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04 Marzo, 2005
Nasce il Movimento RadicalSocialista
«L’MRS non vuol essere un partito (l’ennesimo della frammentazione politica italiana) ma un laboratorio di idee e di proposte…»

Nasce per iniziativa di donne e uomini provenienti dalla sinistra radicale, socialista e comunista libertaria, allo scopo appunto di unire e rivitalizzare, riscoprendone le genuine radici, queste tre gloriose tradizioni della sinistra italiana ed europea.

L’MRS non vuol essere un partito (l’ennesimo della frammentazione politica italiana) ma un laboratorio di idee e di proposte, un’occasione di confronto tra quanti nella società civile hanno intenzione di impegnarsi attivamente per la causa della rifondazione della sinistra all’insegna di un respiro ideale ed etico che da troppo tempo si è perso, con il risultato di allontanare dalla politica proprio le persone più coscienti della sua possibile “nobiltà” e alterità rispetto alle meschine ed anguste logiche di potere e di spartizione delle cariche amministrative.

Tutti gli schieramenti politici, in Italia, attraversano una fase di febbrile elaborazione e riposizionamento. Siamo alla vigilia di una trasformazione profonda che investirà coalizioni e singole forze politiche, il cui esito è ancora nebuloso e le prospettive poco chiare.

Le stesse regole basilari della politica sono di nuovo tutte da ripensare e delineare, a partire dalla legge elettorale, le cui varie ipotesi (proporzionale o maggioritaria, nelle molteplici gradazioni e “dosaggi”) disegnano scenari completamente diversi per il futuro della politica italiana.

Molti progetti e aggregazioni sono già ai blocchi di partenza: dal “partito democratico” di matrice riformista al cosiddetto “partito delle libertà” per il quale è impegnata la destra populista, passando per una possibile riaggregazione del centro ex democristiano.

Tutto ciò chiama la sinistra ad una profonda riflessione, ad un ripensamento della sua storia ed alla riaffermazione dei suoi caratteri e finalità; ad una nuova ripartenza; ad un rinnovato “contratto sociale” con gli elettori e tutti i cittadini che non sono disposti a rinunciare all’impegno e alla lotta per una trasformazione radicale della società.

Noi vogliamo essere una parte (per ora piccola ma fin da subito stimolante avanguardia) di questo dibattito e di questo impegno, senza nessun’altra pretesa se non quella di influenzare e orientare la discussione in atto indicando con chiarezza le vie della possibile, necessaria rifondazione della sinistra, su un terreno diverso – laico, radicale e socialista libertario – rispetto a quello scelto dai “riformisti” ds-margherita.

Senza pregiudiziali ideologiche e visioni dogmatiche e dottrinali, ma nella consapevolezza che la sinistra debba rimanere tale, senza rincorrere eternamente il centro moderato ed anzi riscoprendo e rilanciando con orgoglio le sue idee e le sue radici: giustizia ed eguaglianza, certo, ma in primo luogo quella lotta per la libertà – intesa come liberazione individuale e sociale – che ha trovato nella gloriosa Resistenza antifascista la sua più limpida espressione.

Guai se la sinistra lasciasse alle destre il monopolio della parola “libertà”, sia pur facendo propri altri fondamentali valori: la libertà non è e non può essere il privilegio di pochi, l’arbitrio dei potenti, la facoltà per esempio di evadere le tasse o ignorare le responsabilità sociali dell’azione economica individuale, e neppure l’immaginario, inesistente “libero mercato” capitalistico dominato in realtà dai monopoli e sorretto proprio da quello stato che a parole si vorrebbe demonizzare.

Libertà è e non può non essere che “libertà eguale”, partecipazione, solidarietà, democratizzazione profonda, pari opportunità, eguaglianza nella diversità di ciascuno. E in concreto diritti civili, garanzie sociali, liberazione dallo sfruttamento, emancipazione del lavoro e dal lavoro alienato, tutela dei più deboli, redistribuzione della ricchezza, reddito minimo garantito.

E mentre ci proponiamo di rivalutare la matrice “radicale” della sinistra italiana, guardiamo con interesse ai fermenti che percorrono il socialismo europeo (ed alla fondamentale esperienza di Zapatero in Spagna) nella convinzione che un socialismo libertario e radicale possa essere anche in Italia uno dei caratteri fondamentali del rinnovamento della sinistra, in naturale simbiosi con la comunità europea nella quale ci sentiamo sempre più organicamente inseriti.

Nello stesso tempo, siamo interessati a non disperdere, anzi a valorizzare, la specifica tradizione del comunismo italiano nella sua diversità e autonomia, che nella Resistenza antifascista e nella lunga opposizione al potere democristiano ha dimostrato nei fatti la sua vitalità e sintonia con gli interessi delle grandi masse popolari, e perfino nelle sue svolte più discutibili ed anche inaccettabili (vedi il “compromesso storico” berlingueriano suggerito dal timore di golpe reazionari) ha rivelato profondità di analisi, sensibilità e preoccupazione autentiche per il destino del nostro popolo.

Così come la storia della “nuova sinistra” pacifista e libertaria, delle battaglie femministe e delle lotte laiche e radicali per le libertà individuali e i diritti civili dev’essere parte integrante di una sinistra rifondata, insieme alle più ricche e stimolanti esperienze di partecipazione dal basso che sono venute negli ultimi anni dalla società civile, anche in polemica con la politica “ufficiale” e “partitocratica” e in controtendenza con l’apatia, l’appiattimento e il “ritorno al privato” indotti dall’epoca ultraconsumistica del capitalismo contemporaneo, che peraltro, mentre inonda i mercati di un’imponente pletora di merci, priva dei consumi necessari la maggior parte della popolazione mondiale, sfrutta i popoli del terzo mondo con la sua globalizzazione imperialistica, scatena guerre criminali e devasta progressivamente l’ambiente naturale del pianeta, degradando di pari passo la vita materiale e spirituale di tutti gli esseri umani.

Da oggi anche la voce dei RadicalSocialisti italiani (di coloro che intendono essere veramente radicali e veramente socialisti!), dei libertari provenienti da ogni filone storico dell’arcipelago progressista, si leva per indicare una strada possibile, all’insegna dell’unità e del rinnovamento, della riscoperta delle antiche radici per un autentico... ritorno al futuro della sinistra italiana.

5 Dicembre 2006

Giancarlo Iacchini

 

 


       


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