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 Welfare

04 Marzo, 2005
Provvedimenti per l’indulto: i Comuni lombardi in prima linea
Discusso nel Dipartimento di ANCI Lombardia il coordinamento degli interventi

Provvedimenti per l’indulto: i Comuni lombardi in prima linea

Discusso nel Dipartimento di ANCI Lombardia il coordinamento degli interventi

 Quasi tremila detenuti scarcerati nella sola Lombardia: l’emergenza indulto è stata al centro della riunione del Dipartimento Welfare di ANCI Lombardia, presieduto da Giacomo Bazzoni. All’incontro erano presenti anche gli Assessori alle Politiche Sociali dei Comuni lombardi capoluogo di provincia ed i rappresentanti della Regione Lombardia, del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e del Centro di Giustizia Minorile.

“Si è trattato di una convocazione dettata dall’urgenza del momento – evidenzia il presidente Lorenzo Guerini – perché è necessario coordinare il lavoro che i nostri Comuni stanno svolgendo e per dare risposte concrete alle esigenze che si sono venute a creare con l’applicazione di questo provvedimento. Ancora una volta i Comuni sono in prima linea nell’affrontare una situazione di obiettiva criticità. Con questa riunione cercheremo di dare attuazione sul territorio alle indicazioni emerse tra il Ministro Mastella e il presidente Domenici e di dare positive risposte anche alle legittime richieste che ci vengono dai nostri cittadini”.

Il provvedimento di clemenza dunque ha coinvolto in modo diretto gli Enti locali sia per la gestione della fase di accoglienza che per l’adozione di misure di accompagnamento e di reinserimento sociale, sia soprattutto per il necessario coordinamento delle reti locali e delle possibili sinergie da mettere in atto. I Comuni lombardi hanno risposto con grande impegno, attivando le reti funzionanti nei territori e facendo fronte all’emergenza, peraltro non conclusa (le operazioni di scarcerazione sono ancora in corso).

In particolare gli assessori dei Comuni di Milano, Cremona e Pavia hanno illustrato la realtà dei loro territori e le misure adottate. Anche i rappresentanti dei Comuni di Brescia e Mantova hanno descritto le attività svolte. A loro volta i rappresentanti delle istituzioni invitate (dr.ssa Andreoli, per la Regione Lombardia; il dr. Nastasio per il PRAP e la dr.ssa Croce, per il Centro di Giustizia Minorile) hanno evidenziato le iniziative messe in atto.

Al termine dell’incontro tutti i presenti hanno concordato quanto segue:

  1. Di proseguire la collaborazione con la Regione Lombardia, che ha recentemente diramato una circolare fornendo indicazioni operative relativamente alla necessità di identificare posti di accoglienza presso le Comunità alloggio o per tossicodipendenti o appartamenti in housing sociale, nonché alla opportunità di potenziare gli sportelli di segretariato sociale già funzionanti.
  2. Di promuovere l’attivazione di tavoli locali, aperti a Comuni, Province, ASL, Enti dell’Amministrazione Penitenziaria e Cooperative sociali ed altri soggetti del Terzo Settore in grado di offrire un contributo nella prospettiva del reinserimento sociale e di garanzia di tutela della salute.
  3. Di iniziare al più presto la fase di programmazione della post emergenza.

 

A tale proposito è stata unanimemente ribadita la necessità di ulteriori finanziamenti, da non gestirsi in modo centralizzato, ma assegnando i fondi alle Regioni in misura proporzionale al numero delle persone rilasciate e conferendo quindi ai territori la competenza a definire le forme di utilizzo delle risorse, attraverso gli strumenti di pianificazione previsti dalla Legge n. 328/00 (Piani di Zona).

Negli scorsi anni i Comuni lombardi hanno sperimentato in modo positivo i percorsi di progettazione e di coordinamento degli interventi nei territori ed intendono continuare sulla linea adottata, con il contributo di tutte le realtà disponibili a collaborare.

In particolare, per quanto riguarda il “piano di reinserimento”, peraltro previsto dall’art. 46 dell’Ordinamento Penitenziario, si chiede di garantire una regia a livello locale, sia per prevedere un raccordo stretto con i competenti livelli operativi del territorio, sia per poter identificare i possibili destinatari, anche a fronte di percorsi personalizzati e di accompagnamento, che nel frattempo possono essere avviati.

Si fa presente che i fondi assegnati per le politiche sociali, anche se erogati in misura superiore rispetto al 2005, risultano comunque insufficienti a dare risposte adeguate ai problemi evidenziati, soprattutto considerando la necessità di “accompagnare” i detenuti scarcerati con interventi che vanno dalla prima accoglienza, all’ascolto, alla fornitura di vitto e alloggio, alla prospettiva di ricostruzione di un percorso di vita che contempli il reinserimento sociale con un’attività lavorativa regolare, con garanzie di tipo sanitario, con opportunità di integrazione e di inclusione sociale.

L’impegno di ANCI Lombardia proseguirà nelle prossime settimane, attraverso la collaborazione con la Regione ed il PRAP, per definire anche percorsi di formazione e programmare attività specifiche per l’inserimento lavorativo (borsa lavoro, tirocinio, ecc.).

 


       


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