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 Lettere a WL

04 Marzo, 2005
Morte sulle strade: rispetto, sicurezza e legalità di Bruneri Adriano
Partirei dalla considerazione iniziale che, per l’opinione pubblica, la morte di un lavoratore dell’industria o dell’edilizia fa clamore ma quella di un autotrasportatore no.

MORTI SULLE STRADE: RISPETTO, SICUREZZA E LEGALITA’

Egr. Direttore,

dopo il periodo delle ferie agostane, mi preme fare una riflessione sui problemi della sicurezza sulle strade alla luce degli ultimi incidenti che, anche quest’anno, hanno caratterizzato il nostro Paese e che hanno visto coinvolti alcuni mezzi pesanti.

Partirei dalla considerazione iniziale che, per l’opinione pubblica, la morte di un lavoratore dell’industria o dell’edilizia fa clamore ma quella di un autotrasportatore no.

Infatti i media parlano spesso di morti bianche sul lavoro, con la differenza che autotrasportatore che muore è sempre frutto, nella migliore delle ipotesi, di “…una tragedia della strada che ha visto coinvolto un TIR” oppure “Tir impazzito, tragedia sulla strada” ecc.

Non abbiamo ancora avuto il piacere di avere una serie indagine giornalistica su un conducente di TIR, un povero trasportatore, che perde la sua vita sulla strada mentre svolge un servizio necessario a tutta la popolazione. Dobbiamo parlare di vittime della strada anche per gli autotrasportatori che dedicano la loro intera vita al lavoro, sacrifici e soddisfazioni che poi vedono svanita in un attimo terribile quando per cause incerte e non dovute a propria responsabilità, il mezzo pesante è sbalzato fuori strada....

Una recente inchiesta di un noto settimanale ha indagato su episodi di maleducazione, inciviltà, illegalità, quasi a dimostrare che per l’autotrasporto questo è la norma.

No, non è così. L’autotrasporto è un lavoro di sacrificio, impegnativo e non è composto da una “banda di delinquenti”.

Il mondo dell’autotrasporto è un mondo fatto di persone serie che lavorano molto, o neste e con famiglie da mantenere e figli da crescere come tutti e che, come tutti, hanno a cuore la loro vita perché, al termine della propria giornata, non vedono l’ora di dedicare il loro tempo alla propria moglie, ai figli, alle fidanzate, al tempo libero, ai propri interessi.

Sono persone normali che fanno un lavoro pesante e che meritano rispetto come tutti i lavoratori.

Perché nessuno indaga ad esempio sulla causa del superamento dei limiti di velocità o i tempi di guida? Perché nessuno indaga su come vengono trattati negli stabilimenti o nei magazzini di carico e scarico? Perché nessuno indaga sulla presenza di servizi elementari alla persona nei piazzali di carico e scarico? ecc.

 

La realtà purtroppo e questa: i media vedono la professione del trasportatore in modo negativo e distorto rispetto a quello che è realmente e la conseguenza è che l'opinione pubblica è indotta a vedere i conducenti dei mezzi pesanti come una parte marginale e da non considerare della società.

 

Per parte nostra non rinunceremo mai a difendere questa categoria che vive e si sacrifica sulle strade.

 

Bruneri Adriano

Responsabile Provinciale Autotrasportatori della CNA di Cremona

 


       


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