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04 Marzo, 2005
Cremona si candida a diventare " Città Equosolidale"
Aderire alla campagna "Città equosolidali"; favorire la diffusione del

IL COMUNE DI CREMONA SI CANDIDA A DIVENTARE "CITTA' EQUOSOLIDALE"

Aderire alla campagna "Città equosolidali"; favorire la diffusione del
commercio equo e solidale attraverso l'inserimento nei propri consumi
dei prodotti del commercio equo e solidale (ad esempio, utilizzo di
caffè, the e altre bevande calde e fredde equosolidali nei distributori
automatici; zucchero e snack equosolidali oppure palloni o prodotti
artigianali, ecc.); introdurre prodotti equosolidali nelle mense
scolastiche, del personale, nei servizi di catering e in altri luoghi
della ristorazione collettiva gestiti dall'ente locale; realizzare
iniziative formative nella realtà in cui i prodotti vengono inseriti (in
particolare nelle scuole); sensibilizzare il proprio personale ed i
cittadini, valorizzando le organizzazioni di commercio equo e solidale
che operano sul territorio.

Con queste azioni il Comune di Cremona intende sostenere il commercio
equo e solidale e candidarsi a diventare "Città equosolidale". Il
commercio equo e solidale è infatti ritenuto un eccellente mezzo,
complementare alle pratiche di cooperazione decentrata, non soltanto per
informare e sensibilizzare i cittadini sul problema degli squilibri
economici e ambientali, ma anche e soprattutto per permettere loro di
agire concretamente. I prodotti del commercio equo e solidale sono
realizzati rispettando i criteri della sostenibilità ambientale. Una
grande parte dell'esperienza equosolidale è legata al mondo della
produzione biologica o della cosiddetta "lotta integrata".
L'Amministrazione Comunale considera la particolarità di questo tipo di
commercio, che anche l'Unione Europea sostiene, quale esempio di
sviluppo raggiungibile mediante l'ampliamento delle relazioni e delle
opportunità commerciali dei paesi in via di sviluppo che possono in
questo modo integrarsi nell'economia mondiale. Il Comune di Cremona
condivide inoltre la linea della dell'Unione Europea secondo la quale le
iniziative del commercio equo e solidale danno ai paesi sviluppati
l'opportunità di contribuire al raggiungimento di uno sviluppo sociale
ed economico sostenibile nei paesi in via di sviluppo semplicemente
attraverso le loro preferenze di acquisto, iniettando in tal modo valori
nel sistema e coniugando così efficienza e solidarietà.

Già dal 2005 il Comune di Cremona ha proceduto con l'introduzione di
prodotti provenienti dal commercio equo e solidale e con la
sensibilizzazione del personale e dei cittadini. Iniziative di
educazione e presentazione del commercio equo e solidale sono inoltre in
corso di svolgimento nelle scuole per l'infanzia e nelle scuole
elementari statali attraverso due percorsi didattici intitolati
rispettivamente "Il viaggio del cacao" e "Banane scatenate". I percorsi
proposti hanno per argomento due prodotti alimentari (cioccolato e
banana) che sono stati introdotti nella ristorazione scolastica statale
grazie alle disposizioni previste nel capitolato della gara d'appalto
realizzata nel 2005 e vinta dalla ditta CAMST. Inoltre il Comune di
Cremona ha approvato per il secondo anno consecutivo una convenzione con
la Cooperativa Nonsolonoi per la fornitura di generi alimentari
provenienti dal commercio equo solidale valida fino al mese di febbraio
2009. Da sottolineare che con il tempo si è avuto un ampliamento della
gamma dei prodotti richiesti. I prodotti sono  stati utilizzati dai
cuochi comunali e le preparazioni culinarie sperimentate e poi
introdotte nel menù hanno ottenuto un buon successo.

Per diventare "Città equosolidale" il Comune dovrà realizzare almeno
un'azione di inserimento di prodotti del commercio equo, all'interno
delle attività di ristorazione dell'ente, e aver realizzato delle azioni
di comunicazione e sensibilizzazione verso i cittadini, tenendo conto
che la "Città equosolidale" si caratterizza per la volontà di impegnarsi
in un progetto duraturo, non episodico, concordato con i promotori della
campagna e che duri almeno due anni. Il Comune di Cremona invierà la
documentazione con la richiesta di aderire al progetto "Città
equosolidali". Tale documentazione verrà esaminata da un comitato
tecnico rappresentativo delle organizzazioni promotrici che, verificata
la conformità, darà avvio alle procedure per il conferimento di "Città
equosolidale". L'adesione alla campagna "Città equosolidali" prevede la
sottoscrizione una tantum di una quota di adesione che, per il Comune di
Cremona ammonta ad € 750,00. Tale quota andrà a finanziare le varie
attività della campagna (segreteria, comunicazione e promozione) e i
costi per l'elaborazione del materiale informativo che gli enti locali
potranno utilizzare nelle attività di sensibilizzazione sopra indicate.

Fairtrade TransFair Italia, Coordinamento nazionale degli enti locali
per la pace ed i diritti umani, Coordinamento delle Agende 21 locali
italiane, Agices (Assemblea generale italiana commercio equo e solidale)
hanno promosso una iniziativa denominata "Città equosolidali". La
campagna "Città equosolidali" intende coinvolgere gli enti locali
italiani perché contribuiscano ad una sempre maggiore diffusione
dell'esperienza del commercio equo e solidale. I principali obietti del
commercio equo e solidale sono:

1.migliorare le condizioni di vita dei produttori aumentandone l'accesso
al mercato, rafforzando le organizzazioni di produttori, pagando un
prezzo migliore ed assicurando continuità nelle relazioni commerciali;
2.promuovere opportunità di sviluppo per produttori svantaggiati,
specialmente gruppi di donne e popolazioni indigene e proteggere i
bambini dallo sfruttamento nel processo produttivo;
3.divulgare informazioni sui meccanismi economici e di sfruttamento,
tramite la vendita di prodotti, favorendo e stimolando nei consumatori
la crescita di un atteggiamento alternativo al modello economico
dominante e la ricerca di nuovi modelli di sviluppo;
4.organizzare rapporti commerciali e di lavoro senza fini di lucro e nel
rispetto della dignità umana, aumentando la consapevolezza dei
consumatori sugli effetti negativi che il commercio internazionale ha
sui produttori, in maniera tale che possano esercitare il proprio potere
di acquisto in maniera positiva;
5.proteggere i diritti umani promuovendo giustizia sociale,
sostenibilità ambientale, sicurezza sociale;
6.favorire la creazione di opportunità di lavoro a condizioni giuste
tanto nei Paesi economicamente svantaggiati come in quelli
economicamente sviluppati;
7.favorire l'incontro tra consumatori critici e produttori dei Paesi
economicamente meno sviluppati;
8.sostenere l'auto sviluppo economico e sociale;
9.stimolare le istituzioni nazionale ed internazionali a compiere scelte
economiche e commerciali a difesa dei piccoli produttori, della
stabilità economica e della tutela ambientale, effettuando campagne di
informazione e pressione affinché cambino le regole e la pratica del
commercio internazionale convenzionale;
10.promuovere un uso equo e sostenibile delle risorse ambientali.

All'iniziativa "Città equosolidali" hanno aderito Commercio Alternativo
e CTM Altromercato (le maggiori centrali di importazione italiane) e
Associazione Botteghe del Mondo. Promotori ed aderenti fanno parte del
Comitato di gestione della campagna che ne determina linee guida,
iniziative ed eventi. Il comitato tecnico, formato da rappresentanti
degli enti promotori, è incaricato invece di analizzare e di vagliare le
richieste di adesione e a pronunciarsi in merito.

 

fonte: comune di cremona

 


       


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