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 Attualità

04 Marzo, 2005
UN CANTIERE PER MILANO
verso le Municipali di Milano '06: un progetto alternativo

Care amiche, cari amici,

in questo mio messaggio posto sul forum da me moderato di Rete Civica di Milano, alessandrorizzold, propongo un progetto che direi essere fondamentale per la prossima tornata elettorale che ci vede impegnati per le prossime elezioni municipali di Milano e per il rinnovo del Consiglio comunale della città. Dopo 13 anni di governi di destra, che hanno proposto per Milano un regresso in termini sociali, culturali e politici, oggi per il centrosinistra vi è forte possibilità di riscatto e di ottenere una vittoria per proporsi come alternativa di amministrazione e di governo della metropoli. Parlo di modernismo che non deve essere fine a se stesso ma che deve essere governato nella consapevolezza di quei principi che provengono dalla storia della democrazia progressiva e di cambiamento e di trasformazione della collettività: storia che ha determinato la conseguente acquisizione di diritti e di opportunità nella direzione dell'eguaglianza sostanziale e della giusitizia sociale. Il messaggio è stato inviato in risposta a un amico compagno e credo che sia interessante renderlo pubblico in questo forum, in cui penso si possa prospettare la creazione di quel laboratorio comune di confronto attivo e propositivo delle diverse realtà, politiche, partitiche, sociali, associetive e movimentiste, culturali e artistiche, che propongono il cambiamento come trasformazione democratica e progressiva della società.

 

E' un mio contributo alla discussione: vi auguro buona lettura :-)

Un fraterno saluto

Alessandro Rizzo

 

UN CANTIERE PER MILANO

Sono sempre più convinto di un fatto che definirei non solo "strategico" ma di sostanza programmatica e progettuale: occorre costruire con forza e determinazione uno spazio comune, oggi interpretato in maniera "embrionale", dato che siamo in stagione di referendum, dalle proposte del "Cantiere", lanciato dalle redazioni dei giornali della sinistra alternativa, dalla proposta di Asor Rosa del 15 gennaio a Roma, in cui le varie espressioni della società, includendo in questa espressione i Partiti, le associazioni, i movimenti, i collettivi, i comitati, gli organi di stampa indipendenti e atuodeterminati, possano apportare le proprie esperienze e i propri contributi, ognuno nella propria identità, ma ognuno con il presupposto di superare vecchi e stereotipati steccati ideologici, provocati da storiche divisioni ormai direi anacronistiche, che sono causa di frizioni arenanti un processo di aggregazione forte e incisivo sulla realtà programmatica.

Lo spazio comune, definiamolo con questa espressione, non si deve esaurire in una tavola rotonda in cui si soddisfano le diverse realtà apponendo i diversi rappresentanti, ma si esaurisce solamente se si definisce un percorso condiviso, coerente e unico, in cui le diverse realtà possano esprimere la propria esprienza e il proprio contenuto programmatico in base alla propria storia radicata.

Ebbene penso che questo scenario sia possibile soprattutto partendo dalla cosiddetta "base", ossia dal territorio: dal territorio la spinta per una convergenza nazionale di tutte le sinistre alternative che ripudiano la guerra, che difendono il lavoratore come soggetto di diritti, che prospettano un progresso sociale e civile che non si abbandoni al trinfo dell'innovazione tecnica e del modernismo fine a se stesso ma che, invece, sappia governarlo forte dei valori e dei principi storici di democrazia e di eguaglianza sostanziale.

Tutto questo per dire: sono disponibile e voglio che la campagna elettorale che ci si prospetta per le prossime municipali del 2006 dia l'occasione per lanciare questa proposta, ossia creare a Milano quel "Cantiere" di soggetti e di idee che influiscano sulle scelte generali della coalizione di centrosinistra, in cui le forze neocentriste tentano di alterare quel giusto concetto di alternanza all'insegna dell'alternativa programmatica di governo, in ogni connotazione amministrativa, da quella locale a quella nazionale, e non di confusione programmatica con il polo opposto di centrodestra, con cui non abbiamo nessun tipo di riferimento culturale e politico da condividere; ma, anzi, ci proponiamo come alternativa perchè siamo antagonisti e agli antipodi del modello di società disgregata, affaristica e ingiusta che il centrodestra prospetta.

Milano è città laboratorio politico di forte valenza storica: a livello nazionale i fenomeni politici sono molto spesso di derivazione di fenomeni e progetti che trovano le proprie prime radici nella città di Milano. Siano essi intesi in senso negativo e vergognoso, il fascismo e il cosidetto "berlusconismo", siano essi intesi in senso positivo e progressista, il riformismo radicale di Turati, l'operaismo democratico di Pietro Secchia, l'organizzazione del movimento di Liberazione contro il domonio nazifascista del CLN.

Ebbene non voglio pormi nella stessa continuità, sarebbe ambizioso: ma credo che se a Milano il "Cantiere" partisse in questa direzione, ebbene qualcosa a livello nazionale potrà determinare. Soprattutto, ripeto soprattutto, se si considera che l'idea della confederazione delle sinistre risulta positiva e necessaria nel momento in cui esistono resistenze nel centrosinistra a considerare doveroso presentare un progetto alternativo a livello di programma di governo per vincere e per governare una modernità che rischia di scivolare in una società del profitto senza volto umano e civile.

Rimaniamo in contatto, creiamo delle reti di confronto, creiamo luoghi e utilizziamo luoghi che già permettano di effettuare laboratori e spazi di confronto aperto, utilizzando la rete, oppure utilizzando realtà aggregative, sempre meno presenti nella città del neoliberismo affaristico, che sopravvivono e che sono radicate sul territorio, tra coloro che vogliono cambiare per poter migliorare le condizioni della comunità nella propria interezza e unità.

Tutto questo per dire che vedo sempre più, negli atti minimi, la volontà comune di aprire le nostre sezioni-circoli, le nostre federazioni, le nostre sedi, o i nostri forum che gestiamo, a un permanente confronto attivo e propositivo, eludendo e prescindendo da quegli steccati che sono ormai superabili. Superare gli steccati non signfiica abbandonare ogni riferimento alla propria autonomia e alla propria cultura storica e identità: queste sono ricchezze politiche, non elementi che depauperano il confronto. Ma significa uscire dalle segrete stanze impermeate da diffidenze reciproche, da paure e timori interrelazionali, da egoismi individualistici di difesa della propria "incontaminata supremazia" o "contaminato senso di supremazia sull'altro, di strenue difensore della verità assoluta", da pregiudizi di derivazione storica ma oggi insensati e vetusti.

Questo messaggio indica una mia finalità politica che credo troverà riscontro in molti che oggi attendono di vedere nascere l'alternativa di governo e l'alternativa di società e di sviluppo democratico progressivo della comunità, delineando questa forte volontà che deve da potenza divenire atto.

Alessandro Rizzo

 


       


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