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 Dall' Italia

04 Marzo, 2005
Sgomberata la baraccopoli di Catania
I cento migranti nei Cpt di Caltanisetta e Ragusa

 

di Tano Rizza / Girodivite

Nell’ultimo numero cartaceo di Girodivite vi avevamo parlato degli immigrati che vivevano, in condizioni disumane, nei tre fossati che costeggiano Corso dei Martiri della Libertà, a Catania. Vi avevamo raccontato le loro pietose condizioni abitative, i loro problemi quotidiani e la loro visione del mondo. Denunciando, in questo modo, la totale assenza della politica d’accoglienza del comune di Catania.

La notizia, adesso, è un’altra. La baraccopoli, e i suoi poveri abitanti non esistono più. Questa settimana, con un’imponente operazione di polizia (degna dei migliori blitz antimafia) le tre baraccopoli e le cento persone che ci vivevano dentro sono state sgomberate. All’alba del 10 Novembre, un nutrito dispiegamento di forze dell’ordine, ruspe e camion hanno fatto piazza pulita di quella realtà. Un’operazione che è durata tutta la mattinata e che ha fatto scomparire la baraccopoli. Le baracche sono state demolite in gran fretta, cementati gli ingressi ai fossati, e distrutti tutti gli indumenti e gli effetti personali dei migranti.

Gli extracomuniatri, molti dei quali provenienti dall’est europeo, sono stati in un primo momento trasferiti a Librino, in una palestra dimessa, e per ordinanza del sindaco ma non dell’autorità prefettizia, sono stati identificati per controllare i loro precedenti e permessi di soggiorno. Un giorno per verificare le loro identità, e l’indomani sono stati trasferiti nei Centri di Permanenza Temporanea di Caltanisetta e Ragusa. L’ultimo passo per i migranti saranno le procedure d’espulsione e l’allontanamento dall’Italia.

Un’operazione improvvisa, avvenuta dopo anni in cui la baraccopoli era cresciuta a dismisura, un’operazione definita da molte parti sociali “disumana e ingiusta” che ha visto la deportazione forzata dei migranti nei Cpt regionali.

Uno sgombero forzato definito così nel comunicato stampa diramato dall’Arci catanese -Esprimiamo la nostra indignazione per il trattamento disumano che è stato riservato ai migranti senza fissa dimora della baraccopoli, a molti dei quali è stato negato anche il diritto di difesa, impedendo loro di rientrare in possesso dei documenti d’identità.- Continua l’Arci - Denunciamo inoltre le illegalità che hanno accompagnato questa operazione di polizia: fra l’altro, è stato impedito all’on. Liotta l’accesso nella struttura sportiva dove sono stati identificati i migranti, definita dal vicequestore una succursale improvvisata della centrale di polizia - Ancora all’interno del comunicato Arci - Cosa avevano da nascondere? La gente ammassata per terra, senza coperte, senza servizi igienici, la disperazione di chi non sa nulla del proprio destino. Queste sono le politiche di accoglienza del Comune di Catania: altro che una sistemazione dignitosa per i senza fissa dimora! Per loro è soltanto iniziato il calvario dei decreti di espulsione e dei centri di permanenza temporanea."

Proteste si sono levate da parte di tutte le associazioni della società civile di Catania, e dagli ambienti di sinistra, contro le modalità di sgombero della baraccopoli di Corso dei Martiri della Libertà. Un corteo di "Solidarietà con gli sgomberati" è stato indetto per venerdì 18 (h.18). Nel volantino redatto per il corteo si spera per "strutture adatte all’accoglienza, che permettano una vita dignitosa", denunciando fortemente lo sfruttamento del lavoro nero degli immigrati. […]

[Articolo completo e immagini su Girodivite – vedi link in fondo pagina] 


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