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 Da Crema

04 Marzo, 2005
Crema. CNA il credito agevolato spiegato alle imprese artigiane.
Grande partecipazione al convegno organizzato dalla CNA di Cremona che ha illustrato le rilevanti novità in materia di credito agevolato

Il credito agevolato spiegato alle imprese artigiane

Grande partecipazione al convegno organizzato dalla CNA di Cremona che ha illustrato le rilevanti novità  in materia di credito agevolato

Cremona 15 novembre 2007 –  Si è svolto a Crema ieri mercoledì 14 novembre alle ore 21.00 presso la sala del Palazzo della Provincia in via Matteotti 39, il convegno promosso dalla CNA di Cremona sulla riorganizzazione del sistema del credito agevolato“Il nuovo credito agevolato in Lombardia. Opportunità, contributi e garanzie a favore delle imprese artigiane”.

Di fronte a una sala gremita, gli o nori di casa sono stati fatti dal Presidente della CNA di Cremona Giuseppe Ghisani, che non ha mancato di sottolineare come “sul credito agevolato bisogna innestare importanti elementi di novità, modernità ed efficienza che siano in grado di portare effettivi vantaggi alle imprese artigiane. Nello stesso tempo è necessario un approccio diverso anche dagli altri attori quali il sistema bancario, le associazioni di categoria e il sistema del credito. Noi, come associazione saremo attenti rappresentanti degli interessi delle imprese consapevoli delle sfide che ci aspettano.”

Giuseppe Vivace, vice segretario di CNA Lombardia, ha introdotto l’argomento, facendo un analisi dei dati dai quali si evince che alle imprese artigiane, che sono il 35% delle imprese totali in Italia, le banche concedono solo il 3,3% dei finanziamenti totali dati alle imprese. «E’ un dato clamorosamente basso che deve farci riflettere. O le imprese artigiane non hanno bisogno di finanziamento, oppure preferiscono trovare altre risorse interne alle proprie aziende. Il grosso di questi finanziamenti va a quelle aziende che hanno meno di 20 addetti. Questo significa che lì c’è una necessità di finanziamenti. Altra considerazione va posta sul credito concesso alle medie imprese, cioè sotto i 250 dipendenti, che sono il 99,9% delle aziende totali. A queste aziende viene concesso solo il 28% del credito, mentre il restante 0,1% delle imprese in Italia ottiene il 72% delle risorse creditizie: c’è da domandarsi se questa dimensione, questo rapporto, sia giusto. Per fortuna in Lombardia sul credito agevolato le cose non vanno male e qui va dato atto all’assessorato all’artigianato che su questa partita ha posto grande attenzione e grande disponibilità a dare le risposte che le imprese dell’artigianato chiedono. Per il 2008 la disponibilità di risorse c’è, ci siamo seduti ad un tavolo, con tutte le divergenze del caso, ma siamo riusciti ad ottenere delle buone risorse. Per fortuna il sistema associativo ha una serie di “ombrelli” protettivi: le garanzie di Fidimpresa continua ad essere una grande possibilità per accedere al credito bancario in modo agevolato avendo anche dei vantaggi in termini di tasso. Sono una grande opportunità se si innovano e noi CNA lo abbiamo fatto creando Fidimpresa Lombardia, che unisce 5 consorzi fidi e ha aperto un ruolo nuovo con il mercato bancario. »

Infine Vivace lancia la sfida strategica. «Creare un grande consorzio fidi regionale tra il mondo dell’artigianato e dell’industria. Così facendo avremmo un grande soggetto di 60 milioni di patrimonio netto, il più grande consorzio fidi italiano di secondo grado che non fa concorrenza ai consorzi territoriali ma li sopporta riducendo i rischi e dando garanzie. La regione Lombardi e l’assessore Zambetti spingono in questo senso, ci sostengono e mettono anche dei fondi a disposizione. L’interesse fra l’artigianato e gli industriali vedremo se riusciremo a costruire questo soggetto, mettendo insieme i patrimoni ma muovendoci ognuno sul proprio mercato. Noi non dobbiamo fare il business delle garanzie, noi dobbiamo dare una risposta alle imprese che hanno problemi nell’accesso al credito.»

« L’azione che abbiamo cercato di fare - commenta Raffaele Bisignani, Dirigente U.O. Artigianato, DG Artigianato e Servizi della Regione Lombardia - a monte e che porta alle misure della 1/2007 è stata quella della razionalizzazione delle risorse. Queste nuove misure avranno la caratteristica fondamentale che sono nel tempo più facilmente adattabili, perfezionabili in prospettiva in base alle esigenze. Accanto ad un processo di razionalizzazione degli strumenti è stato introdotto anche una flessibilizzazione di questi strumenti. La Regione Lombardia ha introdotto un processo di delegificazione per cui la 1/2007 è una legge di principi e la definizione delle misure è avvenuta con strumenti più agili di tipo amministrativo, così da adattarsi più facilmente alle esigenze del mondo economico man mano che queste si svilupperanno. Un’altra linea di azione su cui siamo intervenuti è il sostegno ai consorzi fidi: agevolandone la fusione e dotandolo delle risorse adeguate. Tutto questo è stato fatto tenendo conto di 2 esigenze: garantire una continuità nell’azione, le misure sono in parte innovative ma che comunque mantengono le caratteristiche di fondo delle leggi passate e con un potenziale di evoluzione. »

«Infine – Conclude Bisignani - c’è un lavoro in progress da fare: costruire tutta la rete di relazione con gli istituti bancari, migliorando anche queste relazioni. Siamo consapevoli che leggi passate hanno avuto dei forti squilibri territoriali. Si sta lavorando perché questo non avvenga più, sono circa 60 le banche e le società di leasing che hanno  le adesioni ad oggi. Il metodo che abbiamo seguito è stato molto positivo: una collaborazione intensa con le associazioni, un tavolo che ha lavorato per mese, costantemente.»

Il compito di illustrare le misure è stato svolto da Gianluca Loscalzo del Settore Artigianato della Regione Lombardia.

«Le misure elaborate non sono misure di poco conto – afferma il coordinatore Tobia Rizzini – e su questo la Regione c’è. C’è un problema di merito: le domande di solito sono abbastanza complicate e le impresa non sono in grado di presentarle da sole. Il nostro ruolo è molto importante, ed è quello di fare di tutto perché le nostre imprese ottengano i finanziamenti per far crescere la propria attività. Dobbiamo essere in grado di far capire alle impresa la legge e di agevolarla, proponendogli quei finanziamenti su cui le nostre imprese potranno contare. Questo è il nostro punto di forza ed è il motivo per cui abbiamo fondato Fidimpresa Lombardia; parlare direttamente con le imprese e rispondere direttamente a loro.»

Le conclusioni al Presidente Regionale Fausto Cacciatori. «Durante i nostri incontri con la Regione abbiamo sempre tenuto a mente quali erano gli interessi delle nostre imprese e del nostro territorio. Questo perché sono convinto che i fattori competitivi non sono solo le infrastrutture, ma anche la qualità del governo del territorio e la qualità delle associazioni di rappresentanza. Il risultato ottenuto a quel tavolo ha fatto emergere queste qualità e la dimostrazione sta nel fatto che abbiamo messo in discussione un nostro strumento forte che era l’Artigiancassa. Non è stato un passaggio facile, ma il risultato che abbiamo ottenuto è senza dubbio significativo. Ci sono altre partite in campo. L’accordo ad esempio della Regione Lombardia per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali delle imprese artigiane. Permangono difficoltà e problemi per il nostro settore. Abbiamo dati della congiuntura del 3° trimestre che conferma la tendenza della diminuzione della produzione, a fronte di un aumento della produzione non c’era un aumento del fatturato, significa che c’è un contenimento dei prezzi delle nostre imprese. Un quadro che evidenzia le difficoltà delle imprese. Questa sera però usciamo da questo incontro con una visione positiva, grazie proprio al metodo di lavoro e di confronto che si è tenuto con la Regione sul credito agevolato, che può produrre risultati importanti per le imprese delle Lombardia.»

 

fonte: CNA Cremona

 


       


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