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04 Marzo, 2005
«Giulemanidallacqua»
Comitato Beni Comuni – Cremona: «Farsi un’idea della situazione e soprattutto dei valori di fondo che la gestione del servizio idrico va a toccare»

Questa estate ha portato con sé, sul campo dell’acqua, alcune novità importanti: alcune buone, altre molto meno. Tra le brutte novità è senza dubbio da annoverare l’approvazione della legge regionale n.18 dell’8 agosto. Questo sciagurato provvedimento, oltre a ribadire la necessità già precedentemente affermata dalla Regione Lombardia di separare all’interno di ogni servizio idrico le attività di gestione da quelle di erogazione (sottigliezza burocratica che nessun’altra regione si è finora sognata di porre), costringe le autorità responsabili a scegliere il soggetto a cui affidare il servizio idrico tramite una gara. Così facendo la Regione ha emesso una norma in totale e grave contrasto con le normative nazionali, che prevedono che l’affidamento del servizio possa essere fatto in tre modi differenti (e non in uno solo): a un soggetto qualunque tramite gara, a un soggetto misto (pubblico-privato) oppure a un soggetto qualificato e totalmente pubblico (soluzione detta “in house”, vale a dire “in casa”). Questo restringimento forte delle libertà di scelta delle amministrazioni locali voluto dalla Regione mette in crisi molte autorità, che si trovano costrette ad allestire una gara in tempi brevi (la scadenza era il 31 dicembre 2006) ma che soprattutto stanno ancora esaminando pro e contro delle tre possibili scelte. Anzi, col passare dei mesi un numero sempre crescente di ATO (l’ATO è l’organo che per legge ha il compito di prendere tale decisione) si sta orientando verso la soluzione cosiddetta “in house”, l’unica soluzione che può garantire la trasparenza e la qualità nel servizio idrico, la salvaguardia del diritto di accesso di tutti i cittadini all’acqua e una gestione del ciclo idrico votata al risparmio e alla tutela dell’acqua come bene comune. L’ATO di Lodi ad esempio è già molto avanti nelle procedure per il conferimento “in house” e anche l’ATO di Cremona, inizialmente purtroppo favorevole alla privatizzazione dell’erogazione dell’acqua, con il passare del tempo e grazie anche alla pressione dei cittadini preoccupati, ha cambiato parere e si è ormai orientato verso una soluzione totalmente pubblica.

Fortunatamente questa estate ha portato anche alcune novità positive: tra esse prima di tutto la decisione del governo di posticipare di un anno la scadenza dei termini per l’affidamento (portandola al 31 dicembre 2007), provvedimento che lascia agli ATO di tutta Italia il tempo necessario per esaminare il problema ed effettuare una scelta ponderata e sensata. Soprattutto, ed è novità delle ultime ore, il governo ha deciso di impugnare la legge della Regione Lombardia presso la Corte Costituzionale. Questo permette a tutti noi che da tempo ci battiamo perché l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti sia e resti pubblica e non sia una merce vendutaci da un privato di tirare un po’ il fiato e organizzare meglio l’attività di informazione della gente su questa importantissima questione. E’ chiaro però che non possiamo considerarla una vittoria e meno che meno definitiva, perché l’impugnazione non blocca l’esecutività della legge e perché per la risposta della Corte Costituzionale (positiva o negativa che sia) pare si prevedano tempi lunghi (forse un anno). Nel frattempo i giochi societari hanno tutto il tempo di progredire, quindi le antenne del Comitato Beni Comuni del territorio cremonese resteranno sempre ben alzate. Ma non solo.

Altre buone novità sono giunte questa volta direttamente dalla cittadinanza attiva. Nei mesi scorsi i comitati — fioriti come funghi su tutto il territorio nazionale perché questa è una esigenza sentita anche nel più piccolo fazzoletto di terra italiana — sono riusciti a creare tra loro un coordinamento generale tramite il quale hanno iniziato a parlarsi, a confrontarsi, a legarsi vicendevolmente: i primi frutti di questo lavoro saranno resi noti tra pochi giorni.

Il Comitato Beni Comuni assicura però fin d’ora i cittadini che continuerà ad impegnarsi su questo campo; anzi, essendo cosciente che il percorso che si inizierà tra pochi giorni richiederà uno sforzo ancora maggiore, chiede ai cittadini di tutta la provincia di Cremona che ritengono l’acqua un preziosissimo bene di tutti di cominciare, se non lo hanno già fatto, a prendere coscienza del problema, ad informarsi, a leggere, a riflettere, a chiedere conto della situazione al proprio sindaco. Il Comitato Beni Comuni si mette a disposizione per inviare (esclusivamente via mail, purtroppo, perché non disponiamo di fondi, di finanziamenti, di “potenti mezzi”) articoli, brevi saggi, materiale sul quale ciascuno può iniziare a farsi un’idea della situazione e soprattutto dei valori di fondo che la gestione del servizio idrico va a toccare.

Per chi fosse interessato, può scrivere a uno dei seguenti indirizzi: Giampiero Carotti = giacarot@tin.it; Francesca Berardi = francesca_berardi@hotmail.com; Giacomo Bazzani = ciranored@fastpiu.it

per il Comitato Beni Comuni - campagna Giulemanidallacqua
Giampiero Carotti
 


       


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