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01 Luglio, 2007
Vorrei dire brevemente alcune cose relative al tema "PENSIONI". di G. Esposto
SITUAZIONE ATTUALE: L'Italia è un paese che invecchia. Mi si può dire hai scoperto l'acqua calda!!

Cari amici,

vorrei dire brevemente alcune cose relative al tema "PENSIONI".

1) Sappiamo tutti come è stato partorito quel programma. Partiti con buoni propositi, ripiegato su posizioni discutibili nei numeri, pericolose come bombe ad orologeria oggi.

2) SITUAZIONE ATTUALE: L'Italia è un paese che invecchia. Mi si può dire hai scoperto l'acqua calda!! Tutte le statistiche lo affermano!! Basta andare in giro per accorgersi. La generazione nata negli anni 50 ha magnificamente goduto di un insieme di fattori positivi, tra cui un Welfare eccessivamente assistenziale per evitare altre parole forti, ed oggi raccoglie tutti i frutti di quel modo di fare "politica". Salvo poi accorgersi che l'egoismo generazionale sta mettendo in crisi un'altra generazione. Quanti di voi hanno ragazzi tra i 25-30 anni ancora in casa ? Quanti sono preoccupati perché i propri figli ancora non riescono ad avere un posto di lavoro "stabile" non nella natura del contratto ma nella prospettiva di carriera!! Nelle opportunità di mettersi in gioco, di contribuire, di lavorare, di costruirsi un avvenire ? Quanti !? Io penso in molti se hanno un'età compresa tra i 55 e i 65. Elettoralmente parlando è inutile negare, ed ancora invoco le magnifiche statistiche, che il peso dei giovani in termini numerici è inferiore rispetto al resto della popolazione. Se ci aggiungiamo che non sono in grado nemmeno di organizzarsi (e lo dice uno che ha 27 anni)per evidenti limiti che a questo punto del mio pensiero sono da ascrivere alla incredibile crisi culturale che ne aggrava la situazione, direi che possibilità per sedersi ai tavoli e trattare sono veramente ridotte al lumicino.

L’Italia è un paese produttivamente parlando che sta affrontando con tremenda difficoltà (checche ne dica Montezemolo e tutta confindustria)una fase di passaggio ma ancora non riesce ad individuare l’obiettivo strategico: vuole puntare sullo sviluppo della qualità dei propri prodotti ed aggredire i mercati emergenti esportando il proprio savoir faire / made in Italy, e quindi sviluppare al massimo reti produttive ma di lavori a basso contenuto tecnologico mettendo nelle migliori condizioni le piccole imprese fornendo servizi adeguati allo sviluppo (ma facendo un patto serio per quanto riguarda la lotta all’evasione), oppure puntare su assets ad alto contenuto tecnologico cercando di creare le condizioni per portare la fase dell’innovazione del prodotto sul nostro territorio liberando risorse che fuori escono dal tessuto universitario ma che sono destinate ad essere assorbite altrove ?

Può l’Italia permettersi di rimanere ingessata in questo dilemma !? Può permettersi di perdere giovani menti che vanno altrove perché non siamo capaci a fare impresa competitiva e non decidiamo quale destino vuole avere questo paese da qui ai prossimi 20 anni ? Può permettersi di avere un sistema incancrenito su un modo di pensare corporativo laddove prevale il proprio interesse personale e si cerca di fare pressione politica adottando un modo di fare clientelare (nel senso buono del termine) dimenticandosi di ragionare su un’idea di società che guarda tutta la fascia della popolazione !? E non solo nell’immediato dopo domani ?!

3) SCENARI FUTURI: Il problema dello scalone riguarda 120 mila persone. Si può in questo paese iniziare a ragionare sui numeri ?! E’ ingiusto. Lo penso anche io. Possiamo però scindere il problema pensioni in due tronconi !? Diciamo anche che il problema PENSIONI tra 30 anni riguarda un numero nettamente più alto di persone ?! Se si allora suggerisco di ragionare in questi termini:

· PROBLEMA SCALONE: è possibile introdurre un meccanismo di flessibilità all’uscita. Se ai giovani viene chiesto di lavorare con contratti "flessibili" non vedo perché non si possa proporre di introdurre un meccanismo che consenta di arrivare più in la in termini di età alla pensione vera e propria ma cominciando a partire da una certa età a pensare a contratti di lavoro che consentano di disimpegnarsi progressivamente senza però abbandonare il lavoro. Contratti che nel caso di lavoratori altamente qualificati si possono tradurre in attività di "formazione" che vanno a sostenere il ricambio generazionale e formare nuove classi dirigenti. Per lavoratori che fanno lavori meno qualificati resto dell’idea che debba essere data loro una certa libertà ma che questa non possa prescindere dalla sostenibilità finanziaria del sistema. Tradotto applicazione dei coefficienti della DINI. Ma anche per questi lavoratori è possibile pensare che nonostante il lavoro pesante svolto e solo per chi se la sente, lo Stato (quindi la collettività) metta a disposizione, creandone le condizioni, la possibilità per una prosecuzione della attività lavorativa in servizi utilissimi nel campo del sociale che permettano a questi lavoratori di cambiare lavoro usurante in uno nettamente meno usurante ma utile per la collettività !? Costo / Beneficio direi da quantificare, ma se il ragionamento non è sbagliato credo che sia intuibile un risparmio da parte dello Stato in termini di erogazione pura e semplice della prestazione pensionistica in cambio di un servizio pubblico offerto ai cittadini. In parole povere rispondere all’allungamento della vita semplicemente mettendo nelle condizioni tutti di accettarlo senza arrivare ad uno scontro generazionale.

· PROBLEMA SOSTENIBILITA’ DEL SISTEMA: è inutile girarci intorno. Il sistema di calcolo della prestazione pensionistica in questo paese è nettamente sbilanciato in favore di chi i contributi non li ha versati per l’importo percepito. E’ qui che entra in crisi il sistema, donde per cui dare una risposta andando a non toccare nulla ma pensando che si possano trovare altrove!! Vedi la riforma affrettata sul secondo pilastro per permettere ai giovani di costruirsi una pensione accettabile. Il sistema va invece cambiato!! E va cambiato da un certo momento futuro in avanti arrivandoci per gradi! Ma va cambiato andando a fare ciò che fanno tutti i paesi europei: lo stato nel suo primo pilastro per garantire l’erogazione della prestazione e quindi per offrire a tutti la possibilità di avere una PENSIONE preservando l’istituto tra le generazioni deve adottare il modello della PRESTAZIONE UNICA identica per tutti agganciata semplicemente al meccanismo della rivalutazione su base inflazionistica. Detto in parole povere la prestazione deve essere UGUALE PER TUTTI I LAVORATORI che siano DIPENDENTI, AUTONOMI, DIRIGENTI, SEMPLICI OPERAI! Se si stabilisce il livello si è in grado di determinare banalmente il contributo che ciascuno sarà costretto a versare nel corso della sua attività lavorativa garantendo implicitamente la sostenibilità finanziaria di questo sistema di calcolo senza mai e dico mai ricorrere a misure straordinarie di competenza della fiscalità generale, spezzando quel meccanismo tale per cui si prende più di quanto versato! Le buste paga aumenteranno in modo considerevole, e allora si che la previdenza complementare partirà e sarà su base davvero volontaria. (da rivedere alcuni limiti della 252/05 e non stupiamoci se molti lavoratori non hanno aderito ai fondi pensione).

Cosa c’entra con lo SCALONE vi starete domandando. Ebbene, se il ragionamento calza, e in questo paese qualcuno percepisce pensioni che non ha meritato, allora sta sottraendo risorse a chi andrà in pensione, e nell’immediato a quei 120 mila. Bene allora chi supera una certa soglia da stabilire in base ad una semplice metodologia di calcolo, la restituirà al legittimo proprietario in modo graduale (nessuno vuole evitare traumi e rivolte), ma vedrete quante risorse si creano per pagare lo "SCALONE" dando piena libertà a quei lavoratori con lavori usuranti di scegliere autonomamente quando andare in pensione e percepire un livello ACCETTABILE!

PER ORA MI FERMO QUI … anticipo che nella prossima puntata potrei parlare dell’altro aspetto della medaglia: il sistema produttivo e con esso flessibilità all’entrata, flessibilità all’uscita dei lavoratori, direzione da intraprendere.

Speriamo che il Partito Democratico affronti questi temi …

Buona domenica e scusate l’analisi prolissa.

Gianni Esposto

Circolo per il Partito Democratico Milano

 


       


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