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04 Marzo, 2005
TFR: DAL PRIMO GENNAIO 2007 SI PARTE!
Una nota della Cgil Lombardia

Nota stampa della CGIL Lombardia.

TFR: DAL PRIMO GENNAIO 2007 SI PARTE!

Governo, Confindustria, Cgil, Cisl, Uil hanno siglato ieri l'accordo sull'uso del Tfr (o Trattamento di Fine Rapporto, o liquidazione: è la stessa cosa).

Ecco alcuni elementi già molto chiari chiari:

1) Riguarda solo quello nuovo cioè quello che maturerà dal 1° gennaio 2007.

2) Quindi Il "vecchio" Tfr (quello maturato fino al 1° gennaio 2007) resta dov'era...

3) Sempre dal 1° gennaio 2007 partono i sei mesi di silenzio-assenso: Il sindacato organizzerà le assemblee per spiegare e poi ogni lavoratore, ogni lavoratrice, deciderà cosa fare del suo Tfr.

Ma cosa succederà concretamente di questi soldi? Dipenderà da cosa deciderà la singola persona:

A) Se decide di aderire al suo Fondo di Categoria, quello negoziale, frutto cioè della Contrattazione, versa al suo Fondo il Tfr nuovo (non quello già maturato) per costruire la pensione complementare

B) Se decide di aderire ad un Fondo privato (autorizzato dalla Covip), versa il suo Tfr nuovo (non quello già maturato) per costruire la pensione complementare

C) Se decide di lasciare il Tfr in Azienda scatta la novità:

C1) per le aziende sopra i 50 dipendenti qui soldi (sempre il tfr nuovo, non quello già maturato) viene versato in uno specifico fondo dell'Inps

C2) per le aziende sotto i 50 dipendenti non cambia niente. Il Tfr resta in azienda.

D) Se non decide nulla (resta cioè in silenzio) vale quanto scritto per il punto A). Il Silenzio corrisponde infatti all'Assenso e il Tfr finisce nel Fondo negoziale per la previdenza complementare. (Sempre il Tfr nuovo)

E) Per tutti i lavoratori e le lavoratrici sia quelli A) che B) che C) resta invariata la legge e la possibilità di usare il loro Tfr per gli usi consentiti dalla Legge e dal Contratto Nazionale. Potranno cioè chiedere l'anticipo come prima.

Sia, come ovvio, per la quota già maturata che non è interessata a queste novità, sia per la quota nuova che maturerà dal 1° gennaio 2007, ovunque essa vada a finire, a seconda della volontà del lavoratore: nei fondi negoziali, in azienda (per quelle sotto i 50 dipendenti) o all'Inps (per quelle sopra i 50 dipendenti). Ricordiamo che molti fondi negoziali hanno predisposto norme che allargano le modalità e i casi in cui le persone possono chiedere l’anticipo...

Da subito possiamo tuttavia segnalare alcuni nodi critici che dovranno essere sciolti nei prossimi giorni:

1) Il Ministro Damiano dovrà emanare un Decreto per spingere i Fondi ad adeguarsi alle norme Covip relative alla trasparenza, alla possibilità di confrontare costi effettivi e prestazioni effettive. Questo vale più per i fondi privati che non per quelli negoziali: non vogliamo che sia possibile versare il Tfr a fondi non trasparenti e non ancora adeguati alle norme Covip.

2) Anche i fondi negoziali dovranno apportare qualche cambiamento per rendere espliciti i vantaggi, rispetto ai fondi privati, in una fase già delicata per via del passaggio al pluri-comparto: la possibilità cioè di scegliere quale linea di investimento si preferisce (prudente, mista, aggressiva

3) Quale sarà il regime fiscale? Il sindacato chiede una de-fiscalizzazione, in linea con quanto avviene negli altri paesi europei

4) Confindustria dice che il trasferimento deve essere transitorio e chiede quando terminerà e, contestualmente, un fondo per la compensazione che integri quello già previsto in Finanziaria di 450 milioni di Euro

Le iniziative per informare i lavoratori.

Le ipotesi di lavoro partono da due esigenze parallele:

1. Una campagna di informazione e comunicazione sui luoghi di lavoro, coinvolgendo le Categorie e i Fondi Chiusi

2. Una campagna “generale” sul TFR e la previdenza complementare

In linea di massima riteniamo più semplice programmare la prima, legata alle specifiche condizioni dei Fondi Chiusi (dove ci sono); mentre più complessa la seconda.

La prima prevede:

• un manuale con una premessa generale, l’impostazione CGIL di difesa del ruolo della pensione pubblica e 1-2 pagine per ogni fondo, da distribuire ai quadri e militanti della CGIL che gestiscono il rapporto con i lavoratori e i cittadini (INCA, Vertenze, Pensionati, CAAF) con informazioni minime standard e indirizzi utili

• Un programma di formazione per delegati e dirigenti sindacali che terranno le assemblee (da concordare con le Categorie e le Camere del Lavoro) Slides, Presentazione Power Point. Noi avevamo già predisposto con l’Ufficio Formazione e l’Inca una campagna di formazione specifica per i gruppi dirigenti, gli apparati e i delegati che adesso dovremo, accelerando i tempi, aggiornare per trovarci pronti all’appuntamento, concordando tempi e modalità dei corsi.

• Le assemblee (aiutando a coprirne alcune se richiesto, dalle Categorie e Camere del Lavoro)

• una lettera agli iscritti attivi della CGIL (con una parte specifica sulla loro categoria e il loro fondo)

• un format per i giornalini dei pensionati e per i siti cgil

La seconda:

• una campagna stampa dedicata (con un marchio specifico)

• l’uso di radio e tv (spot)

• un volantino/pieghevole per la distribuzione di massa

In sostanza pensiamo ad un “cappello” grafica/logo che dia l’idea della campagna e regga i sei mesi di comunicazione; al coordinamento con le categorie e le camere del lavoro per evitare doppioni; al coordinamento con la campagna nazionale di informazione.

Diventa decisivo capire l’entità delle risorse che riusciremo a dedicare a questa campagna direttamente e come insieme dell’organizzazione (categorie, CdL, servizi, ecc.)

Nota  a cura di  Giancarlo Pilucchi di TFR News

Milano , ottobre 2006.

 

 

 


       


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