fare il consigliere non è facile si corre il rischio di essere vissuti come un fastidio, come un inciampo necessario. Ovviamente sto rappresentando le realtà che come coordinatore regionale ho potuto raccogliere nelle testimonianze di alcuni colleghi lombardi, ma non solo. Credo che già oggi la legge preveda margini di miglioramento a questa situazione, attraverso lo statuto e il regolamento del consiglio, ma  mi auguro una riforma, e il codice delle autonomie poteva essere l’occasione, che dia una risposta efficace ai cittadini e rimetta al centro della discussione il ruolo delle assemblee elettive senza nessuna nostalgia del passato. L’innovazione, le riforme devono essere un faro a cui guardare e non la preoccupazione dell’abbandono della strada conosciuta. Penso che la legge di elezione diretta del Sindaco abbia portato con se grandi aspetti positivi legati all’efficienza e all’efficacia dell’azione amministrativa. Questa maggiore potestà decisionale del vertice dell’ente locale deve essere temperata da una reale capacità del Consiglio Comunale di essere l’organo di indirizzo e di controllo. Su questo aspetto c’è da ripensare il nostro modo di essere consiglieri e di far agire il Consiglio Comunale. E’ una sfida soprattutto culturale cui tutti siamo chiamati a contribuire con slancio ed entusiasmo. Molti passi sono stati compiuti, altri verranno. Insieme alle tante cose fatte, vi sono obiettivi individuati ma non colti fino in fondo. Speravo di lasciare avendo assicurato la realizzazione del “progetto di informatizzazione” del Consiglio Comunale (sito, convocazioni o n-line, dialogo cittadini consiglieri in rete, diffusione delle sedute del consiglio e delle commissioni ecc..), un modo nuovo per sostenere i consiglieri nello sforzo di seguire l’attività amministrativa. Molti ostacoli si sono frapposti tra noi e la meta. Peccato. Qualche cosa si è mosso e penso che il nuovo presidente potrà ripartire da lì. Concludo con un pensiero alle attività che come Presidenza del Consiglio ho avviato, La costituzione a fumetti distribuita a tutta la città, La Costituzione di Mario Lodi ormai a 90.000 copie di cui più di 50.000 vendute in tutta Italia e all’estero,  i Burattini d’inverno, Il teatro in inglese per le scuole, alcuni spettacoli riferiti al tema della memoria realizzati insieme al Comitato per lo sviluppo e la difesa della democrazia, iniziative che hanno avuto grande successo e di cui non posso che andar fiero. Infine Il Festival di Mezza Estate. Non posso non partire dal ringraziare i direttori artistici Elio Conzadori e Beppe Arena e chi da subito ha creduto in questa sfida. In molti all’inizio hanno storto il naso per il fatto che questa iniziativa culturale prendesse le mosse dai miei uffici. La verità è che c’era una sfida aperta che nessuno voleva cogliere: dare vita ad un’estate di appuntamenti per tutti quei cremonesi che per diverse ragioni non possono andare in vacanza. Un modo per rendere attraenti e vivi mesi tradizionalmente poveri di eventi e di spettacoli. Oggi possiamo dire che non abbiamo sbagliato ad osare. Questa edizione da poco conclusa, con i suoi numeri record, ha dimostrato che avevamo visto giusto. Il Festival oggi non è più “cosa” della Presidenza del Consiglio Comunale, appartiene alla città. Ad essa la consegno nella speranza che possa crescere e diventare una tradizione, un appuntamento culturale atteso e gradito da un pubblico cremonese eterogeneo e diversificato. Come ho detto considero vinta questa sfida. In questa città innovare è difficile perché ogni cosa nuova viene vista più come una minaccia che un’opportunità.  Eppure si dovrebbe ricordare che anche un’antica tradizione, all’inizio della sua esistenza, è stata innovazione. E’ questa la forza motrice che spinge e fa progredire le comunità. Rinunciare vuol dire condannarsi ad un lento oblio. Ecco perché ho accettato di correre il rischio dell’innovazione, giocando in prima persona il mio ruolo istituzionale. Certo si potrà dire che una rassegna di spettacoli è ben poca cosa rispetto al futuro di una città,  ma penso che alle volte per un’Istituzione pubblica lanciare messaggi, piccoli ma concreti, possa avere un grande valore comunicativo, un incoraggiamento a coloro che vogliono provare a fare, a rischiare, a mettersi in gioco. Non ha mai pensato al ruolo di presidente del consiglio comunale come a quello di un grigio burocrate, che deve districarsi tra norme e regolamenti. E’ l’uomo che crea il ruolo. Si dice così ed è vero, sia nel bene che nel male. A proposito: è questa l’occasione giusta per chiedere scusa per gli errori che sicuramente in questi anni avrò compiuto. Per finire un ricordo a Uliana Garoli, la prima presidente del consiglio comunale, per la vicinanza dimostratami nei primi momenti di questa esperienza a lei mi sono ispirato a lei ho chiesto aiuto nei primi mesi. Ora è tempo di lasciare ad altri il testimone. Solo il tempo per ringraziarvi di cuore per la collaborazione, l’affetto e l’amicizia che avete voluto dimostrarmi in questi quattro anni di presidenza.

 

Dopo la comunicazione, è intervenuto il Sindaco Gian Carlo Corada che ha ringraziato il Presidente Fanti per quanto compiuto, tenuto conto che le differenze di opinioni politiche nulla tolgono ai rapporti di stima e di amicizia. Il Sindaco ha sottolineato la correttezza e l’imparzialità di Mauro Fanti nei rapporti che ha tenuto con la Giunta Comunale. La nuova legge, ha ricordato poi il Sindaco, ha comportato cambiamenti nel ruolo del Consiglio, che ha oggi ha funzioni di indirizzo e di controllo: non sempre è facile questa nuova dimensione, ma il Presidente Fanti si è adoperato su questo fronte. Per Corada infine positiva è la funzione svolta dal presidente uscente all’interno del Consiglio, così come positivo il ruolo avuto al di fuori della stretta attività consiliare, spendendosi in prima persona per dare vita ad iniziative che hanno avuto successo. All’indirizzo del Presidente Mauro Fanti ha espresso sincera stima e gratitudine ha espresso, a nome di tutto lo staff amministrativo comunale, il Segretario Generale Vincenzo Filippini. Ringraziamento ed apprezzamento per la scelta compiuta è stata manifestata dal consigliere Carlo Malvezzi (Forza Italia), soprattutto per il momento politico delicato in cui è maturata. Andrea Virgilio (Partito Democratico) ha sottolineato la sobrietà di Mauro Fanti a gestire il dialogo tra le forze politiche e lo ha ringraziato per la sua iniziativa politica. Un grazie per la serietà dell’impegno e del lavoro svolto lo ha espresso anche la consigliera Nicoletta De Bona (Alleanza Nazionale) che ha riconosciuto come i lavori consiliari, in questi anni, siano sempre stati diretti con equilibrio.

Approvazione della bozza di convenzione da sottoscriversi tra i Comuni di Cremona e Bonemerse per il diritto di sepoltura nel Cimitero di Bonemerse di salme di cittadini cremonesi appartenenti alla Parrocchia di Bonemerse.

La precedente convenzione stipulata con il Comune di Bonemerse è scaduta il 31 dicembre 2007 e si ritiene di stipularne una nuova. Il Comune di Bonemerse si è dichiarato disponibile. Il Consiglio Comunale ha così approvato all’unanimità la bozza di convenzione da stipularsi tra il Comune di Cremona e il Comune di Bonemerse, che regola il diritto di sepoltura nel Cimitero di Bonemerse di salme di cittadini cremonesi. Il Comune di Cremona corrisponderà al Comune di Bonemerse un rimborso annuo di Euro 3.098,74.

 

Istituzione del “Concorso di Poesia Rossella Ferraris - Poesie per un giardino immaginario” destinato a classi delle scuole elementari di Cremona. Approvazione delle  norme regolamentari.

Le Signore Marisa Ghilardi, Ermena Manfredini, Angela e Franca o ngini, Piera Mazzolini e Anna Paulinitch, per ricordare la poetessa Rossella Ferraris, loro familiare ed amica prematuramente scomparsa, hanno chiesto al Comune di Cremona la collaborazione nell’istituzione del Concorso di Poesia Rossella Ferraris - Poesie per un giardino immaginario. L’Amministrazione Comunale, da sempre sensibile all’istituzione di premi per il riconoscimento dell’impegno e delle capacità di studenti particolarmente meritevoli, ha accolto favorevolmente la richiesta e si è dichiarata disponibile alla gestione delle somme e delle procedure per l’assegnazione dei premi. Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità il regolamento che istituisce il “Concorso di Poesia “Rossella Ferraris – Poesie per un giardino immaginario”, per le due migliori composizioni poetiche di classi delle scuole elementari di Cremona e, di conseguenza, di gestirne la somma e le procedure di assegnazione. Le Signore Marisa Ghilardi, Ermena Manfredini, Angela e Franca o ngini, Piera Mazzolini e Anna Paulinich verseranno annualmente per tre anni la somma di € 400,00 complessive al Comune di Cremona, da gestire secondo le indicazioni impartite e concordate. Il Comune provvederà alle procedure per l’individuazione dei candidati, alla convocazione della commissione ed all’assegnazione e consegna dei premi.

 

La trattazione delle due delibere riguardanti il Piano di Governo del Territorio (PGT) è stato preceduto dalla seguente dichiarazione dell’Assessore all’Urbanistica Daniele Soregaroli:

 

La conoscenza e soprattutto la conoscenza del passato è fondamento indispensabile per un progetto di città, per capire i suoi pregi e le sue criticità, ma essa deve accompagnare le prospettive di trasformazione, come punto di riferimento dal quale attingere, non altro. La storia della città è la storia di diverse forme di organizzazione dello spazio. Come ha detto il Sindaco di Venezia Massimo Cacciari, non esiste la città, ma le città, concetto che consolida l’idea di un progetto di “principi generali”, di rafforzamento relazionale tra le “diverse” sensibilità (e diversi sistemi). La città agisce e fluttua con il suo “esterno”, tra la persistenza del suo scenario fisico e il suo dinamismo. Si sviluppa o regredisce, al di là della sua dimensione, se i pilastri di riferimento (il PGT è naturalmente e certamente tra questi) sanno mantenere salde le difese dei segni storici e morfologici e aprire contemporaneamente le porte a nuovi scenari, a nuove occasioni. Per Cremona niente modelli arditi importati, niente isola felice e niente modelli emergenziali. L’emergenza poi sacrifica “sempre” la pianificazione ed il suo governo. L’urbanistica deve conservare la consapevolezza e la responsabilità degli effetti che produce sul territorio, sia quando permette sia quando impedisce. In questo breve concetto è descritto l’approccio con il quale abbiamo “costruito in casa” (o meglio in Assessorato) il PGT. Certo c’è stata una riforma legislativa regionale, ma non l’abbiamo vissuta come inevitabile adempimento (non saremmo qui oggi), ma come occasione per costruire uno strumento adatto per governare al meglio l’urbanistica della città e la sua evoluzione. Fino ad oggi gli strumenti di Pianificazione Urbanistica Generale (PRG) sono sempre stati vissuti come fissazione (in quel preciso momento) di regole, norme, azzonamenti, indici, funzioni, ecc., tutto insomma pensato anche nei dettagli, la pianificazione statistica di qualsiasi cosa. Non possiamo fino in fondo prevedere quali saranno gli avvenimenti, le occasioni, le opportunità, le necessità o il mutare dei processi, ma per governarli bene e non subirli, dobbiamo sapere come e dove vogliamo che avvengano. Dobbiamo sapere come e che cosa sviluppare e coniugarlo con il nostro territorio, la nostra tipicità, le nostre particolarità e qualità. Lo spazio superficie è un progetto finito (il nostro è di 70 km quadrati circa), per questo è importante sia quando consentiamo di fare una strada, una casa che quando facciamo un bosco; quando, come dicevo prima, si rende possibile un insediamento o quando si pone un vincolo. Il PGT non è solo uno strumento di pianificazione, cambia l’acronimo e la sostanza. E’ uno strumento di governo che contiene “proposte” per Cremona, per lo sviluppo e la tutela, la conoscenza e l’opportunità. Siamo stati attenti e delicati, ma anche consapevoli e propositivi. Il PGT, come sapete, si incardina e si sviluppa su tre pilastri, tre distinti atti, il Documento di Piano, il Piano dei servizi e il Piano delle Regole che, nella loro costruzione, sono stati accompagnati dalla VAS, e la sua relazione ambientale, e completati dalla carta geologica e sismica. L’introduzione della VAS è una delle novità della riforma, ed è bene ricordare la differenza chiara (e la valenza che noi abbiamo voluto dare a questa differenza attraverso l’incarico al Politecnico) tra pianificazione sostenibilità ambientale, dove la seconda valuta e “giudica” la prima nella sua fattibilità. Da qui la scelta dell’Università per la stesura della VAS come soggetto di “garanzia”. Ma allo stesso tempo di valenza delle proposte contenute nel PGT. Credo sia opportuno sottolineare alcuni aspetti di novità in esso contenuti; aspetti che, a mio avviso, caratterizzano gli obiettivi di equilibrio e ragionevolezza da un lato, potenzialità e prospettiva di crescita dall’altro. Affermazioni che trovano riscontro, anche solo per cenni, nei parametri del PGT come scelta oculata ma coraggiosa allo stesso tempo. Mi riferisco, ad esempio, agli ambiti del Documento di Piano, sostanza nel recupero (residenza 80%) ed anche nella compensazione ambientale (residenza 11%), dove il risultato è acquisire oltre 300.000 metri quadrati di aree verdi al patrimonio e all’uso pubblico. Dove è giunto il momento di proporre un possibile sviluppo, nella parte est della città, coerente con le conferme di carattere infrastrutturale. Scelta per essere all’altezza delle sfide future (tra territori) e per l’economia del nostro territorio. Come ha scritto Carlo Secchi, Magnifico rettore dell’Università Commerciale Bocconi: “Se la capacità di attrarre risorse è un requisito chiave per lo sviluppo economico, un livello adeguato di mobilità rappresenta un fattore fondamentale della attrattività … “Un sistema economico attira risorse aggiuntive e mantiene quelle di cui dispone solo se la qualità della mobilità è soddisfacente. In caso contrario, il risultato è l’uso sub ottimale delle risorse, lo spreco, la congestione e quindi l’avvio di un percorso di declino …. L’offerta di servizi alle persone produce risultati tanto più soddisfacenti, quanto migliore è la mobilità potenziale ed effettiva dei destinatari.” Dove paesaggio e architettura devono essere il “non fare”, perché il rischio è la decadenza. Meglio architetture che facciano discutere piuttosto di anonimi “volumi”. Allora guardiamo avanti, da tutti i punti di vista! Disagio dell’attualità e prospettiva di città pubblica (strade ma non solo) nel Piano dei Servizi, 400.000 metri quadrati per l’impiantistica sportiva ed i servizi alla persona (qualità e razionalità), nelle proposte d’ambito pubblico, insieme alle conferma, adeguata, delle potenzialità fieristiche (vetrina del territorio e della sua economia) con 150.000 metri quadrati di possibile sviluppo. Senza dimenticare possibilità più puntuali, ma non meno importanti, come scuole e volontariato. Su Piano delle Regole abbiamo corretto la perequazione, introdotto la compensazione ecologica, criteri di incentivazione (sulla perequazione per realizzare concretamente la città pubblica), premialità per servizi pubblici di qualità, risparmio energetico (singolo e collettivo) ed ERP. Sono stati riformati gli ambiti delle cascine per recuperare, in particolare, quelle dismesse, un elemento caratterizzante del nostro territorio (siamo stati attenti e delicati, ma consapevoli e propositivi come dicevo poco fa). E’ certamente un passaggio di grande responsabilità, per chi ha costruito l’impianto del PGT, ma è sicuramente una delle occasioni più importanti che il ruolo istituzionale di consigliere dà ad ognuno di voi di rappresentare i cittadini, tutti i cittadini, e responsabilmente restituire alla città un PGT che accompagni al meglio le sue possibili trasformazioni.

 

All’Assessore ha fatto seguito la relazione tecnica - tesa ad illustrare in sintesi i vari documenti che compongono il PGT, svolta da Marco Masserdotti, Direttore del Settore Gestione Territorio - che può essere visionata al seguente indirizzo: http://documenti.comune.cremona.it/advanced/ustampa/PGT.ppt. Al termine è seguito il dibattito che ha visto intervenire i consiglieri Matteo Lodi (Verdi per la Pace),  Maria Rosa Zanacchi (Partito Democratico), Guido Borsella (UDC), Giuseppe Ceraso (Partito Democratico), Carlo Malvezzi (Forza Italia), Paola Trombini (Rifondazione Comunista), Gino Carnesella (Partito Democratico), Ferdinando Quinzani (Gruppo delle Libertà), Andrea Virgilio (Partito Democratico), Domenico Maschi (Alleanza Nazionale), Pierluigi Rossetti (Rifondazione Comunista). Chiuso il dibattito, l’Assessore Daniele Soregaroli ha svolto una breve replica nel corso della quale, tra l’altro, ha tenuto a rimarcare, di fronte all’annunciata astensione di alcune componenti della maggioranza (Rifondazione Comunista e Verdi),  il PGT può essere adottato solo grazie al senso di responsabilità dei consiglieri del Partito Democratico che hanno dimostrato ancora una volta di andare sino in fondo nelle loro prese di posizioni in quanto la politica del rinvio, mai come in questo caso, è da ritenersi sbagliata soprattutto si è chiamati a votare per conto dei cittadini dai quali si è stati eletti e che si rappresentano. 

 

Adozione dell’adeguamento dello Studio Geologico del territorio comunale.

L’articolo 57 della legge regionale n. 12/2005 stabilisce che, ai fini della prevenzione dei rischi geologici, idrogeologici e sismici, il Piano di Governo del Territorio nel documento di piano contenga la definizione dell’assetto geologico, idrogeologico e sismico comunale sulla base dei criteri e indirizzi per la definizione della componente geologica, idrogeologica e sismica del piano di governo del territorio emanati dalla Giunta Regionale. Il Comune di Cremona è provvisto dello studio geologico del territorio comunale, redatto ai sensi della legge regionale n. 41 del 24 novembre 1997 ma, in base ai criteri e indirizzi sopra citati, tutti i Comuni sono comunque tenuti ad aggiornare i propri studi geologici ai sensi della direttiva sopra richiamata relativamente alla componente sismica (in linea con le disposizioni nazionali introdotte dall’ Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, da cui scaturiscono le nuove classificazioni sismiche del territorio su base comunale). Si è pertanto proceduto all’adeguamento dello studio geologico, redatto ai sensi della legge regionale n. 41 del 24 novembre 1997, rispetto alla componente sismica secondo la direttiva approvata con deliberazione di giunta regionale n. 8/1566 del 22.12.2005 e come previsto dalla legge regionale 11 marzo 2005 n. 12.

 

Sulla scorta dei dispositivi legislativi vigenti l’aggiornamento dello studio geologico alla componente sismica ha delimitato spazialmente le aree a differente pericolosità sismica, valutando e restituendo l’analisi del rischio sismico per l’intero territorio comunale; la redazione della carta della pericolosità sismica di 1° livello; l’analisi semi-quantitativa di 2° livello per le aree in cui e risultato necessario; la redazione di una carta dei Fattori di Amplificazione Sismica, in base ai risultati all’analisi di II livello; la revisione e integrazione della Carta di fattibilità e delle norme in relazione a quanto scaturito dalle indagini. L’aggiornamento dello studio geologico alla componente sismica effettuato non va ad alterare le classi di fattibilità geologica esistenti, ma solo a prescrivere per le aree interessate la tipologia di indagini da eseguire. I retini relativi agli scenari di amplificazione sismica andranno dunque a sovrapporsi alla carta di fattibilità geologica. Ogni intervento sul territorio dovrà dunque considerare lo scenario di pericolosità sismica locale (PSL) che interessa l’area in esame e le rispettive prescrizioni, in modo da garantire la necessaria protezione per i manufatti e la sicurezza dei cittadini.

 

Il Consiglio Comunale – con l’astensione di tutti i consiglieri della minoranza presenti in aula e dei consiglieri di Rifondazione Comunista e del Verde Matteo Lodi - ha adottato l’adeguamento dello studio geologico, redatto ai sensi della legge regionale n. 41 del 24 novembre 1997, rispetto alla componente sismica secondo la direttiva approvata con deliberazione di giunta regionale n. 8/1566 del 22.12.2005 e come previsto dalla legge regionale 11 marzo 2005 n. 12, di cui agli allegati meglio individuati nel relativo elenco. Ha quindi dato atto che l’adeguamento dello studio geologico, redatto ai sensi della legge regionale n. 41 del 24 novembre 1997, rispetto alla componente sismica secondo la direttiva approvata con deliberazione di giunta regionale n. 8/1566 del 22.12.2005 e come previsto dalla legge regionale 11 marzo 2005 n. 12, è parte integrante del Piano di Governo del Territorio (PGT).

 

La deliberazione di adozione, unitamente a tutti gli allegati, è depositata per trenta giorni consecutivi nella segreteria comunale ai fini della presentazione, nei successivi trenta giorni, di osservazioni da parte di cittadini e associazioni. Del deposito è data comunicazione al pubblico mediante avviso affisso all’albo pretorio. Copia degli atti relativi all’adeguamento dello studio geologico alla componente sismica va trasmessa, con gli atti costituenti il PGT, alla Provincia di Cremona e alla Regione Lombardia in quanto parte integrante del PGT stesso. Entro novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle osservazioni, a pena di inefficacia degli atti assunti, il consiglio comunale approva il Piano, decidendo nel contempo sulle eventuali osservazioni presentate.

 

 

Adozione degli atti costituenti il Piano di Governo del Territorio: Documento di Piano, Piano dei Servizi, Piano delle Regole.

 

La legge regionale n° 12 dell'11 marzo 2005 in materia di governo del territorio ha determinato un mutamento di rilievo nel quadro di riferimento urbanistico-edilizio regionale. Il nuovo strumento a livello comunale (PGT) ha cambiato denominazione per assume un significato di più ampia portata, da “regolatore” a “governo del territorio”. La legge, entrata in vigore il 31 marzo 2005, ha disposto che tutti i Comuni lombardi deliberino l'avvio del procedimento di adeguamento del loro PRG . entro un anno da tale data (effettuato con delibera di Giunta l’8 marzo 2006) procedendo poi all'approvazione di tutti gli atti del Piano di Governo del Territorio (Documento di Piano - Piano dei Servizi - Piano delle Regole) secondo i principi, i contenuti e il procedimento stabiliti dalla Legge Regionale 12/2005 stessa. Secondo i citati disposti normativi, il vigente PRG conserva la propria efficacia fino all'approvazione del PGT e, comunque, non oltre quattro anni dall'entrata in vigore della nuova “Legge per il governo del territorio”, cioè non oltre il 31 marzo 2009. Stante questo scenario normativo, si è dato avvio all’elaborazione e redazione del PGT sulla scorta della relazione di intenti, espressione politica degli indirizzi che l’amministrazione intende raggiungere, e della relazione propedeutica alla stesura del PGT, il primo documento elaborato dagli uffici del Settore Gestione del Territorio che risultano preposti alla stesura dell’intero strumento. Il Piano di Governo del Territorio è composto da tre atti distinti, ognuno con i propri contenuti e peculiarità:

  1. Il Documento di Piano, ad una prima fase di elaborazione di tipo ricognitivo – normativa e conoscitiva della realtà territoriale, ha fatto seguire una seconda fase di definizione strategica degli obiettivi per il governo del territorio, ed infine una terza fase di proposta di azioni per il raggiungimento degli obiettivi che si è sviluppata su tre tipologie di sistemi: sistema insediativo e dei servizi; sistema ambientale; sistema della mobilità. E’ in questa terza fase che il Documento di Piano sviluppa e propone tutta una serie di possibili trasformazioni territoriali che pur impostate sempre in una logica di sviluppo ed accrescimento della qualità della vita, ricercano contestualmente la sostenibilità ambientale delle trasformazioni. E’ lo strumento che identifica gli obiettivi ed esprime le strategie che servono a perseguire lo sviluppo economico, sociale, nell’ottica di valorizzazione delle risorse ambientali, paesaggistiche e culturali. Ha validità quinquennale, e non ha effetti sul regime giuridico dei suoli.
  2. Il Piano dei Servizi, a fronte di un’analisi dello stato di fatto quanti-qualitativo dell’offerta attuale, della domanda sul territorio, dell’accessibilità, ecc.., sviluppa un quadro progettuale per far fronto ai fabbisogni, in stretta correlazione con contenuti propositivi del Documento di Piano. E’ lo strumento per armonizzare gli insediamenti con il sistema dei servizi, per garantire la vivibilità e la qualità urbana della comunità locale, secondo un disegno di razionale distribuzione dei servizi per qualità, fruibilità e accessibilità. Non ha termini di validità, ed ha effetti sul regime giuridico dei suoli.
  3. Il Piano delle Regole, affronta e sviluppa la normativa di regolamentazione sulle parti del territorio consolidato, procedendo all’individuazione non più delle zone dei vecchi PRG, ma individuando ambiti territoriali, nei quali vengono a loro volta individuati e regolamentati specifiche tipologie morfotipologiche attravero le unità urbane. E’ lo strumento di controllo della qualità urbana e territoriale che disciplina l’intero territorio comunale, ad esclusione degli ambiti di trasformazione di espansione (individuati dal Documento di Piano e posti in esecuzione mediante piani attuativi). Serve a dare un disegno coerente della pianificazione sotto l’aspetto insediativo, tipologico e morfologico nonché a migliorare la qualità paesaggistica dell’insieme. In tale contesto disciplina le aree e gli edifici destinati a servizi per garantire l’integrazione tra le componenti del tessuto edificato, nonché di queste con il territorio rurale. Non ha termini di validità, ed ha effetti sul regime giuridico dei suoli.

Tramite un’apposita consulenza esterna si è proceduto a sviluppare il percorso di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), volta a garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente contribuendo all'integrazione di considerazioni ambientali nell'elaborazione del piano. Lungo il percorso di redazione del PGT sono state sviluppate azioni di partecipazione, massimizzate poi nell’ambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica del Documento di Piano (condotta da un soggetto terzo), nell’ambito della quale è stato prodotto un Rapporto Ambientale ed una Sintesi non tecnica in merito alle proposte avanzate e contenute nel documento stesso.

 

A conclusione del percorso istruttorio - con l’astensione di tutti i consiglieri della minoranza presenti in aula e dei consiglieri di Rifondazione Comunista e del Verde Matteo Lodi - il Consiglio Comunale ha adottato il Piano di Governo del Territorio articolato nei seguenti documenti: Documento di Piano, Piano dei Servizi, Piano delle Regole. Entro novanta giorni dalla data di adozione gli atti costituenti il Piano di Governo del Territorio sono depositati nella segreteria comunale per un periodo di trenta giorni ai fini della presentazione, nei successivi trenta giorni, di osservazioni da parte di cittadini e associazioni. Del deposito è dato avviso mediante la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia e su almeno un quotidiano a diffusione locale. Gli atti costituenti il Piano di Governo del Territorio, contemporaneamente al deposito, sono trasmessi alla Provincia di Cremona ai fini della valutazione della compatibilità del Documento di Piano con il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia stessa. Gli atti costituenti il Piano di Governo del Territorio, contemporaneamente al deposito, sono trasmessi inoltre alla Regione Lombardia in quanto nel Piano Territoriale Regionale vi sono determinazione che devono essere obbligatoriamente recepite da parte del Comune. Il Documento di Piano, contemporaneamente al deposito, è trasmesso all’Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Cremona ed all’Azienda Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Lombardia per l’eventuale espressione di osservazioni rispettivamente circa gli aspetti di tutela igienico sanitaria ed ambientale. Entro novanta giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle osservazioni il Consiglio Comunale decide sulle stesse apportando agli atti costituenti il Piano di Governo del Territorio le modifiche conseguenti all’eventuale accoglimento delle osservazioni.

 

 


       


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