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 Attualità

04 Marzo, 2005
Un'Altra Lombardia parte da Milano
Per un'unità programmatica verso l'alternativa

Un'altra Lombardia parte da Milano
Per un'alternativa di governo e un'unità progettuale

Dalla Camera del Lavoro, Sala Di Vittorio, il progetto di "Un'altra Lombardia", prende le ali, giovedì 14 aprile,e pone le premesse per diventare un corpo organizzato di diverse realtà che propongono un'alternativa politico amministrativa possibile e realizzabile.

A introdurre il tema della serata è  Mario Agostinelli, neo eletto consigliere regionale di Rifondazione Comunista, ideatore del progetto: dalla proposta si passi auspicabilmente al dialogo e al confronto per precostruire un progetto veramente concreto e realizzabile.

E' significativo il luogo scelto per celebrare questo avvio di forte impronta sociale e politica: la Camera del Lavoro, la CGIL, da sempre Confederazione rappresentativa degli interessi dei lavoratori, della lotta per l'emancipazione e della politica per i salari, unico motore che possa garantire equilibrato progressivo sviluppo dell'economia e della ricchezza del paese e che nel Paese sostenga e diffonda la partecipazione ai propri destini.

Le presenze alla tavola rotonda sono molte e rappresentative di una Sinistra che desidera contare nella definizione di programmi, all'interno di una Unione che si ponga come reale alternativa al Centro Destra.
Questo è ottimo - avverte Agostinelli nella sua relazione - ma il risultato deve essere reso produttivo in senso politico e progettuale, affinchè il cambiamento si possa veramente realizzare.

Un'altra Lombardia si potrà avere partendo da Milano, dove, in occasione delle prossime elezioni,  la partita si giocherà tutta, senza il pregiudizio della sconfitta. I risultati sono stati buoni per il Centro sinistra, nella citta' di Milano alle recenti consultazioni regionali e non possono che essere preludio e stimolo per una campagna elettorale che parta già da adesso, da questo momento.

Da Milano città, l'auspicabile cambiamento nella gestione politico- amministrativa a livello comunale potrebbe dare un forte impulso al cambiamento possibile nel resto del Paese.

Sono presenti al convegno diverse espressioni del mondo associativo e partitico lombardo: le sigle, considera Agostinelli, devono convergere in modo unitario, pur senza smarrire la propria identità, in un unico spazio che sia  laboratorio politico per l'alternativa.

Partire dal locale per pensare al globale: è la finalità ribadita come propria da "Un'altra Lombardia". Nel locale è possibile potenziare quella cultura dei diritti, dell'emancipazione delle classi lavoratrici, della solidarietà, dell'integrazione sociale e dell'eguaglianza sostanziale, della Pace, della tolleranza, delle pari opportunità; è possibile  contaminare, in questo modo, il panorama nazionale e globale caratterizzato da  uno sviluppo iniquo, in un panorama dove forti corporazioni monetarie, finanziarie ed economiche, le lobby, le multinazionali, rappresentate nel Fondo Monetario e nella Banca Mondiale, nel WTO, dettano le regole soddisfacenti gli interessi di profitto, perpetrando lo sfruttamento delle risorse e l'arricchimento di pochi. La redistribuzione delle risorse e del reddito possono creare le condizioni di costruzione di un mondo diverso, che veda nella pace e nella solidarietà tra i popoli il presupposto della difesa dei diritti civili e dell'autodeterminazione politica.

Nel medesimo giorno del nostro incontro alla Camera del Lavoro, L'Unione ha costituito, con la prima riunione dei gruppi, le premesse per costruire - tutti insieme - una politica coordinata di opposizione, in Regione, a una Giunta di Centrodestra macchiata dal sospetto di malagestione affaristica e corporativa, oltre che dall'accusa di reati finanziari a livello internazionale: lo scandalo oil for food.

La Sinistra alternativa può pesare solamente se può unitariamente, nelle sue componenti, influire nelle scelte di coalizione con le sue proposte che si espressione di valori condivisi.

Le forze aderenti a Uniti nell'Ulivo non sono riuscite a prospettare, come era nel progetto iniziale, un Gruppo Unico in Regione: difficoltà interne e assestamenti di equilibri tra le diverse componenti hanno precluso il raggiungimento di questa finalità. Le forze della Sinistra in Regione non dovrebbero, d'altra parte, rappresentarsi come  un contenitore, una formula vuota e ciò non sarà perché le proposte alternative sono nella direzione di un cambiamento che preveda aspetti qualificanti, come:  lotta alla precarieta', la tassazione graduale in base al profitto e al reddito, servizi sociali  che siano erogati in modo uniforme, di qualità più elevata e nella misura necessaria per le esigenze della cittadinanza.

È necessario invertire la tendenza, aprire una stagione nuova, che vinca quella rassegnazione che ci vota alla sconfitta: con questo spirito chiediamo ai cittadini di aiutarci a realizzare un progetto politico solidale e democratico, capace di integrare efficienza e qualità della vita, crescita economica e diritti del lavoro, mobilità e sostenibilità ambientale, e dove la partecipazione di tutti non sia una parola vuota. E', questa, una fase di alta densità progettuale e Altra Lombardia se ne fa motore progettuale, nella prospettiva di una società diversa e altra, di una società di un domani prossimo in cui, innovazione si sposi con le conquiste sociali e civili di anni di lotte di resistenza e sindacali.


Alessandro Rizzo

 

 


       


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