Cremona in mostra nella città Spagnola di Alaquàs. di G.C.Storti - 22 Marzo, 2007
Crémona en la extensión en la ciudad española de Alaquàs. El
Cremona in mostra nella città Spagnola di Alaquàs.
cremoneses y espanoles en los siglos XVI a XVIII si svolge dal 29 marzo al 1° luglio 2007 nel castello di Alaquàs.
Cremona e la città spagnola di Alaquàs stanno preparando una mostra
sull'arte a Cremona nel periodo spagnolo che si svolgerà dal 29 marzo al
1 luglio 2007 nel castello di Alaquàs, per l'occasione riaperto al
pubblico dopo un accurato restauro. Il titolo della mostra è Realismo y
Espiritualidad. Campi, Anguissola, Caravaggio y otros artistas
cremoneses y espanoles en los siglos XVI a XVIII (Realismo e
spiritualità. Campi, Anguissola, Caravaggio e altri artisti cremonesi e
spagnoli del XVI- XVIII secolo).
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Crémona en la extensión en la ciudad española de Alaquàs. El
realismo y Espiritualidad de
siglos de los los del en de los espanoles de los cremoneses y de los
artistas de los otros de Caravaggio y XVI a XVIII se realizan del 29
de marcha a 1° julio de 2007 en el castillo de Alaquàs.
Crémona y la ciudad española de Alaquàs está preparando una
extensión en el arte para Crémona en el período español que será
realizado del 29 de marcha al 1 de julio de 2007 en el castillo de
Alaquàs, porque la ocasión abierta de nuevo para la pública
después de cuidado tomado de una restauración.
El título de la extensión es el realismo y Espiritualidad. Campos,
Anguissola, siglos de los los del en de los espanoles de los
cremoneses y de los artistas de los otros de Caravaggio y XVI a XVIII
(realismo y spiritualità. Cremonesi y campos españoles, Anguissola,
Caravaggio y otros artistas XVI del siglo XVIII).
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Alcuni cenni della mostra.
Il quadro raffigurante “Santa Rosa da Lima con bambino e due devoti” sarà in mostra presso il castello di Alaquàs di Valencia in Spagna. Il dipinto , di Giuseppe Nuvolose, conservato nella chiesa parrocchiale di S. Ambrogio di Torre dè Picenardi prenderà infatti parte alla mostra Realismo e Spiritualismo insieme a Campi , Anguissola, Caravaggio ed altri artisti cremonesi e spagnoli del XVII-XVIII secolo. La mostra è organizzata dal comune di Alaquàs in collaborazione con il Comune di Cremona ed il Museo Civico. Il dipinto seicentesco sarà esposto insieme ad altre opere provenienti dal museo cremonese e da altre chiese della provincia.
Un evento molto importante che rinsalda i legami fra Cremona e la città di Alaquàs di Valencia.
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Città : Gemellaggio tra Cremona e Alaquàs
Le origini del gemellaggio tra Cremona e Alaquàs
Sabato 3 gennaio 2004, nella Sala dei Quadri di Palazzo Comunale di Cremona, è stato sottoscritto il patto di gemellaggio tra Cremona e la città spagnola di Alaquàs.
Le ragioni del gemellaggio vanno ricondotte al legame esistente tra la città di Cremona e la città di Alaquàs nel periodo in cui la Lombardia era sotto il dominio spagnolo. Alla fine del XVII o al più tardi all'inizio del XVIII secolo Don Felix Pardo de la Casta, fratello di Don Baltasar Pardo de la Casta signore di Alaquàs, fu nominato governatore militare di Cremona dove conobbe e sposò Margherita Lodi. Dal matrimonio nacque una figlia, Mari ana Pardo de la Casta y Lodi. Don Felix morì a Cremona e fu tumulato nella chiesa di S. Ilario (sopra la sua tomba si può ancora vedere una lapide commemorativa).
Mariana Pardo de la Casta y Lodi visse a Cremona dove sposò Giovan Battista Manfredi, appartenente ad uno dei casati più in vista allora in città al quale era stato concesso il titolo marchionale dall'imperatore Carlo VI. Giovan Battista Manfredi era maggiore della Polizia Urbana di Cremona ed abitava con la sua famiglia in un palazzo vicino alla chiesa di S. Agata. La coppia ebbe un figlio, Giuseppe Manfredi y Pardo de la Casta, 12° marchese del casato Manfredi, che morì a Cremona nel gennaio del 1744 e fu sepolto nella chiesa di S. Agostino. Sposato con
Nel momento in cui ricevette la reggenza del feudo posto nel territorio di Valencia, il marchese Manfredi viveva nella parrocchia dei Santi Nazario e Celso in S. Abbondio ed era sposato con Teresa Fraganeschi, imparentata con l'allora vescovo di Cremona. Giovan Battista Manfredi prese possesso della signoria di Alaquàs il 18 gennaio del 1772. Suo successore fu il figlio, Giuseppe Ignazio Manfredi, che nel 1806 si trasferì nella parrocchia di San Michele di Cremona. Sino alla metà del XIX secolo il feudo di Alaquàs venne governato secondo direttive impartite da Cremona. A partire dalla metà del XIX secolo Ignazio Manfredi ed i suoi successori misero in vendita i loro possedimenti terrieri spagnoli, compreso il palazzo nobiliare. Questo edificio, noto come il Castello di Alaquàs, è stato da poco acquisito dalla Municipalità di Alaquàs che, attraverso un sapiente ed attento restauro, lo ha trasformato in un centro culturale tra i più vivaci ed importanti della città.
Con la firma del Patto di Gemellaggio non è stato suggellato solo il passato, ma è stato preparato il terreno per il futuro, in vista di una collaborazione sempre più tra Cremona ed Alaquàs, una città quest'ultima che ha alle spalle un passato importante e che si trova di fronte ad un futuro particolarmente promettente dal punto di vista economico.
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La città di Alaquàs
Geograficamente parlando, Alaquàs si trova nel territorio dell'Horta sud, a
Il suo clima è il caratteristico clima mediterraneo con una temperatura media di 17 gradi.
Dal punto di vista sociale Alaquàs è una città con un importante tessuto sociale formato da associazioni, enti e collettivi che raccolgono le diverse sensibilità artistiche, culturali e festive, tra le quali bisogna fare particolare riferimento alla musica e alla polvere (petardi e fuochi d'artificio).
Nella maggior parte delle manifestazioni festive di Alaquàs la musica e la polvere sono elementi distintivi.
Storia della città
La constatazione più antica dell'esistenza di Alaquàs come nucleo cittadino è menzionata nel Libro del Repartiment, secondo il quale Alaquàs fu ceduta da Jaume I, il 4 luglio
Il nome Alaquàs, secondo alcuni autori, viene dalla parola araba al' aquas che vuol dire gli archi o le arcate, ora il dubbio da risolvere è a quali archi faccia riferimento il toponimo.
Dopo la conquista cristiana, i musulmani continuarono a lavorare e a vivere ad Alaquàs fino alla loro espulsione, e allo stesso tempo i cristiani cominciarono ad installarsi e a crescere in numero, come dimostra il fatto che nel 1354 fu creato un vicariato, inizialmente alle dipendenze della chiesa di San Nicola di Valencia, fino a che nel 1541 si convertì in parrocchia.
Nel XV secolo la cittadina di Alaquàs passò nelle mani della famiglia Aguilar, uno dei suoi discendenti, Luis Pardo de la Casta, primo conte di Alaquàs, fece costruire nel 1582 il Palazzo e Castello di Alaquàs.
La guerra di successione, tra il 1705 e il 1708, influenza negativamente l'unione del territorio valenciano a livello politico, economico e demografico, infatti oltre a perdere cittadini, i signori cominciano in questo secolo a imparentarsi con la nobiltà castigliana e italiana.
Una parte della famiglia Pardo de la Casta si sposta fino a Cremona e Felix Pardo de la Casta riesce a diventare Governatore Militare di Cremona. La parte della famiglia che continua a vivere ad Alaquàs si estingue senza discendenti, quindi saranno i discendenti di Felix Pardo de la Casta a imparentarsi con la famiglia cremonese dei Manfredi che a loro volta erediteranno, tra gli altri territori, la contea di Alaquàs.
Il 18 gennaio 1772 Alaquàs passa sotto il governo della famiglia Manfredi , residente a Cremona, un secolo segnato alla fine dal periodo feudale e dall'inizio dei primi governi liberali nel quale Alaquàs e tutti i suoi privilegi, come terre e possedimenti accumulati dalla famiglia Pardo de la Casta dal secolo XV, cominceranno ad essere amministrati da Cremona.
Nel 1870 il castello passerà nelle mani di privati e si estinguerà la relazione tra
Il XX secolo è il secolo dei grandi cambiamenti tanto politici quanto economici, nel quale Alaquàs si convertirà definitivamente in città che basa la sua economia sul settore industriale, specialmente nel mobile, lasciando da parte l'agricoltura, anche se continuano ad avere un peso nn indifferente i mestieri tradizionali come l'artigianato.
Fatti storici come la Guerra civile del 1936 e la posteriore dittatura lasceranno il segno ad Alaquàs, ma è finalmente grazie alla Costituzione approvata nel 1978 che sarà resa possibile la creazione del primo Comune democratico nell'aprile del 1979.
Anche questo sarà il secolo delle grandi migrazioni cittadini di cittadini venuti da differenti parti della Spagna che faranno sì che Alaquàs aumenti in maniera considerevole il numero dei suoi cittadini fino ad arrivare alla cifra di 30.000 abitanti, che significherà un singolare arrichimento della nostra cultura.
Il secolo XXI comincia ad Alaquàs con il recupero, a febbraio 2003, del Castello e Palazzo di Alaquàs come spazio pubblico per i cittadini non solo della nostra città, ma di tutta la società valenciana, diventando uno dei centri culturali di riferimento per lo stato spagnolo.
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